Entra in contatto con noi

Finanza

Piazza Affari positiva, due velocità per Azimut e UniCredit

Pubblicato

il

Nuovo segno più per le borse europee in generale e per Piazza Affari in particolare che, dopo la conferma del prossimo rialzo dei tassi USA arrivata ieri dalle parole del chairman della Federal Reserve Jerome Powell, oggi hanno incassato, senza apparenti ripercussioni, le indicazioni arrivate dall’inflazione della prima economia.  

Nel mese di dicembre 2021, i prezzi al consumo USA hanno fatto registrare un incremento di 7 punti percentuali, contro il +6,8% della precedente rilevazione: per il dato si tratta del livello maggiore dal 1982. Sopra le stime l’indice “core” (quello calcolato al netto delle componenti più volatili) che, stimato un aumento dal 4,9 al 5,4 per cento, ha messo a segno un +5,5%.  

Sul Ftse Mib, che ha terminato con un rialzo dello 0,65% a 27.714,26 punti, spicca il -3,23% di UniCredit dopo le indiscrezioni su un presunto interessamento per la banca russa Otkritie. Parità invece per BPER Banca (-0,1%), sempre alle prese con l’affaire-Carige (-0,4%), e segni più per Mediobanca ed Intesa Sanpaolo, salite rispettivamente dell’1,29 e del 2,56%.  

La performance migliore sul paniere delle blue chip è stata registrata da Azimut (+4,22%) che ha annunciato che il 2021 del gruppo si chiuderà con un utile compreso tra i 600 ed i 650 milioni di euro. La nuova view è decisamente superiore rispetto alla guidance fornita al mercato (350-500 milioni di euro).  

Giornata positiva anche per DiaSorin (+2,66%), che ha capitalizzato la previsione diffusa dal Direttore per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Hans Kluge, secondo cui, al ritmo attuale, entro due mesi oltre il 50% degli europei sarà contagiato dalla variante Omicron. 

I nuovi rialzi del greggio, il future sul Brent guadagna lo 0,9% a 84,46 dollari al barile, hanno favorito il terzetto formato da Eni (+1,89%), Saipem (+0,38%) e Tenaris (+0,87%).  

Nel giorno della prima asta del 2022, lo spread Btp-Bund ha perso il 2,4% a 136 punti base. Questa mattina il Tesoro ha collocato 6,5 miliardi di Bot a 12 mesi con un rendimento del -0,444%, +2 centesimi rispetto all’asta precedente. Il rapporto tra domanda e offerta, il bid-to-cover, si è attestato a 1,4. (in collaborazione con money.it) 

Sbircia la Notizia Magazine unisce le forze con la Adnkronos, l'agenzia di stampa numero uno in Italia, per fornire ai propri lettori un'informazione sempre aggiornata e di alta affidabilità.

Continua a leggere

Finanza

Borsa Milano oggi, annunciati nuovi aumenti dei tassi ma Piazza Affari è in rialzo

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Giornata positiva per le Borse europee, in controtendenza rispetto agli indici americani, negativi. Negli Stati Uniti il numero uno della Fed Jerome Powell ha comunque usato toni equilibrati, sottolineando che il processo di interruzione dell’inflazione è alle fasi iniziali e che saranno necessari con tutta probabilità altri aumenti dei tassi di interesse. La stessa linea potrebbe seguire la Bce, con l’inflazione che in Europa cala più lentamente, visto che è più legata alla crisi energetica che a motivi di squilibrio interno tra domanda e offerta. 

Al Ttf di Amsterdam scende il prezzo del gas, che si aggira attorno ai 53 euro al megawattora. In rialzo, invece, il valore del petrolio, con Brent e Wti che salgono dello 0,5% circa. A Milano il Ftse Mib cresce dello 0,16% e chiude a 27.160,73. In aumento, poi, lo spread tra Btp e Bund tedeschi, attorno ai 179 punti base. Sale poi di molto il rendimento del titolo decennale, superando il 4,25%. 

Sul listino principale di Piazza Affari in parità Intesa Sanpaolo (+0,02%). Gli analisti vedono ricavi e utile in netto aumento nel 2023. Goldmans Sachs ha aumentato il target price del 14,5% a 3,55 euro e mantiene la raccomandazione a Buy. In rialzo anche Saipem (+5,98%), protagonista di un trend rialzista che dura dallo scorso ottobre, Eni (+1,83%) e Tim (+1,91%). La società di telefonia ha reso note le stime degli analisti sui risultati finanziari del 2022, con ricavi per 15,67 miliardi di euro, in flessione dell’1% rispetto ai 15,83 miliardi ottenuti nel 2021. 

In coda, invece, Bper (-1,39%) e Banco Bpm (-2,00%). La banca guidata da Giuseppe Castagna ha reso noti i risultati preliminari del 2022 e ha fornito delle indicazioni finanziarie valide per 2023, che dovrebbe chiudersi con un aumento dell’utile netto sopra a 60 centesimi di euro per azione. Proposto un dividendo per il 2023 di 0,23 euro. (in collaborazione con Money.it) 

Continua a leggere

Finanza

Banca Mediolanum, nel 2022 utile netto di 522 mln euro, dividendo 0,50 euro per azione

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Banca Mediolanum chiude il 2022 con un utile netto di 522 milioni di euro. Il cda che ha approvato i risultati proporrà all’assemblea degli azionisti un saldo dividendo di 0,26 euro per azione, pari a circa 192 milioni. Considerando l’acconto di 0,24 euro distribuito a novembre u.s., il dividendo complessivo proposto per l’esercizio 2022 ammonta a 0,50 europer azione, per un totale di circa 369 milioni di euro.  

Questi nel dettaglio i risultati economico-finanziari al 31 dicembre 2022 riportati dal gruppo. ”In un anno caratterizzato dalla forte correzione dei mercati, la solida raccolta netta in risparmio gestito ha saputo mantenere le Commissioni Nette all’eccellente livello di € 1,03 miliardi, in crescita del 7% rispetto al 2021. Il Margine da Interessi, pari a € 407 milioni, ha fortemente beneficiato del repentino rialzo dei tassi data la forte esposizione del portafoglio crediti e dei titoli detenuti dalla Tesoreria ai tassi variabili, determinando una crescita del 51% rispetto all’anno precedente. Il Margine di Contribuzione ha quindi visto un aumento del 16% a € 1,43 miliardi e, grazie alla gestione dei costi e all’impatto positivo dei tassi di interesse sugli accantonamenti, il Margine Operativo ha raggiunto € 680,3 milioni, in aumento del 35% rispetto allo scorso anno. L’Utile Netto è pari a € 521,8 milioni, inferiore del 27% rispetto all’anno precedente principalmente per la presenza nel 2021 di effetti non ricorrenti legati al buon andamento dei mercati finanziari”.  

”Il totale delle Masse Gestite e Amministrate ha raggiunto € 103,66 miliardi, in calo del 4% rispetto al 31 dicembre 2021, nonostante la mitigazione apportata dalla forte raccolta netta. Gli Impieghi alla clientela retail del Gruppo si attestano a € 16,44 miliardi, in crescita del 14% rispetto al 31 dicembre 2021. L’incidenza dei Crediti deteriorati netti sul totale crediti del Gruppo è pari allo 0,68%. Il Common Equity Tier 1 Ratio al 31 dicembre 2022 risulta pari al 20,6%, livello di assoluta eccellenza che tiene peraltro conto della distribuzione di dividendi per circa € 369 milioni”. 

Nel 2022 la raccolta netta totale di Banca Mediolanum è stata positiva per 8,30 miliardi, in diminuzione del 10%, mentre la raccolta netta gestita ha raggiunto 5,95 miliardi di euro, in calo dell’11% rispetto allo scorso anno. Emerge da bilancio al 31 dicembre approvato dal cda.I Crediti Erogati ammontano a 4,01 miliardi di euro, il 3% in più rispetto all’anno precedente. I Premi Assicurativi delle Polizze Protezione, inoltre, hanno registrato un aumento del 10% raggiungendo € 183,9 milioni.Il numero dei Family Banker al 31 dicembre 2022 è pari a 6.054, anche grazie alla forte crescita in Spagna, mentre il totale dei clienti bancari si attesta a 1.686.200, in aumento del 6% anno su anno.
 

”Vorrei soprattutto sottolineare un risultato economico estremamente solido in quanto totale espressione del business ricorrente, con un utile di 522 milioni di euro e un margine operativo record di oltre 680 milioni di euro, in crescita del 35%. Sono risultati che attestano, ancora una volta, la forza competitiva del modello di Banca Mediolanum, e che consentono di proseguire in una politica di dividendi molto generosa con una proposta di cedola complessivamente pari a 50 centesimi”.  

Così Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum commenta i risultati del gruppo approvati oggi dal cda. “Ricorderemo il 2022 -dice- perché contrassegnato dal ritorno dell’inflazione a doppia cifra e soprattutto dall’esplosione del conflitto in Ucraina che, purtroppo, continua a perdurare. Nonostante la complessità di questo scenario Banca Mediolanum ha registrato un’ottima performance sia in termini di acquisizione di nuovi clienti sia per l’incremento del numero dei Family Banker che hanno scelto di lavorare con il nostro Gruppo”.  

Dori evidenza poi ”l’eccellente crescita dimensionale e reddituale di Banco Mediolanum, la nostra controllata in Spagna. Archiviamo quindi un anno pienamente positivo in termini economici e commerciali e che attesta, in ultima analisi, la bontà della strada prescelta e che continueremo a seguire, vale a dire quella di una crescita organica”.  

L’assemblea degli azionisti per l’approvazione del bilancio d’esercizio di Banca Mediolanum è prevista per il giorno 18 aprile 2023 alle 10.00 in unica convocazione. Emerge dalla nota che accompagna i conti del gruppo approvati oggi dal cda e che vedono il Consiglio di amministrazione proporre ai soci un saldo dividendo di 0,26 euro per azione, pari a circa 192 milioni di euro. Considerando l’acconto di 0,24 euro distribuito a novembre u.s., il dividendo complessivo proposto per l’esercizio 2022 ammonta a 0,50 euro per azione, per un totale di circa 369 milioni di euro.
 

  

Continua a leggere

Finanza

Borsa Milano oggi, Piazza Affari continua a salire

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Giornata in chiaroscuro per le Borse europee, ancora timorose rispetto alle mosse delle banche centrali e visti i dubbi sulle prospettive economiche dei principali Paesi occidentali. Secondo il presidente della Bundesbank, il “falco” Joachim Nagel, sono necessari altri rialzi “significativi” dei tassi di interesse da parte della Bce. Il focus in Europa è poi sul nuovo possibile fondo comune anti-inflazione e le nuove regole sugli aiuti di Stato per fronteggiare il piano Ira degli Stati Uniti. La discussione tra i 27 si fa aspra, con Germania e Francia che cercano la via solitaria contro i Paesi del Sud e del Nord. A Berlino la produzione industriale di dicembre è crollata più delle stime. 

Al Ttf di Amsterdam è in calo il prezzo del gas, che si aggira attorno ai 55 euro al megawattora. In rialzo invece il valore del petrolio, con Brent e Wti che salgono dell’1% circa. A Milano il Ftse Mib sale dello 0,36% e chiude a 27.118,74. In crescita, poi, lo spread tra Btp e Bund tedeschi, attorno ai 178 punti base. Sale anche il rendimento del titolo decennale, oltre al 4,19%. 

Sul listino principale di Piazza Affari bene Tim (+2,26%), con gli analisti di Equita che alzano il target price a 0,41 euro e passano la raccomandazione da Buy a Hold. Salgono anche Snam (+0,86%), Italgas (+1,26%) e Terna (+1,28%), con gli analisti di Royal Bank of Canada che hanno alzato il target price. Sale quindi Fineco (+1,65%), dopo la pubblicazione dei conti del 2022, in cui la banca ha registrato un utile netto record di 428,8 milioni, in crescita del 22,8% sul 2021. 

In coda, invece, Amplifon (-2,46%), Buzzi Unicem (-0,86%), Campari (-1,27%), Interpump (-1,46%), Pirelli (-2,21%) e Prysmian (-0,77%). (in collaborazione con Money.it) 

Continua a leggere

Finanza

Borsa Milano oggi, Piazza Affari maglia rosa d’Europa torna il Btp Italia

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Inizio di settimana negativo per le Borse europee, con gli investitori che temono una nuova stretta rispettivamente di Fed e Bce, dopo i dati positivi dello scorso venerdì sull’occupazione negli Stati Uniti e sugli ordini di fabbrica in Germania. Nel nostro Paese, però, a partire dal 6 marzo, partiranno le nuove emissioni del Btp Italia, che avrà una durata di 5 anni. Le caratteristiche del titolo restano simili alle precedenti emissioni: in particolare è previsto un premio fedeltà pari all’8 per mille. 

Al Ttf di Amsterdam stabile il prezzo del gas, che si aggira attorno ai 57 euro al megawattora. In calo invece il valore del petrolio, con Brent e Wti che scendono rispettivamente dello 0,3% e dello 0,6%. In calo il cambio euro/dollaro, a quota 1,07. A Milano, maglia rosa d’Europa, il Ftse Mib sale dello 0,27% e chiude a 27.022,33. In rialzo, invece, lo spread tra Btp e Bund tedeschi, attorno ai 177 punti base. Sale poi di molto il rendimento del titolo decennale, oltre al 4,14%. 

Sul listino principale di Piazza Affari bene Intesa Sanpaolo (+2,69%), con gli analisti che vedono per il 2023 un utile superiore ai 6 miliardi di euro. Sale anche Tim (+3,18%), grazie all’onda lunga dell’offerta di Kkr. Ottimo risultato, poi, per Italgas (+1,83%), Terna (+1,49%) e Amplifon (+2,37%). 

In coda, invece, Eni (-1,07%), Fineco (-1,89%), Interpump (-1,34%), Iveco (-1,06%), Moncler (-2,25%), Nexi (-1,18%), Pirelli (-1,41%), Stm (-2,19%), Saipem (-1,01%) e Tenaris (-0,82%). I petroliferi, in particolare, sono svantaggiati dal calo del valore del greggio. (in collaborazione con Money.it) 

Continua a leggere

Finanza

Borsa Milano oggi, Piazza Affari in calo sulla scia di Wall Street male le banche

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Chiusura di settimana negativa per le Borse europee, trascinante in basso dai conti delle Big Tech Usa. Gli investitori e i titoli del Vecchio Continente risentono quindi di un clima più incerto, come evidenziato dal mercato asiatico e dai future Usa. Quanto ai dati macro, i numeri sulle Pmi composito e dei servizi in Eurozona, Germania e Italia hanno sorpreso in positivo. Le letture italiane per gennaio sono state sopra le attese, indicando espansione. In ambito internazionale, poi, nuovo scontro tra Cina e Usa dopo che Washington ha accusato Pechino di spionaggio, visto che è stato individuato un pallone aerostatico sospetto nello spazio aereo statunitense. 

Al Ttf di Amsterdam sale il prezzo del gas, che ora si aggira attorno ai 58 euro al megawattora. Stabile invece il valore del petrolio, con Brent e Wti poco mossi. Il cambio euro/dollaro è quindi ancora vicino a quota 1,1. A Milano il Ftse Mib scende dello 0,55% e chiude a 26.950,74. In rialzo lo spread tra Btp e Bund tedeschi, ma è ancora sotto i 180 punti base. Sale anche il rendimento del titolo decennale, tornando sopra il 4%.  

Sul listino principale di Piazza Affari bene Campari (+2,43%), Diasorin (+1,34%), Interpump (+1,17%), Saipem (+1,62%) e Pirelli (+3,61%). In coda, invece, i bancari. Intesa Sanpaolo perde il 2,93%, nonostante abbia chiuso il 2022 con un utile di 5,5 miliardi di euro e confermando l’obiettivo di 6,5 miliardi di utile netto al 2025. Unicredit cede poi lo 0,66%, mentre Banco Bpm e Banca Mediolanum sono in parità. (in collaborazione con Money.it) 

Continua a leggere

Finanza

Borsa Milano oggi, la Bce alza i tassi ma Piazza Affari corre

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Giornata positiva per le Borse europee, che corrono dopo le decisioni di politica monetaria della Bce, annunciate dalla presidente Christine Lagarde. A febbraio i tassi di interesse salgono di 50 punti base e a marzo, probabilmente saliranno di ulteriori 50 punti. Gli investitori, però, intravedono la fine del ciclo rialzista della Bce e sono speranzosi circa un abbassamento dell’inflazione in tempi rapidi. 

Al Ttf di Amsterdam diminuisce il prezzo del gas, che ora si aggira attorno ai 56 euro al megawattora. Diminuisce anche il valore del petrolio. Brent e Wti segnano infatti un calo di circa lo 0,4%. Il cambio euro/dollaro è quindi vicino a quota 1,1. A Milano il Ftse Mib sale dell’1,49% e chiude a 27.100,62. In forte discesa lo spread tra Btp e Bund tedeschi, sotto i 180 punti base. Cala anche il rendimento del titolo decennale, attorno al 3,9%. 

Sul listino principale di Piazza Affari Tim fa un vero e proprio balzo (+9,54%). Questo dopo la notizia diffusa da un comunicato ufficiale dell’azienda che spiega di aver ricevuto da Kkr un’offerta non vincolante per l’acquisto di una partecipazione in una società da costruire, coincidente con il perimetro gestionale e infrastrutturale della rete fissa, inclusivo degli asset e attività di FiberCop, nonché della partecipazione in Sparkle. Bene anche Poste (+3,81%), Amplifon (+7,80%) e Ferrari (+7,30%), che ha chiuso un 2022 con conti da record. In coda, invece, Tenaris (-3,46%), Eni (-0,69%) e Saipem (-2,09%), in scia con la riduzione del prezzo del petrolio. Male anche Cnh (-7,50%). (in collaborazione con Money.it) 

Continua a leggere

Finanza

Bibanca chiude 2022 con utile netto +18,4% a 28,5 mln

Pubblicato

il

(Adnkronos) –
Bibanca chiude l’esercizio 2022 con un utile netto di 28,5 milioni di euro e incrementa del 18,4% il risultato record del precedente esercizio (24,0 milioni), nonostante accantonamenti prudenziali a presidio del rischio di credito aumentati di 19,8 milioni di euro. Comunicando i risultati preliminari si sottolinea come “nel corso del 2022, Bibanca ha confermato la capacità di adeguare efficacemente e con tempestività la propria organizzazione al fortissimo incremento dei volumi di attività. Nei dodici mesi, le erogazioni hanno infatti registrato un aumento di oltre il 40%, attestandosi a 1,266 miliardi, contro i 903 milioni del 2021. Il totale dei crediti netti è salito a 3,1 miliardi, +61,0% rispetto al 31 dicembre 2021, anche grazie all’acquisizione degli stock dei prestiti personali da BPER Banca e Banco di Sardegna perfezionata nel mese di aprile. 

Anche il settore delle carte di pagamento ha evidenziato una dinamica particolarmente favorevole. Le BPER Card gestite da Bibanca sono infatti oltre 4,4 milioni (+7,1% sul 2021) e il transato generato dalle stesse ha raggiunto nell’esercizio 2022 il valore di 30 miliardi (+50,6% sul 2021). Il margine di interesse e quello di intermediazione migliorano significativamente rispetto al 31 dicembre 2021, raggiungendo rispettivamente 90,0 milioni di euro (+50,8%) e 132,1 milioni di euro (+36,6%). 

Decisamente più contenuta la dinamica dei costi operativi netti (€ 65,1 milioni) in incremento complessivamente del 19,3% sul 2021, anche per la crescita delle spese del personale dovute alla campagna di recruiting messa in atto dalla Banca per far fronte alla crescita dei volumi, attesa anche per gli esercizi futuri: sono 23 i nuovi Bibankers rispetto a dicembre 2021.Come esito dei risultati economici esposti, il Cost-Income ratio migliora ulteriormente nell’esercizio 2022, confermando il suo trend storico di riduzione, e raggiunge il valore di 47,2%, contro un dato di 55,8% del dicembre 2021. L’utile lordo si attesta a 43 milioni ed evidenzia una crescita del 14% rispetto al risultato dell’esercizio 2021. Come effetto degli andamenti evidenziati, anche il ROE (utile netto su patrimonio) raggiunge il suo massimo storico e si attesta all’8,7%, mentre il RORAC (utile netto sul requisito minimo prudenziale di capitale) è pari al 44,7%. 

Bibanca segnala come si conferma “decisamente elevata la qualità del credito”, con un NPE ratio lordo in ulteriore riduzione all’1,9% dal 2,2% al 31 dicembre 2021. Molto contenuto è anche il rapporto delle sofferenze lorde sugli impieghi totali che si ferma a 0,50%, in leggero calo rispetto al dato del 2021 (0,54%). Il rapporto fra i crediti deteriorati netti (incluse le sofferenze) ed il patrimonio si conferma al di sotto della soglia del 10% (8,8%).  

La copertura degli NPE si incrementa ancora e supera per la prima volta il 50% (50,4%, contro il 42,8% di dicembre 2021) ed il costo del credito aumenta da 0,22% a 0,79% per i maggiori accantonamenti stanziati prudenzialmente a presidio del rischio di credito, che hanno generato rettifiche complessive per 24,1 milioni di euro al 31 dicembre 2022, con una crescita di 19,8 milioni sull’analogo periodo del 2021. Il patrimonio netto, ante distribuzione dei dividendi, si attesta su 326 milioni e l’indice di solvibilità patrimoniale CET1 risulta pari al 37,2%, confermando la grande solidità di Bibanca. 

“Gli ottimi risultati del bilancio preliminare 2022 sono la naturale conseguenza del programma di rinnovamento organizzativo e di digitalizzazione dei processi che abbiamo avviato nel recente passato – dichiara Mario Mariani, Presidente di Bibanca – e che ha portato Bibanca a raggiungere performance di efficacia ed efficienza significative su tutte le direttrici di business, dalla monetica ai prestiti personali e per finire alla cessione del quinto, supportando il gruppo BPER anche nella crescita dei volumi derivanti dalle recenti operazioni straordinarie. Bibanca è quindi pronta non solo a mantenere e migliorare nel tempo la sua promessa di fabbrica prodotto efficiente per il Gruppo, ma anche a potenziare gli sforzi sul mercato open”. 

Continua a leggere

Finanza

Borsa Milano oggi, inflazione in discesa: Piazza Affari respira

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Giornata positiva per le Borse europee. Mentre si attende la riunione serale della Fed e quella di domani della Bce, con previsti nuovi rialzi dei tassi d’interesse, arrivano importanti dati macroeconomici. I pmi manifatturieri di Italia, Germania, Eurozona hanno mostrato miglioramenti, mentre scende l’inflazione in tutta l’area euro. Nel nostro Paese, in particolare, secondo una stima preliminare su gennaio, l’indice dei prezzi al consumo sarebbe ora in rialzo del 10,1% su base annua. 

Al Ttf di Amsterdam cresce il prezzo del gas, che ora si aggira attorno ai 60 euro al megawattora. Diminuisce, invece, il valore del petrolio. Brent e Wti segnano infatti un calo di circa l’1%. A Milano il Ftse Mib sale dello 0,39% e chiude a 26.703,87. In rialzo lo spread tra Btp e Bund tedeschi, attorno ai 192 punti base. Sale leggermente anche il rendimento del titolo decennale, attorno al 4,15%. 

Sul listino principale di Piazza Affari bene i bancari, che continuano a guadagnare dalle previsioni su politiche monetarie aggressive da parte di Bce e Fed. Intesa Sanpaolo guadagna l’1,78%, Unicredit l’1,10%, Bper il 3,30% e Banca Mediolanum l’1,03%. In particolare, per quanto riguarda Unicredit, dopo la diffusione dei risultati finanziari dell’esercizio 2022 e delle previsioni per il prossimo anno, alcune banche d’affari hanno migliorato il target price sull’istituto. 

In coda, invece, Enel (-2,19%). Le comunicazioni della Consob fanno sapere che dalla fine di gennaio BlackRock è accreditata del 5,022% del capitale dell’azienda. Male anche Eni (-2,05%), Tenaris (-2,15%) e Saipem (-1,14%), per i ribassi del petrolio. (in collaborazione con Money.it) 

Continua a leggere

Finanza

Borsa Milano oggi, Piazza Affari risale: record di utili per Unicredit

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Giornata positiva per le Borse europee. Gli investitori concentrano la loro attenzione sulle prossime mosse delle banche centrali, in particolare Fed e Bce che si riuniranno tra mercoledì e giovedì. In Europa cresce però la paura di interventi di politica monetaria ancora più restrittivi del previsto visto che, dopo il caso della Spagna, ora anche in Francia c’è una nuova fiammata inflazionistica.  

Oggi l’euro si indebolisce sul dollaro e al Ttf di Amsterdam il gas sale attorno ai 57 euro al megawattora. In chiaroscuro, invece, i prezzi del petrolio. Guardando alle quotazioni internazionali del greggio, infatti, si registra un Brent in discesa, mentre il Wti sale di oltre l’1%. 

A Milano il Ftse Mib sale dell’1,00% e chiude a 26.599,74. In forte calo lo spread tra Btp e Bund tedeschi, attorno ai 188 punti base. Sale invece il rendimento del titolo decennale, attorno al 4,17%. Sul listino principale di Piazza Affari bene Bper (+3,58%), Intesa Sanpaolo (+2,82%) e Banco Bpm (+2,66%). Le banche risentono positivamente delle previsioni di banche centrali aggressive sui tassi d’interesse. 

Il vero e proprio balzo, però, è di Unicredit (+12,29%), grazie agli ultimi conti pubblicati. Il gruppo chiude il trimestre ottobre-dicembre con ricavi per 5,719 miliardi, un margine operativo lordo di 3,246 miliardi e un utile netto sottostante da record (1,457 miliardi). In coda, invece, Stmicroelectronics (-1,11%), Snam (-0,76%), Mediobanca (-0,82%), Leonardo, (-1,68%), Italgas (-0,83%), Amplifon (-1,06%), Diasorin (-1,04%), Ferrari (-1,51%) e Generali (-0,61%). (in collaborazione con Money.it) 

Continua a leggere

Finanza

Piazza Affari negativa, ma vola Tim

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Giornata leggermente negativa per le Borse europee. Mentre si attendono i prossimi pronunciamenti di mercoledì e giovedì da parte delle banche centrali europea e statunitense, diminuisce la fiducia degli investitori, visto che l’inflazione spagnola ha ripreso a salire in modo inaspettato a gennaio, mentre in Italia crescono i prezzi alla produzione. Insomma, almeno la Bce potrebbe non rivedere, ma anzi continuare con la linea dura sulle sue politiche monetarie restrittive. 

Preoccupa poi il dato sul Pil del quarto trimestre della Germania, sceso dello 0,2%. I timori per una Bce aggressiva spingono il rendimento dei titoli di Stato. Mentre rimane alta l’attenzione per l’evoluzione della guerra in Ucraina e per i suoi riflessi sulla crisi energetica, poi, il gas al Ttf di Amsterdam scende ancora, sotto i 55 euro al megawattora. In discesa, quindi, anche il prezzo del petrolio, con Brent e Wti che scivolano di circa lo 0,3%. 

A Milano il Ftse Mib perde lo 0,38% e chiude a 26.335,98. In salita lo spread tra Btp e Bund tedeschi, attorno ai 192 punti base. In crescita anche il rendimento del titolo decennale, attorno al 4,18%. Sul listino principale di Piazza Affari bene Tim, che guadagna il 4,64%. Si parla di una possibile offerta di Cassa depositi e prestiti entro la fine di febbraio, con una valutazione attorno ai 24 miliardi di euro, ma Vivendi smentisce e fa muro contro l’ipotesi. 

Buoni risultati anche per Recordati (+1,20%) e Saipem (+1,15%). Bene, poi, alcuni bancari, sostenuti dalla prospettiva di una Bce aggressiva: Unicredit sale dello 0,24%, Banca Mediolanum dello 0,83%, Mediobanca dello 0,36%. In coda, invece, Hera (-2,07%), Interpump (-2,22%), A2a (-1,35%), Iveco (-1,61%), Stellantis (-1,21%), Enel (-0,95%) e Tenaris (-1,52%). (in collaborazione con Money.it) 

Continua a leggere

Articoli recenti

Post popolari

Il contenuto di questa pagina è protetto.