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Polizze unit linked, a chi convengono e cosa valutare bene

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(Adnkronos) –
Milano, 29 settembre 2022. Chi si occupa di consulenza finanziaria indipendente, sa che le
polizze unit linked non sono sempre la miglior soluzione d’investimento per tutti i risparmiatori. E spesso sono collocate a risparmiatori che non ne hanno bisogno o che devono sostenere costi troppo elevati nel tempo affinchè il bilancio (rispetto ad altri investimenti) vada in positivo. 

Per questa ragione SoldiExpert SCF, società di consulenza finanziaria indipendente e fra le pioniere in Italia del settore ha dedicato all’argomento un approfondimento pubblicato sul proprio sito. 

Di sicuro sono un’ottima fonte di guadagno per banche, reti e assicurazioni, visto che si tratta di un prodotto d’investimento su cui convergono gli interessi sia delle banche sia appunto delle assicurazioni e che consentono rispetto ad altri prodotti più semplici (fondi oppure ETF) di fidelizzare maggiormente (fare “retention” dicono gli addetti ai lavori) il cliente anche perché se volesse uscire si vedrebbe applicati in molti casi delle commissioni di uscita. 

Ma cosa sono le polizze unit linked, esattamente? 

Dette anche polizze vita “ramo III”, sono polizze assicurative sulla vita a tutti gli effetti come involucro o contenitore, che però, rispetto alla polizze vita normali, consentono di investire i soldi versati sui mercati finanziari. Insomma, polizza più strumento d’investimento. 

Il nome polizza evoca da sempre sicurezza e stabilità ma in realtà nella unit linked il suo andamento è completamente dipendente dall’andamento del sottostante (azioni o obbligazioni tramite titoli diretti, fondi o ETF) e quindi non vi può essere alcuna garanzia di rendimento o di protezione del capitale poiché sono soggette all’andamento dei mercati. 

Ma, potrebbe sostenere qualcuno, con le polizze unit linked, capitale garantito e rendimento minimo sono “compresi nel prezzo”. Assolutamente no. Le polizze che offrono queste garanzie sono quelle a gestione separata. Le polizze unit linked non garantiscono né il capitale né il rendimento. Quindi, il rischio è che, alla morte del sottoscrittore della polizza vita, gli eredi si possano ritrovare con un capitale ben inferiore a quello investito inizialmente. Verrebbe quasi da chiamarle ironicamente polizze “risk linked”… 

STRUMENTI PIÙ CARI DEI FONDI, ATTENTI AI COSTI VERI 

Le polizze unit linked non sono certo una fregatura (e al tema SoldiExpert SCF ha dedicato sul proprio sito uno speciale), attenzione, e per molti rappresentano un modo per gestire più problemi contemporaneamente. Però, quello che spesso manca alle polizze unit linked è il rendimento. 

Solitamente, infatti, il capitale che il cliente riversa in queste polizze viene investito in fondi d’investimento. Quindi, ai costi di entrata, uscita, performance e gestione dei fondi si associa il costo della polizza e di altri costi più o meno trasparenti per molti risparmiatori. Considerate infatti che deve essere remunerato a chi le vende non solo il rischio della polizza ma anche quello finanziario, oltre i costi di struttura della rete di vendita. Tanto che le polizze unit linked possono arrivare a costare il 3-5% all’anno sul capitale investito. Per capire i costi di questi prodotti è possibile consultare il KID (Key Information Document) che ogni consulente abilitato dovrebbe obbligatoriamente sottoporvi prima della sottoscrizione e che descrive dettagliatamente tutti i costi del prodotto. 

Al costo dei fondi d’investimento si sommano i costi della polizza e altri caricamenti. 

Rispetto all’investimento diretto in azioni, obbligazioni, fondi o ETF vi è un costo superiore da considerare quando si fa una seria analisi costi/benefici 

Facendo due conti, su 100.000 euro investiti, il 4% annuo di costi gravanti significa sottrarre al capitale di partenza di sicuro 34.000 euro (il 34%) e i vantaggi eventuali non possono non considerare questo aspetto. E se, infatti, la performance della componente finanziaria delle polizze unit linked dopo dieci anni non fosse in grado di ripagare i costi e di fornire almeno un piccolo guadagno (senza tenere conto dell’inflazione…), il salasso sarebbe servito. 

POLIZZE UNIT LINKED, NON SOLO RISCHI 

Per l’investitore medio, quindi, le polizze unit linked non sono sempre consigliabili e va fatta quindi un’attenta analisi mettendo sul piatto della bilancia diversi aspetti. E in questo un consulente finanziario indipendente (che non può quindi per legge ricevere retrocessioni sui prodotti o strumenti consigliati) è probabilmente il professionista consigliato. Tuttavia, come anticipato in precedenza, questa tipologia di prodotti ha una sua utilità in alcuni casi specifici, pur nella consapevolezza che si tratta di strumenti che non possono garantire alcun rendimento e sono legati all’andamento dei mercati (e dei costi come abbiamo visto). 

Le polizze unit linked, infatti, hanno alcuni vantaggi: in casi di fallimento, di bancarotta o di impossibilità di ripagare i debiti, non possono essere né pignorate né sequestrate dall’autorità giudiziaria o dal Tribunale salvo evidentemente casi gravi, premeditati e dolosi di distrazione o nei casi in cui il contenuto assicurativo di questo polizze è di fatto nullo. Ciò a differenza dei beni mobili e immobili posseduti o dei conti correnti. 

Inoltre le polizze unit linked sono esentate dalle tasse di successione ereditaria. Quindi, alla morte del contraente il capitale risultante dall’investimento viene girato direttamente agli eredi senza aggravi ovvero delle tasse di successione (come avviene con i titoli di Stato). Inoltre all’interno delle polizze unit linked il trattamento fiscale è meno iniquo rispetto al risparmio amministrato poiché minusvalenze e plusvalenze per esempio realizzate con OICR (ovvero fondi d’investimento o ETF) possono essere compensate e questa imposizione è rinviata al momento del riscatto totale o parziale della polizza (il cosiddetto tax deferral). 

Come si vede, si tratta di vantaggi soprattutto fiscali sicuramente interessanti sulla carta ma che vanno soppesati con le esigenze effettive del sottoscrittore e i costi (certi) che dovrà sostenere. 

In ogni caso, un consiglio lo può dare un consulente finanziario indipendente e SoldiExpert SCF, società di consulenza finanziaria indipendente, è in grado di effettuare un check up completo del portafoglio e dell’intera situazione patrimoniale e di fornire un parere super partes verso le scelte d’investimento più efficienti, senza conflitti d’interesse, tramite una consulenza che può essere una tantum oppure periodica o continuative secondo le esigenze dell’investitore di qualsiasi taglia. 

Informazioni su SoldiExpert SCF  

Questo comunicato è stato realizzato da SoldiExpert SCF una delle principali società di consulenza finanziaria (SCF) indipendenti a livello nazionale. Vanta clienti di ogni tipo e portafoglio (soprattutto privati) in tutta Italia grazie anche a un modello unico basato sulla Rete e sulla tecnologia come la possibilità di collegarsi in video-conferenza con i propri esperti che operano in più parti d’Italia. La consulenza fornita può riguardare tutto il patrimonio o sola la parte legata agli investimenti finanziari (azioni, obbligazioni, ETF, fondi) o assicurativi (spesso unit linked che di fatto sono investimenti finanziari spesso “travestiti”) e si basa su un’attenta analisi preventiva (tipicamente i risparmiatori che si rivolgono a SoldiExpert SCF partono con un check up ed è possibile richiedere gratuitamente una prima consulenza di 30 minuti) di efficienza del portafoglio detenuto dal cliente in termini di costi e rischi. E il fatto di essere una società che fornisce esclusivamente consulenza su base indipendente è un punto molto importante per gli investitori poiché SoldiExpert SCF viene remunerata direttamente in modo trasparente dai clienti senza quindi ottenere provvigioni o commissioni sui prodotti consigliati come è tipico dell’industria del risparmio gestito in Italia. Si ricorda anche ai fini dello studio proposto che le performance passate nei mercati finanziari non costituiscono necessariamente garanzia, nè indicazione di performance future e non dovranno essere perciò utilizzate come unico criterio di valutazione per la scelta degli investimenti. Per maggiori informazioni si invita a visitare il sito soldiexpert.com
 

Approfondimenti
 

Sito ufficiale: https://soldiexpert.com
 

Email: ufficiostudi@soldiexpert.com
 

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Cessione del quinto senza TFR: le risposte per un caso difficile, ma sempre più comune

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(Adnkronos) –
Bari, 2/12/2022 – Esistono delle forme di prestito che richiedono precise garanzie da parte del richiedente. Una particolare forma di finanziamento è costituita dalla cessione del quinto, mentre una garanzia specifica è il TFR, o Trattamento di Fine Rapporto. Un caso difficile da sbrogliare è proprio quello in cui si valuta la possibilità di richiedere la cessione del quinto senza TFR: esistono certamente dei precisi requisiti che il richiedente deve possedere e scoprire quali è una condizione necessaria per ottenere il finanziamento, con o senza TFR. 

La cessione del quinto senza TFR: è possibile?
 

Tra le forme di prestito che è possibile richiedere, si fa qui riferimento alla cessione del quinto: una forma di finanziamento non finalizzato la cui restituzione avviene attraverso il pagamento rateale di somme stabilite al momento della firma del contratto. Data l’assenza di una causale diretta da fornire e che giustifichi la somma richiesta, i seguenti passi possono condurre all’inoltro della domanda del prestito: simulazione del piano di restituzione del finanziamento e verifica della propria identità. Nello specifico, il tutto può avvenire direttamente online, grazie a simulatori specifici e a sistemi di inoltro documentazione, firma digitale e controllo su webcam. 

Tra la documentazione da fornire in sede di accordo, spicca certamente quella relativa alle garanzie su cui il finanziatore può fare affidamento in merito alla restituzione rateale della somma erogata. Nasce quindi una profonda differenza nell’atteggiamento che gli enti talvolta assumono nei confronti dei lavoratori pubblici e dei dipendenti delle piccole aziende. 

I dipendenti pubblici percepiscono infatti uno stipendio mensile e regolare, che può costituire una solida garanzia di solvibilità e restituzione del prestito; i lavoratori delle piccole aziende, invece, alle volte sono giudicati diversamente, perché i loro contratti sono ritenuti meno affidabili e la logica conseguenza sarebbe dunque quella di rivalersi sul TFR, indipendentemente dalla sua consistenza. 

Rispondendo dunque chiaramente alla domanda, sì, è possibile richiedere una gestione del quinto senza TFR, ma è una scelta che spetta di solito ai singoli enti, che possono decidere o meno di sfruttare il trattamento di fine rapporto come garanzia. Allo stesso tempo, i finanziatori possono svolgere analisi specifiche sull’azienda, per verificarne la stabilità e l’affidabilità in termini finanziari e contrattuali, sempre nell’ottica di tutelarsi nella fase di restituzione del prestito. Tra le alternative, il lavoratore potrebbe dover sottoscrivere un’assicurazione sulla vita o sul rischio impiego, sempre al fine di fornire un’ulteriore garanzia all’ente erogatore. 

Le soglie della cessione del quinto senza TFR
 

Data la definizione stessa di prestito con cessione del quinto, quest’ultimo può essere restituito con rate pari al massimo al 20% della retribuzione netta mensile del lavoratore. Facendo un calcolo molto semplice a titolo di esempio, un lavoratore con una paga di 1.000 euro al mese, se richiede la cessione del quinto, pagherà rate mensili corrispondenti al massimo a 200 euro. 

Di solito, le somme vengono restituite seguendo piani di rimborso quinquennali. Grazie a questo dato, è possibile svolgere un breve calcolo per capire la somma massima che può essere richiesta all’ente. Tornando all’esempio della busta paga da 1000 euro al mese e al quinto pari a 200 euro, basterà moltiplicare quest’ultima cifra per 60, ossia i mesi che ci sono in 5 anni, per calcolare la cifra massima che è possibile richiedere all’ente: in questo caso specifico 12.000 euro. 

Chi può richiedere la cessione del quinto senza TFR?
 

I casi in cui è possibile richiedere una cessione del quinto no TFR sono diversi. L’assenza di un TFR che faccia da garanzia può infatti essere spiegata in molti modi e, tra questi, spicca la situazione in cui il lavoratore abbia chiesto un anticipo sulla liquidazione, riducendo con questa operazione il proprio TFR in maniera sensibile. 

Allo stesso tempo, un lavoratore impiegato presso l’azienda da poco tempo di certo non avrà messo da parte molti contributi nel proprio TFR, che dunque risulterà piuttosto modesto e inadatto a far da piena garanzia a un prestito. Infine, non da ultimo si presenta il caso in cui il lavoratore abbia già impiegato parte del proprio TFR per saldare eventuali altri debiti pregressi, rendendo impossibile all’ente che erogherà il prestito rifarsi su di esso. 

Per informazioni:
 

Contatti: https://www.prestitiecessionedelquinto.com/contatti/
 

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SEOZoom rivoluziona la keyword research SEO: arriva la prima funzione che ricerca le domande degli utenti

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(Adnkronos) – Napoli, 2 Dicembre 2022 – Si chiama Question Explorer ed è la prima funzione al mondo che riesce a trovare le vere domande che gli utenti fanno su Google per supportare le attività di keyword research e di creazione di contenuti efficaci sui motori di ricerca. Questo rivoluzionario strumento è stato inventato da SEOZoom, la prima e più completa piattaforma italiana per gestire tutti gli aspetti della SEO ideata da Ivano Di Biasi e Giuseppe Liguori, e permette di rivoluzione per davvero la classica “ricerca di parole chiave” andando oltre la keyword e individuando precisamente ciò di cui hanno bisogno le persone che usano il motore di ricerca. 

Oggi infatti non basta lavorare analizzando una keyword o un gruppo di parole chiave affini, perché il fulcro su cui costruire contenuti vincenti è il search intent individuato da Google; in altri termini, l’obiettivo di chi vuole scalare le posizioni su Google è soddisfare le esigenze delle persone che usano il motore di ricerca, e grazie a Question Explorer è ora possibile trovare tutte le domande che gli utenti hanno davvero in mente e cercano su Google quando devono risolvere un problema reale. 

Tutti gli strumenti SEO attuali hanno conservato il “vecchio” approccio alla keyword research e riescono al massimo a informare sulla tipologia di “intento” che ha spinto l’utente a compiere la sua ricerca: ovvero, segnalano superficialmente se la keyword analizzata risponde a un’esigenza di tipo Informational, Transactional, Commercial o Navigational. Questa informazione non è più sufficiente per scrivere contenuti utili e strategici, perché è solo una fotografia statica di una realtà in movimento: serve invece sapere cosa offrire agli utenti che presentano delle necessità e farlo nel modo giusto, provando a capire cosa abbia appreso Google dalle tante richieste che gli vengono fatte ogni giorno. Ed è esattamente questo che fa la nuova funzione di SEOZoom, che riesce a scandagliare tutte le domande e a presentare le relative keyword rilevanti secondo il motore di ricerca, semplificando quindi le operazioni di scrittura di contenuti efficaci. 

Ogni domanda fa riferimento a infatti un’esigenza specifica e le keyword che compongono il cluster di query in cui Google le mostra rappresentano il “viaggio” che gli utenti fanno sul motore di ricerca per riuscire a soddisfare le proprie necessità. In pratica, SEOZoom sa esattamente quando e in quali query Google mostra le domande, e ha già raccolto un database di oltre 75 milioni di domande solo per la versione italiana del motore di ricerca. 

Domande diverse (anche se apparentemente simili) generano risposte diverse e afferiscono a intenti diversi, richiedendo perciò risposte e contenuti a loro volta differenti: grazie a Question Explorer, ogni sito può scoprire rapidamente cosa cercano i suoi utenti quando devono risolvere un problema reale, e questo è un passo decisivo per strutturare un contenuto specifico e utile, che abbia maggiori opportunità di guadagnare traffico organico e visibilità su Google. 

SEOZoom – www.seozoom.it – è un marchio ideato e registrato da SEO Cube S.r.l.  

P.IVA IT07231591210 

Sede: Via dell’Epomeo, 463 – 80126 Napoli 

Contatti: info@seozoom.it – 08136030899 

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L’idea regalo perfetta per il Natale? Un cadeau personalizzato grazie a Fotoregali.com

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(Adnkronos) – Milano, 2 dicembre 2022. La magia del Natale ha un fascino speciale che passa anche da quei regali che fanno sentire uniche le persone a cui sono destinati. Ma quale cadeau scegliere? Con Fotoregali
(www.fotoregali.com) è semplice creare il cadeau ideale per comunicare emozioni e lasciare il segno grazie a una personalizzazione che sfrutta il potere evocativo delle immagini: dalla maglietta personalizzata alle coperte personalizzate passando per le stampe su tela. Un’esperienza d’acquisto caratterizzata da produzione interna, spedizioni gratis a partire da 39 euro e sconti fino al 30%, con un’intera sezione dedicata ai regali natalizi.  

Il processo di personalizzazione è davvero semplice. Dopo aver customizzato il gadget desiderato con immagini, loghi, scritte o clip-art i grafici del team controllano ogni fotografia, regolandone la luminosità e correggendo eventuali difetti. È possibile salvare il progetto sul proprio account e riprenderlo in un secondo momento, nonché visualizzare un’anteprima gratuita in 3D una volta ultimato.  

Nella proposta dello store figurano più di 500 prodotti. Tra questi, possiamo ricordare cover per smartphone e tablet, stampe su plexiglass, orologi da parete, fotoquadri, cuscini, cartoline, biglietti d’auguri, plaid, puzzle e calendari. Sono accompagnati da una dettagliata scheda descrittiva, che comprende anche video e immagini.  

Nella sezione “Offerte” del portale sono stati raccolti gli articoli in sconto, con riduzioni che arrivano anche al 30%. È prevista, poi, l’opportunità di inviare un buono del valore a scelta al destinatario. Invece, approfittando della promo “Porta un amico” il neo- iscritto riceve un buono di 10 euro, mentre chi è già cliente di 5 euro.  

Le modalità di pagamento previste da Fotoregali.com sono completamente sicure e pongono l’acquirente al riparo da qualsiasi pericolo: carta di credito, PayPal, contrassegno e bonifico bancario. 

Le spedizioni, invece, sono effettuate da corrieri autorevoli, con comprovata esperienza sul panorama nazionale. Sono rapide, sicure, possono avvenire anche in 24/48 ore e diventano gratuite per importi superiori a 39 euro. Inoltre, i cadeau vengono imballati con materiali resistenti, così da scongiurare spiacevoli imprevisti.  

Cliccando su “FAQ” si incontra una rapida risposta ai quesiti più frequenti. Infine, è disponibile anche un puntuale servizio di assistenza, sempre pronto ad affiancare l’utente sia nel pre che nel post-vendita. È raggiungibile via WhatsApp o tramite i numeri di telefono. 

Scegli Fotoregali.com e stupisci chi ami con un dono customizzato. Iscriviti alla newsletter e non perdere novità e sconti esclusivi! 

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https://fattoretto.agency
 

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