Panetta (Bce): “I pagamenti digitali a volte sono offerti al pubblico a 1 euro. Questo deve cambiare”


Nel novembre 2018 è stata avviata la piattaforma pan-europea TIPS (TARGET Instant Payment Settlement) per il regolamento in tempo reale degli instant payments, cioè bonifici che sono regolati entro pochi secondi dalla disposizione della transazione. Il costo per transazione è pari a 0,002 euro. Ma, come ha detto Fabio Panetta, membro del Comitato esecutivo della Bce, intervenendo al Forum dei pagamenti della Banca centrale finlandese: “I pagamenti digitali a volte sono offerti al pubblico a un euro per transazione. Questo deve cambiare”. Pennetta ha invocato la creazione di un sistema europeo dei pagamenti digitali che, per diventare più accessibile, deve anche ridurre il costo delle transazioni: “l’Europa resta molto dipendente da pochi provider stranieri di pagamenti su carta di credito e online, con il risultato di un’alta concentrazione di mercato”. In questo senso, “una priorità fondamentale della nostra strategia dei pagamenti è lo sviluppo di una soluzione europea (…) con un brand e una governance europei e una diffusione globale come obiettivi di lungo termine”. 

 

Panetta ha lodato il lancio della European Payments Initiative (EPI) che ha al suo interno, per il momento, 20 banche europee ma lamenta un ritardo dei progressi su questo fronte. Per quanto riguarda l’Italia, occorre ricordare che, con il decreto legislativo n. 218/2017, sono state introdotte le misure necessarie al recepimento di direttive dell’Unione europea in tema di servizi di pagamento nell’Unione europea e commissioni interbancarie sulle operazioni con carte di pagamento. Come precisa l’ultimo rapporto Italia Eurispes 2021 “Il decreto ha adeguato la normativa nazionale al regolamento Ue relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta fissando un limite: per i pagamenti tramite carta di debito e prepagata la commissione interbancaria per ogni operazione di pagamento non può essere superiore allo 0,2% del valore dell’operazione stessa; per le operazioni tramite carta di credito non può essere superiore allo 0,3% del valore dell’operazione”. Inoltre, “Per promuovere la diffusione di strumenti di pagamento elettronici, si conferma infine il divieto di applicare un sovrapprezzo per l’utilizzo di un determinato strumento di pagamento (cosiddetto divieto di surcharge)”. Certo, nel computo dei costi bisogna considerare le interchange fees e le scheme fees: le prime costituiscono la quota delle commissioni pagate alla banca che ha emesso la carta di pagamento, le seconde, invece, identificano la quota pagata al circuito sul quale viene effettuata la transazione: L’effetto finale è che le commissioni variano da poco sotto l’1% ad oltre il 2%”. 

 

Troppo: “I pagamenti non devono né essere eccessivi, ne risultare nascosti ai consumatori. I pagamenti istantanei devono essere economici e semplici per diventare la nuova normalità”. Nel frattempo, alla Bce proseguono i lavori sulla valuta digitale: “Stiamo preparando il futuro anche con il nostro lavoro sull’euro digitale. Assicurerà agli europei accesso a costo zero a una forma sicura di valuta digitale, che rispetterà la privacy e le regole, con la possibilità di usarla ovunque”. 

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