Pec pronta a varcare i confini dell’Italia


Si va verso interoperabilità in Ue. Mangiulli (Cio Aruba): “Passaggio garantirà comunicazioni certificate anche fuori dal nostro Paese”

Se il 2020 è stato un anno da record per la Pec “con 12.340.211 caselle attivate ed oltre 408 milioni di messaggi scambiati – stando ai dati Agid – nel solo ultimo bimestre dell’anno”, diventa per questo strategica “l’interoperabilità della Pec a livello europeo che garantirà in futuro agli utenti comunicazioni certificate e sicure anche fuori dall’Italia”. A sottolinearlo é Marco Mangiulli, Capo dell’Informatica e responsabile sviluppo Software di Aruba, che interviene così sul tavolo di lavoro fra Agid e Assocertificatori da cui sono emersi i nuovo sviluppi della Pec che sta per aprirsi ad uno scambio con il resto dei Paesi Ue. Il manager di Aruba riferisce che “il mondo dei Trust Services è ad un punto di svolta: è stata, infatti, annunciata la realizzazione del primo schema interoperabile di eDelivery qualificato (Etsi En 319 532-41) con l’obiettivo di rendere la Posta Elettronica Certificata (Pec) conforme al regolamento eIdas2 ed interoperabile a livello europeo, in grado quindi di rispondere ai criteri definiti dall’Etsi-European Telecommunications Standards Institute, l’organismo internazionale che si occupa di stabilire gli standard tecnici nel settore delle telecomunicazioni”. “Questo importante risultato – raggiunto grazie ad una efficace collaborazione tra Agid, l’Agenzia per l’Italia Digitale, e i Gestori di Posta Elettronica Certificata – pone di fatto le basi -argomenta ancora Mangiulli- per la creazione di uno standard tecnologico che consentirà alla Pec di essere interoperabile a livello europeo”. In concreto, spiega Mangiulli, “la Pec, quindi, è pronta a varcare i confini nazionali”.

“È importante sottolineare -prosegue Mangiulli – quali siano i vantaggi che questa implementazione porterà all’utente finale. Prima di tutto, quello relativo all’interoperabilità europea: il modello sviluppato rende infatti possibile il dialogo tra sistemi di recapito certificato qualificato che adottano lo standard Rem3 grazie alla definizione di un profilo base di interoperabilità e alla specifica degli elementi chiave della cosiddetta ‘Common Service Interface’, l’infrastruttura condivisa che rende possibile il delivery in scenari multi-provider e cross-border. Il nuovo servizio garantirà l’identificazione certa dei mittenti e dei destinatari, l’integrità del contenuto delle comunicazioni, l’opponibilità a terzi della data-ora d’invio e dell’avvenuto invio-ricezione dei messaggi”. “Oltre alla definizione del profilo base di interoperabilità e della Common Service Interface, il tavolo tecnico – riferisce ancora Mangiulli- si è concentrato su una caratteristica fondamentale per un sistema di delivery qualificato, che è rappresentata dalla presenza di un riferimento temporale certo e opponibile a terzi relativo a ciascuna comunicazione. Grazie alle proposte avanzate dal gruppo di lavoro, e recepite dagli standard Etsi, sono state definite le modalità per identificare in maniera chiara e non ambigua la data/ora relativa agli eventi di invio e ricezione delle comunicazioni certificate”. “Si tratta -osserva il manager di Aruba- di un aspetto estremamente importante soprattutto in casi d’uso quali le gare d’appalto, bandi e concorsi e in generale le iniziative in cui le scadenze sono criterio fondamentale di adesione o assegnazione di progetti, premi e simili”.

“Con particolare orgoglio -osserva Margiulli- si può dire che, in questo percorso di approvazione del nuovo standard, è stato essenziale il contributo dell’Italia e l’esperienza acquisita grazie al successo della Posta Elettronica Certificata, testimoniato dai numeri ufficiali di Agid: il 2020 è stato un anno di record per la Pec con 12.340.211 caselle attivate ed oltre 408 milioni di messaggi scambiati nel solo ultimo bimestre dell’anno”. “La Pec – afferma quindi il Capo dell’Informatica e responsabile sviluppo Software di Aruba – diventerà a tutti gli effetti un sistema di recapito certificato qualificato utilizzabile in Europa: questo traguardo consentirà a tutti gli utenti di utilizzare il proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata anche per le comunicazioni verso utenti, enti ed imprese europee, mantenendo il valore legale e la sicurezza che da sempre contraddistinguono lo strumento Pec”. Il primo schema interoperabile di eDelivery europeo qualificato è un progetto ideato e proposto da Agid-Agenzia per l’Italia Digitale – e AssoCertificatori, Associazione dei Certificatori di Firma Digitale e dei Gestori di Posta Elettronica Certificata di cui Aruba fa parte.

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