Piazza Affari spicca il volo, banche in spolvero


L’attesa di un incontro tra i ministri degli Esteri di Ucraina e Russia ha permesso a Piazza Affari di mettere finalmente a segno una seduta di forti rialzi. Le speranze di una tregua hanno fatto rifiatare il future sul petrolio, in rosso del 4% a 122,7 dollari il barile, e quello sull’oro, tornato sotto la soglia dei 2 mila dollari l’oncia (-2% a 1.997$).  

Sul paniere di principale di Piazza Affari, il Ftse Mib ha chiuso a 23.889,49 punti (+6,95%), spiccano in particolare le performance delle banche con il +11,09% di Intesa Sanpaolo, il +9,99% di BPER Banca ed il +11,68% di UniCredit.  

Quest’ultima ha reso noto che l’esposizione diretta a UniCredit Bank Russia è di circa 1,9 miliardi di euro e quella cross border nei confronti di clientela russa è pari a circa 4,5 miliardi di euro. “Abbiamo un’esposizione mark-to-market in derivati verso le banche russe –riporta un comunicato diffuso da Piazza Gae Aulenti- di circa 300 milioni di euro, al netto del collaterale. La massima perdita potenziale nel caso in cui il valore del RUB si approssimi allo zero è di circa 1 miliardo di euro”. 

“Nello scenario estremo, in cui la totalità della nostra massima esposizione non possa essere recuperata e venga azzerata, l’impatto sul CET1 ratio di UniCredit a fine 2021 (15,03%, che sconta il dividendo maturato nel 2021 per 1,2 miliardi di euro) sarebbe di circa 200 punti base. La nostra solida posizione di capitale ci consentirebbe di assorbire questo impatto senza scendere al di sotto del 13%”. 

Bene anche il settore del risparmio gestito (+11,87% di FinecoBank, +10,96% per Banca Mediolanum e +9,02% per Azimut) e giornata decisamente positiva per Stellantis (+12,28%), Pirelli (+10,38%) ed STMicroelectronics (10,39%). Denaro, nonostante la bocciatura di Moody’s, su Telecom Italia (+6,81%): l’agenzia di rating ha annunciato di aver ridotto il rating di un notch a “BA3” con outlook negativo.  

Sul completo, rialzo vicino alle due cifre per Salvatore Ferragamo (+9,69%). La maison ha chiuso il 2021 con un utile netto di 81 milioni di euro, in recupero rispetto alla perdita di 72 milioni registrata nell’esercizio 2020. 

Le prese di beneficio sul greggio hanno penalizzato il terzetto composto da Eni (-0,5%), Tenaris (-5,53%) e Saipem (-1,44%). 

In rosso, in attesa del meeting della Bce di domani, anche lo spread Btp Bund, sceso di quasi il 3% a 145 punti base. (in collaborazione con Money.it). 

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