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Finanza

Piazza Affari, Unicredit e Mps salgono in vista delle nozze

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Chiusura di settimana e di mese sotto la parità per Piazza Affari, dove a monopolizzare l’attenzione ci ha pensato la notizia delle trattative in esclusiva tra UniCredit (+2,8%) ed il Ministero dell’economia per le attività commerciali di Banca Mps (+3,35%).  

La banca di Piazza Gae Aulenti ha annunciato di aver approvato con il Tesoro “i presupposti per una potenziale operazione avente ad oggetto le attività commerciali di MPS, attraverso la definizione di un perimetro selezionato e di adeguate misure di mitigazione del rischio”. Con questa finalità, le due entità “avvieranno interlocuzioni in esclusiva per verificare la fattibilità dell’operazione”. 

L’istituto milanese ha inoltre fatto sapere di aver chiuso il secondo trimestre con un utile netto contabile di 1,03 miliardi, più che raddoppiato rispetto ai 420 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso, confermando per l’intero 2021 una guidance di oltre 3 miliardi. 

Sul Ftse Mib, che ha chiuso a 25.363,02 punti (-0,6%), la crescita dell’utile semestrale da 60 a 177 milioni ha permesso a Leonardo di chiudere con un +1,13%. Tra gli energetici, giornata di conti anche per Eni (+0,1%) e Saipem (-4,44%): il Cane a sei zampe ha terminato il secondo trimestre con un utile netto di 0,93 miliardi mentre nel caso di Saipem l’ultima riga di conto economico ha evidenziato un rosso semestrale di 779 milioni. 

Meno 2,93% per Enel. Il colosso elettrico ha chiuso i sei mesi con ricavi e redditività in calo ma con investimenti in netto aumento. Il management ha confermato i target finanziari sull’esercizio corrente. (in collaborazione con money.it).  

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Coronavirus

Piazza Affari torna in calo con il boom di occupati Usa

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(Adnkronos) – Chiusura di settimana negativa per Piazza Affari e la maggior parte delle Borse europee, dopo il crollo azionario asiatico. Il sentiment generale degli investitori è tornato negativo, dopo le buone notizie delle incertezze sulle mosse delle Fed sui tassi di interesse e la possibile riduzione delle restrizioni Covid in Cina.  

A novembre, infatti, negli Stati Uniti sono stati creati 263mila posti di lavoro, più dei 200mila attesi dagli analisti e questo potrebbe spingere la Fed a continuare con le politiche monetarie aggressive. Secondo Filippo Diodovich, senior market strategist di IG Italia, la reazione sui mercati è stata significativa perché ora per gli investitori le probabilità di un aumento dei tassi contenuto a 50 punti base sono molto meno di prima. Contemporaneamente, però, Putin ha nuovamente aperto a un colloquio di pace con l’Ucraina, anche se la base di un possibile accordo, secondo il Cremlino, è ostacolato dalle posizioni degli Stati Uniti. 

A Milano il Ftse Mib perde lo 0,26% e chiude a 24.414,63 punti. Risale lo spread tra Btp e Bund tedeschi, ma rimane entro i 190 punti base. Sale anche il rendimento del titolo decennale, attorno al 3,8%. Sul listino principale di Piazza Affari in positivo Amplifon (+3,22%), Banca Generali (+2,38%), Azimut (+1,86%), Campari (+1,99%) e Fineco (+1,94%). 

In coda, invece, Tim (-2,06%), dopo la forte volatilità delle ultime due sedute, con l’oramai praticamente certa esclusione di un’Opa totalitaria. Stellantis perde poi il 2,05% nonostante i dati sulle immatricolazioni di novembre in crescita rispetto allo stesso periodo del 2021. Male anche i petroliferi, visto il calo del prezzo del greggio. Eni perde l’1,40%, Tenaris l’1,65%. (in collaborazione con Money.it) 

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Finanza

La Fed rallenta la stretta, ma Piazza Affari non vola

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(Adnkronos) – Giornata positiva per Piazza Affari e la maggior parte delle Borse europee, in scia con le dichiarazioni di ieri del numero uno della Fed, Jerome Powell, che ha preannunciato un rallentamento del rialzo dei tassi di interesse. La stretta sulla politica monetaria, quindi, nei prossimi mesi sarà minore del previsto.  

La giornata, però, è stata caratterizzata anche da una nuova fiammata sul prezzo del gas, che è arrivato a toccare i 165 euro al megawattora al Ttf di Amsterdam, per poi tornare su livelli più bassi. Ancora in rialzo anche il valore del petrolio, con Brent e Wti che registrano il segno più. L’indice pmi manifatturiero dell’Eurozona è fermo a 47,1, appena sotto la lettura preliminare di 47,3. 

Secondo il Chief global strategist di Intermonte, Antonio Cesarano, le dichiarazioni di Powell hanno aperto un dicembre potenzialmente favorevole per i listini azionari e per i bond. A Milano il Ftse Mib guadagna lo 0,31% e chiude a 24.685,67 punti. In forte calo lo spread tra Btp e Bund tedeschi, che scende sotto i 180 punti base. Cala anche il rendimento del titolo decennale, attorno al 3,7%. 

Sul listino principale di Piazza Affari in positivo Tim (+3,69%). La compagnia ha precisato che continuerà a valutare tutte le opzioni che portano al superamento dell’integrazione verticale e della riduzione dell’indebitamento. Gli investitori percepiscono maggiore ottimismo rispetto ai giorni precedenti sul dossier della rete unica. Bene anche Amplifon (+2,98%), Diasorin (+3,78%) e Pirelli (+2,03%). 

In coda, invece, Unicredit (-3,64%), con l’istituto che ha terminato la seconda tranche del programma di acquisto di azioni proprie, per un controvalore complessivo di circa un miliardo di euro. In negativo, infine, Banca Mediolanum (-2,21%) e Banco Bpm (-2,41%). (in collaborazione con Money.it) 

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Finanza

Piazza Affari rimane positiva in attesa della Fed

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(Adnkronos) – Ancora una giornata positiva per Piazza Affari, con la maggior parte dei titoli in leggero rialzo. Bene anche le altre Borse europee, con l’inflazione che rallenta nell’Eurozona a novembre, mentre in Italia rimane stabile (con lieve aumento per il carrello della spesa). L’attesa è tutta per il discorso di stasera del numero uno della Fed, Jerome Powell, da cui si capirà se la politica monetaria di rialzo dei tassi d’interesse può diventare meno aggressiva. 

L’euro, intanto, si conferma sopra il dollaro. Il prezzo del gas in giornata sale sopra i 140 euro al megawattora, quello del petrolio rimbalza in maniera evidente, con Brent sopra gli 85 dollari al barile e Wti sopra gli 80 dollari al barile. A Milano il Ftse Mib guadagna lo 0,59% e chiude a 24.610,29 punti. Cresce lo spread tra Btp e Bund tedeschi, attestandosi attorno ai 195 punti base. In leggero aumento anche il rendimento del titolo decennale, attorno al 3,9%. 

Sul listino principale di Piazza Affari in positivo Unicredit (+0,49%), con Fitch che ha confermato il rating “BBB” sulla solidità patrimoniale dell’istituto. Bene anche Stellantis (+1,24%), che ha siglato un accordo con Banco Santander Brasil per il finanziamento del settore automobilistico nel Paese sudamericano. In rialzo pure Tenaris (+2,05%) e Banca Mediolanum (+2,36%). 

In coda, invece, Tim (-5,24%), con il progetto per la rete unica che è ancora in salita. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega all’innovazione tecnologica, Alessio Butti, ha infatti smentito che Cassa depositi e prestiti possa fare un’Opa totalitaria sulla compagnia telefonica. Male, infine, A2a (-1,73%), Leonardo (-1,74%) e Saipem (-2,15%). (in collaborazione con Money.it) 

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