Peste suina, Patuanelli: “ordinanza inevitabile”. Bene da allevatori e produttori salumi ma rigore


Un provvedimento tempestivo e necessario per fermare la diffusione della Peste Suina Africana dopo i casi riscontrati su cinghiali in Piemonte e Liguria. Si tratta dell’ordinanza dei ministri dell’Agricoltura Stefano Patuanelli e della Salute Roberto Speranza, ritenuta “inevitabile per rassicurare i produttori e l’export” dallo stesso Patuanelli all’indomani della firma il quale, tra l’altro si preoccupa delle conseguenze per il turismo nei territori colpiti. “Ora occorre senz’altro ragionare su dei ristori per il settore turistico che – sottolinea – potrebbe essere colpito dai divieti delle zone interessate”.  

E soddisfazione viene espressa dagli allevatori. “E’ importante la tempestiva adozione del provvedimento che consente alle attività produttive di continuare a lavorare in sicurezza, fornendo rassicurazioni in merito alle esportazioni” ha detto Ettore Prandini, presidente della Coldiretti.  

Il provvedimento prevede il divieto di ogni attività venatoria salvo la caccia selettiva al cinghiale nella zona stabilita come infetta da Peste Suina Africana, ossia 114 Comuni di cui 78 in Piemonte e 36 in Liguria, dove la presenza di allevamenti è per fortuna molto contenuta. E proprio questa deroga, ovvero la concessione di poter svolgere la caccia selettiva, suggerisce un auspicio al direttore di Assica, Davide Calderone. “Auspichiamo che la task force istituita tra Ministeri e Regioni – sostiene – sappia fare le scelte opportune e che tutto venga fatto nella maniera più seria e più rigorosa possibile” afferma all’Adnkronos in rappresentanza di un settore, quello degli industriali delle carni suine e dei salumi che teme gravi conseguenze lato export con una stima di “un potenziale danno di almeno 20 milioni di euro per ogni mese di sospensione del nostro export”. Intanto da qualche giorno le frontiere del Kuwait e di Cina, Giappone e Taiwan, per precauzione, sono chiuse ai salumi made in Italy. 

Nell’area circoscritta sono altresì vietate la raccolta dei funghi e tartufi, la pesca, il trekking, il mountain bike e le altre attività di interazione diretta o indiretta con i cinghiali infetti. L’ordinanza in vigore per sei mesi si pone l’obiettivo di “porre in atto ogni misura utile ad un immediato contrasto alla diffusione della Psa e alla sua eradicazione a tutela della salute del patrimonio faunistico e zootecnico suinicolo nazionale e degli interessi economico connessi allo scambio extra Ue e alle esportazioni verso i Paesi terzi di suini e prodotti derivati”. Una necessità dopo che sono state attivate misure precauzionali alle frontiere di Svizzera, Kuwait e in Oriente (Cina, Giappone e Taiwan) dove è stato previsto un temporaneo stop alle importazioni di carni e salumi Made in Italy.  

Apprezzamento per “la tempestiva iniziativa del governo” è arrivato anche da Confagricoltura. “L’interesse fondamentale e assolutamente prevalente è quello di assicurare la massima tutela del patrimonio suinicolo nazionale. – ha commentato il presidente Massimiliano Giansanti – Resta il rammarico per un’emergenza che avrebbe potuto, con tutta probabilità, essere evitata con un efficace intervento, più volte sollecitato, per fermare la dannosa moltiplicazione dei cinghiali, tenendo conto anche della presenza della peste suina classica in altri Stati membri della Ue”. 

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