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Pnrr, 11 mld ai programmi ‘dalla ricerca all’impresa’ e PniCube dedica il Premio Innovazione 2021

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Vale oltre 11 miliardi di euro la componente ‘Dalla ricerca all’impresa’ della missione 4 del Pnrr dedicata a Istruzione e Ricerca, che si pone l’obiettivo di ‘innalzare il potenziale di crescita del sistema economico, rafforzando i sistemi di ricerca e la loro interazione con il mondo delle imprese e delle istituzioni’. “Un’irripetibile opportunità di sviluppo che anche la rete degli incubatori universitari è determinata a cogliere” ha sottolineato il Presidente di PniCube, Alessandro Grandi, annunciando che proprio ‘Dalla ricerca all’impresa per un futuro sostenibile’ sarà il tema dell’edizione 2021 del Pni-Premio Nazionale per l’Innovazione, la più importante e capillare business plan competition d’Italia promossa dall’Associazione Italiana degli Incubatori Universitari – PniCube.  

“D’altronde, sostenere la nascita di imprese ad alto contenuto di innovazione, diffondere la cultura d’impresa in ambito accademico e favorire il rapporto tra ricercatori, aziende e finanza, sono da sempre le finalità del Premio Nazionale per l’Innovazione, e le startup nate dalla ricerca aiutano il Paese a rispondere alle sfide del presente e a costruire il futuro” ha detto ancora Grandi annunciando che sarà l’ateneo di Roma “Tor Vergata” ad organizzare il Pni quest’anno a Roma – il 30 novembre e 3 dicembre – in un momento decisivo per il Paese, grazie al sostegno di Regione Lazio, Lazio Innova, Unindustria, con la main partnership del Gruppo Iren e la main sponsorship di Intesa Sanpaolo, Intesa Sanpaolo Innovation Center e Gilead Sciences.  

“La scelta di organizzare quest’anno a Roma, all’Università di ‘Tor Vergata’, il Pni – ha osservato il Rettore Orazio Schillaci – è testimonianza ulteriore della volontà di dare concretezza al valore della ricerca e dell’università per il progresso sostenibile, in un momento cruciale per la ripresa del Paese e dell’Europa”. Schillaci ha parlato di “un’occasione importante anche per il confronto e la progettualità sui temi della cooperazione tra università e imprese, argomento urgente per il Paese e tra le priorità del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”.  

Un percorso generativo unico a livello locale e nazionale quello del Pni che l’Ocse (Report 2019) ha riconosciuto come best practice per la sua capacità di mettere in rete i network locali, enti pubblici, investitori,
imprese dei territori e le 51 università aderenti al circuito, con l’obiettivo di promuovere l’innovazione e l’imprenditorialità accademica. Dalla prima edizione, svoltasi nel 2003, il Pni ha selezionato e accompagnato al mercato 899 startup, circa 50 l’anno. “Un contributo strategico in innovazione e sostenibilità per uno sviluppo omogeneo delle regioni e dell’intero Paeseche ci consente di poter affermare che grazie alla ricerca italiana ai giovani talenti possiamo costruire un futuro che sia davvero migliore per tutti” ha sottolineato la professoressa Paola Paniccia, coordinatrice per l’ateneo di ‘Tor Vergata’ del Pni 2021 e di Start Cup Lazio.  

“Siamo molto felici che quest’anno per la prima volta la nostra Regione ospiti il Pni” ha detto l’assessore allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Università, Ricerca, Startup e Innovazione della Regione Lazio, Paolo Orneli “Un’iniziativa importante -ha aggiunto Orneli- che si inserisce appieno nella nostra convinta strategia di sostegno alle startup, veri ‘enzimi’ che accelerano la transizione verso un’economia nuova, più dinamica, creativa e sostenibile”.  

Orneli ha inoltre ricordato che “negli anni passati abbiamo messo in campo ‘Lazio Startup!’, programma ambizioso e articolato grazie al quale le startup innovative laziali sono passate dalle 49 del 2013 alle oltre 1.600 di oggi. E il nostro impegno non si ferma, grazie anche ai nuovi Fondi europei 2021-2027 in arrivo, con i quali metteremo in campo nuove azioni. Un esempio: la nascita di un nuovo hub regionale dell’innovazione e delle startup che avrà sede nel centro di Roma nel quartiere della Stazione Termini, in prossimità del Fondo Nazionale Innovazione che sta realizzando Cdp”.  

Il format del Premio Nazionale Innovazione 2021 ruota intorno alla sfida a colpi di pitch tra i migliori progetti d’impresa hi-tech italiani nati in ambito universitario, con un montepremi complessivo di circa 1,5 milioni di euro, alla quale accedono gli oltre 60 vincitori delle 15 Start Cup regionali attivate dagli atenei che aderiscono a PniCube. Il Pni 2021 si svolgerà in modalità mista in 2 giornate: martedì 30 novembre (dalle 10 alle 17:30) sarà online mentre venerdì 3 dicembre (dalle 09:30 alle 13:30) sarà in presenza nell’ateneo di ‘Tor Vergata’ e trasmesso anche in streaming.  

Entrambe le giornate sono aperte al pubblico attraverso la piattaforma unitorvergata-pni2021.ibrida.io e gli oltre 60 finalisti provenienti
da tutta Italia si contenderanno 4 premi settoriali di 25.000 euro ciascuno: Iren Cleantech&Energy, Ict Industrial e Life Sciences-MedTech. Il titolo di vincitore assoluto del Pni 2021 garantirà all’istituzione accademica di provenienza la Coppa Campioni Pni. Novità di quest’anno, l’istituzione di due Premi Speciali promossi dall’Ateneo di Roma ‘Tor Vergata’ per la Migliore startup innovativa sociale, in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Intesa Sanpaolo Innovation Center, e per la Migliore startup innovativa giovani, in collaborazione con Gruppo Giovani Imprenditori Unindustria. Saranno inoltre assegnati il Premio Liftt Innovation Contest, il Premio Mito Technology “PoC of the Year di Progress Tech Transfer” e il Premio Unicredit Start Lab.  

Oggi il PniCube, associazione italiana degli incubatori universitari e delle business plan competition regionali, denominate StartCup conta 51 associati tra Università e incubatori accademici e 15 StartCup attive sull’intero territorio nazionale in 16 regioni.  

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Ucraina, Orsini: “Se Russia perde guerra rischia autodistruzione”

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(Adnkronos) – “Una sconfitta in Ucraina potrebbe innescare la dissoluzione della federazione russa. Una sconfitta innescherebbe un processo di autodistruzione, ecco perché dico che questa guerra per la Russia è una questione esistenziale”. Sono le parole del professor Alessandro Orsini che, a Cartabianca, si esprime così sulla guerra tra Ucraina e Russia. 

“Se gli ucraini potessero, lancerebbero qualsiasi missile verso Mosca, com’è comprensibile che sia. Evidentemente hanno sviluppato droni in grado di penetrare per 650 km nel territorio della Russia. Non so quanto siano contenti gli Stati Uniti. Penso che dopo l’attacco in territorio nazionale russo i consensi attorno a Putin siano destinati a crescere. Questa guerra potrebbe durare molti anni, potrebbe crearsi una situazione simile a quella che c’è tra Corea del Nord e Corea del Sud”, dice il docente di sociologia del terrorismo internazionale. 

“Se questa guerra andrà avanti molti anni, l’Italia deve rivedere le proprie politiche nel Mediterraneo e fare un investimento molto grosso nella marina militare. La sicurezza dell’Italia è molto esposta nel Mediterraneo: la Russia è molto insidiosa in Libia e Algeria. Non penso che la Russia si sia messa in un vicolo cieco. All’angolo c’è l’Ucraina. La Russia ha mantenuto i rapporti con Cina e India”, aggiunge. “Sono assolutamente certo che in una condizione disperata la Russia userebbe l’arma nucleare tattica, ma vedo più lontano questo periodo nei prossimi mesi: Putin fa grande affidamento sui 300mila soldati che sta per inviare al fronte e pensa di poter centrare gli obiettivi in modo convenzionale”. 

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Copasir, fumata bianca su Guerini presidente. Ora attesa per Vigilanza Rai

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(Adnkronos) – Nonostante i rumors su un nuovo rinvio, dopo quello della scorsa settimana, si siano rincorsi fino a lunedì, alla fine la quadra è stata trovata e nella riunione del Copasir di ieri pomeriggio è arrivata la fumata bianca: il deputato dem Lorenzo Guerini, ex ministro della Difesa e già al vertice del Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica nella scorsa legislatura, è stato eletto presidente, il deputato Fdi Giovanni Donzelli vice e il deputato Iv Ettore Rosato segretario. Sembra reggere l’accordo Pd-M5s sugli organismi di garanzia e, dopo l’elezione di Guerini, ora gli occhi sono ora puntati sulla Commissione di Vigilanza Rai, rivendicata dai pentastellati con Riccardo Ricciardi, ma ancora in attesa della nomina dei componenti. 

“C’è stata un’espressione netta del Comitato, a larga maggioranza, sull’ufficio di presidenza. Ora iniziamo a lavorare”, ha detto Donzelli lasciando Palazzo San Macuto assicurando un “clima serenissimo” durante la riunione. “Finalmente si è insediato il Copasir, il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Ne faccio nuovamente parte, con l’incarico di segretario. Il tempo che stiamo vivendo ci vedrà impegnati in cose molto delicate. Me ne occuperò con impegno e attenzione”, ha commentato il neo segretario Rosato.  

Dieci in tutto i componenti, per la metà senatori e per la metà deputati. Per FdI, oltre a Donzelli, ci sono il senatore Andrea Augello e il deputato Angelo Rossi, per la Lega il senatore Claudio Borghi, per Fi Licia Ronzulli, per il M5s, il deputato Marco Pellegrini e il senatore Roberto Scarpinato, per il Terzo Polo, appunto, Rosato e per il Pd, oltre al presidente Guerini, il senatore Enrico Borghi. Proprio quest’ultimo, che era stato l’altro ‘papabile’ candidato alla guida dell’organismo, si è tolto un sassolino dalla scarpa: “Auguri a Lorenzo Guerini, nuovo presidente del Copasir. Farà bene, e l’ho votato perché nei partiti seri si fa così. Con oggi, mi appunto sul petto la medaglia al valore virtuale conferitami dall’ostracismo di Conte nei miei confronti”, ha scritto in un tweet.  

Tra gli auguri di buon lavoro sono arrivati anche quelli del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ex presidente del Copasir. “Sono certo che Lorenzo Guerini saprà svolgere al meglio il suo ruolo con equilibrio e competenza nell’interesse dell’Italia e degli italiani, come ha già fatto nel suo precedente mandato – ha detto – A lui e al vicepresidente Giovanni Donzelli rivolgo i migliori auguri di buon lavoro pienamente consapevole di quanto importante sia l’organo parlamentare nel garantire la sicurezza nazionale”. Dagli aggiornamenti sul conflitto in Ucraina ad eventuali nuovi invii di armi in aiuto di Kiev sono diversi i temi ‘caldi’ presto sul tavolo del Comitato.  

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Meloni difende la manovra: “E’ ben fatta, da Bankitalia no critiche sostanziali”

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(Adnkronos) – Il premier Giorgia Meloni difende la manovra 2023. Al termine del vertice Ue-Balcani a Tirana tocca il tema dei rilievi di Palazzo Koch alla legge di bilancio del suo esecutivo “La notizia per il governo è che sulle grandi voci non ci fossero critiche sostanziali da parte di Bankitalia”, ha sottolineato, rivendicando che “dal mio punto di vista questo vuol dire che la manovra è ben fatta e dà segnali importanti nella situazione nella quale ci troviamo e soprattutto con un tempo che non era scontato”. “Penso che abbiamo fatto un buon lavoro”, ha ribadito il premier. 

Sull’appello alla responsabilità sul Pnrr, ha detto ancora Meloni, “condivido le parole del presidente Mattarella: il governo dall’inizio del suo mandato sta lavorando in maniera incessante sul tema del Piano nazionale di resistenza e resilienza”.. “Sono risorse importanti in particolare in questa fase ed è importante che arrivino a terra”, ha affermato il premier, ribadendo che “ci sono delle questioni aperte a partire dall’aumento dei costi delle materie prime. Con 120 mld di investimenti e l’aumento delle materie al 35% un problema c’è”. Per questo, ha aggiunto, “abbiamo dal primo giorno riconvocato la cabina di regia e stiamo lavorando con molta concentrazione perché è uno strumento molto importante nella fase difficile in cui ci troviamo”. 

Al termine del vertice, il premier è poi intervenuto sulla “materia” dei costi dell’energia facendo sapere di aver avuto un bilaterale con il cancelliere tedesco, incentrato sul tema dell’energia, in vista del prossimo Consiglio europeo, ma anche tenendo in considerazione un ruolo che l’Italia può giocare, in una fase molto difficile, sul tema dell’approvvigionamento energetico”. L’Italia può giocare “un ruolo centrale e strategico”, ha detto Meloni. Sulle misure per l’energia “attualmente la proposta della Commissione europea non mi pare sufficiente, lavoriamo per migliorarla”, ha ribadito. 

Un altro punto caldo toccato da Meloni è stato quello dei migranti. “Noi come Italia ci troviamo in una tenaglia” tra gli arrivi di migranti lungo la rotta del Mediterraneo centrale e lungo la rotta balcanica, ha sottolineato il premier, rispondendo a chi le chiedeva se sia preoccupata che l’Europa presti maggiore attenzione alla rotta balcanica. “No, non lo temo”, ha scandito Meloni, rispondendo alla domanda se sia preoccupata da un calo di attenzione nei confronti della rotta mediterranea. Tra l’altro, ha sottolineato la premier, “per la prima volta la Commissione europea, all’indomani anche di alcune posizioni che ha assunto l’Italia, ha messo il tema della rotta del Mediterraneo centrale come un tema prioritario. Questo non era mai accaduto. Oggi si'”. 

Meloni ha sostenuto di ritenere che questo “accada” anche “perché l’Italia ha posto il problema. Era una questione sulla quale l’Italia si era battuta, con una forza alterna, in passato. Ma non era mai stata considerata prioritaria. Oggi viene considerata prioritaria la difesa dei confini esterni dell’Unione e io considero che questo accada anche grazie al fatto che l’Italia ha posto il problema”. Per la premier, bisogna “passare dal tema della redistribuzione che non risolve il problema al tema della difesa dei confini esterni dell’Ue”. 

Con il presidente francese Emmanuel Macron “non abbiamo avuto ìl tempo di un bilaterale, ma come sapete nei prossimi giorni ci saranno molte occasioni di incontro”, ha sottolineato. “Con la Francia i rapporti continuano. Al di là del racconto che ne fa la stampa, segnalo che ci sono fior fior di bilaterali tra i ministri e che anche la questione migratoria, al di la’ della famosa vicenda, va avanti, l’Europa finalmente fa dei tavoli, delle riunioni per capire come si possa cambiare prospettiva. E quindi mi pare che le cose vadano bene”, ha affermato ancora il premier. 

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