Pass vaccinale, il nodo della durata


Una durata di 6 mesi per il green pass vaccinale “mi sembra poco, ma la problematica nel complesso mi pare giusto porla”. E’ la visione del virologo Massimo Clementi, riguardo all’ipotesi di un limite temporale – che potrebbe essere 6 mesi, secondo quanto riferito dal sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, in occasione di un’audizione nei giorni scorsi in Commissione Sanità del Senato – per la validità del pass.  

“C’è una variabilità individuale notevole. In alcune persone il decremento degli anticorpi circolanti è più rapido, ma ciò non vuol dire necessariamente che in presenza di un antigene virale non ci sia una risposta secondaria, anzi spesso c’è – osserva all’Adnkronos Salute il direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’ospedale San Raffaele di Milano e docente dell’università Vita-Salute – Questa variabilità individuale può far sorgere dei problemi nel tempo. Però 6 mesi mi sembra poco; gli studi indicano un lasso di tempo più lungo” per il quale è stata verificata l’immunità dei vaccinati. “Certo, porre il problema di una durata limitata” del pass “si può. Se debbano essere 6 mesi, oppure 1 anno o 8 mesi, questo è un altro discorso”.  

Ha senso limitare la validità a 6 mesi e vincolare un eventuale prolungamento a un test sierologico che attesti la presenza di anticorpi? “Perché scegliere questa via, quando si potrebbe dopo un anno”, o dopo il periodo che verrà indicato dalle evidenze scientifiche, “fare un richiamo del vaccino?”, obietta Clementi. 

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