Pensioni, Sbarra, “non accettiamo supinamente scalone, no a 67 anni”


“Non accetteremo supinamente lo scalone di 5 anni che si produrrà dal 1 gennaio 2023 quando l’eta del pensionamento tornerà a 67 anni. E nessuno pensi di trincerarsi dietro il tema dei costi economici. La partita va fatta a carte scoperte : in 10 anni la riforma Fornero ha realizzato risparmo per 11 mld e Quota 100 , finanziata con 18 mld, ne ha risparmiati solo 11. Ora è tempo di reinvestire sulle pensioni parte di questi importanti risparmi per determinare un sistema pensioni equo e sostenibile”. Ad affermarlo dal palco del XIX Congresso Cisl è il leader Luigi Sbarra traccia la linea del sindacato. 

Il governo, sottolinea ancora Sbarra, “conduca in porto una riforma del sistema previdenziale che dia alle pensioni maggiore consistenza, sostenibilità sociale e inclusività, soprattutto per giovani e donne” e una maggiore flessibilità in uscita ” permettendo ad ogni persona di uscire liberamente dopo 41 anni di contributi o raggiunti i 62 anni di età”.  

“L’esecutivo vada oltre le istruttorie tecniche, e faccia ripartire subito il confronto in sede politica sulle nuove pensioni, individuando risposte concrete e coerenti con la nostra piattaforma.”, sollecita ancora. Una piattaforma che si coniuga con le pensioni di garanzia per i giovani e i forti sconti contributivi per le donne e le madri; con un’ Ape sociale strutturale e l’allargamento della platea ai lavori usuranti e pesanti;con una valorizzazione dei fondi pensione, come colonna aggiuntiva indispensabile per garantire dignità alla terza età. E poi il capitolo flessibilità con cui uscire dal lavoro “o con 41 anni di contribuzione o a 62 anni di età”: “anche questa, soprattutto questa, è sostenibilità”, conclude. 

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