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Palermo, rettore Università Gorazde: “Oggi studenti devo inserirsi in realtà globale”

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“Oggi lo studente deve inserirsi in un mondo lavorativo e professionale globale. Non esiste più lo studente italiano che sa soltanto il diritto italiano o che conosce l’economia e la politica italiana. Deve inevitabilmente conoscere molto di più. Ma deve anche avere dei professori, dei docenti, dei mentori, che lo portino a sapere ma anche a sapere fare”. Così il rettore dell’Università internazionale di Gorazde (Bosnia) Salvatore Messina parlando con l’Adnkronos a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico 2021/2022 organizzata all’Albergo delle Povere di Palermo.  

Noi siamo un’Università internazionale che ha sede in Bosnia – ha aggiunto il rettore illustrando le opportunità offerte agli studenti italiani – I titoli di studio rilasciati dalla nostra università sono ammessi per equipollenza diretta alla validità in Italia. Ma non è tutto: siamo un’università ‘internazionale’ e questo significa avere finalmente una sponda internazionale da dove apprendere qualcos’altro che può essere fortemente integrato con la docenza e l’apprendimento italiano; infine la possibilità di fare attività di ricerca a livello internazionale, che oggi non è la cosa più semplice, con aziende di primissimo livello”. 

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Economia

Australia, in arrivo le linee guida per le cripto

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(Adnkronos) – Dopo aver annunciato, nel mese di agosto dello scorso anno, la mappatura dei token, un censimento delle risorse crittografiche operative nel Paese, il governo australiano ha diffuso un documento che dovrebbe rappresentare il primo passo verso una regolamentazione del settore fintech. Tra gli obiettivi delle autorità, favorire lo sviluppo tecnologico del Web3, e delineare un quadro normativo di riferimento che possa tutelare gli interessi degli investitori e quelli degli operatori, da tempo in attesa di un intervento ufficiale. 

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Alla Camera una panchina gialla contro il cyberbullismo

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(Adnkronos) – La Camera ospiterà una delle 50 panchine gialle installate in tutta Italia come simbolo della lotta contro il cyberbulismo. Collocata nel Chiostro del Complesso di Vicolo Valdina, è stata inaugurata questa mattina in occasione della giornata mondiale dedicata alla sensibilizzazione sul fenomeno del bullismo a scuola, per testimoniare l’impegno dell’Istituzione su questo fenomeno di disagio giovanile.  

“La lotta contro il bullismo -ha sottolineato il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè- è una questione cruciale del nostro tempo, riguarda il futuro della comunità nazionale che passa attraverso l’educazione, in particolare dei ragazzi, degli adolescenti. Una cultura della protezione dei più deboli è questione che deve restare in cima all’agenda politica e culturale del Paese. Tutti noi abbiamo una panchina di fatto in cui il nostro cuore è lì seduto”.  

Presenti alla cerimonia anche il presidente della onlus Helpis, Gino Fanelli, gli alunni del terzo anno di una scuola media di Roma, i deputati Valentina D’Orso, Elisabetta Gardini e Devis Dori. La panchina è stata dipinta utilizzando una vernice ecosostenibile e realizzata con resine che derivano da fonti rinnovabili. “E’ un bel simbolo -ha detto ancora Mulè- che racchiude anche l’idea di un rapporto equilibrato con il territorio urbano e con l’ambiente”.  

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Terremoto, italiana a Kilis: “Siriani i più fragili e c’è conflittualità con i turchi”

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(Adnkronos) – La notte del terremoto ha attraversato a piedi, sotto la neve, tutta la città di Kilis, al confine tra la Turchia e la Siria, località nota per avere più rifugiati siriani che cittadini turchi. Ed è arrivata fino alla casa tradizionale araba che ospita ‘Amal’, il centro da lei fondato nel 2014 nel sud della Turchia a sostegno dell’educazione e dell’empowerment. Così Isabella Chiari, docente di Linguistica all’Università la Sapienza di Roma, racconta ad Adnkronos di aver vissuto ”con meno paura, rispetto alla popolazione locale”, gli attimi del terribile terremoto che ha scosso il sud della Turchia e il nord della Siria. ”I miei vicini mi hanno detto di aver avuto più paura del terremoto che dei missili”, mentre ”ero piccola quando c’è stato il terremoto del Friuli e sono stata educata a rispondere” all’emergenza. Che l’ha colta nella sua casa ”al quarto piano, si sono rotte le finestre, i bicchieri. Ho preso i miei beni essenziali e mi sono diretta verso il centro che ospita Amal e che è il posto più sicuro e più facile per mettersi in salvo perché è una casa araba tradizionale bassa con stanze che danno verso l’esterno. Basta tenere la porta semi aperta e si può uscire tutti nel cortile in un nanosecondo”. Situazione che, dalla prima scossa, si è verificata ”ogni ora, ora e mezza. Tutti nel cortile”. 

Tra loro ”lo staff del centro, gli insegnanti, le loro famiglie”, ma anche ”due tirocinanti italiane venute qui con l’Erasmus”. Si tratta di ”una ragazza di Milano e una che frequenta la Sapienza di Roma, studiano relazioni internazionali. Volevano restare qui, ma le ho mandate ad Ankara per una settimana o due, vediamo come evolve la situazione”. Al momento, a Kilis ”sono crollati 49 edifici, tra cui moltissime mosche e minareti”, tanto che ”molti dormono in strada, nei cortili”. A vivere le condizioni peggiori sono ”i cittadini siriani” che rappresentano la popolazione ”più fragile” ed è per questo che ”stiamo privilegiando loro nella distribuzione degli aiuti”. Inoltre, ci dice la docente, ”ultimamente la convivenza non è pacifica, c’è una maggiore conflittualità” tra turchi e siriani e questo è uno dei motivi per cui i siriani ”non si sono recati nei rifugi. Quelli che ho visitato sono abitati tutti da turchi”. Poi c’è la questione che ”le famiglie siriane sono molto numerose, molto più di quelle turche, e non viene accettata la separazione tra maschi e femmine come avviene nei rifugi”. C’è poi il problema della lingua e della ”assenza di una corretta informazione” perché ”nonostante molti vivano qui ormai da dieci anni non hanno imparato il turco” e per questo ”non hanno accesso ai canali di informazione ufficiali o ai tg. Ascoltano i notiziari siriani” e a loro le notizie arrivano ”per lo più con il passaparola”. 

In attesa di verificare se ci saranno ulteriori scosse di assestamento, Chiari ha spiegato di aver aperto le porte della sua scuola, dove ”ora ci sono 50 persone, ognuna in una stanza, e stiamo valutando se accoglierne altre nell’unica grande sala della palestra”. Ma ora ”stiamo organizzando la consegna dei pasti. Oggi non si trova pane e provvedere ai generi alimentari è la priorità. Poi stiamo cercando chi fornisca ospitalità e coperte”, mentre le autorità locali hanno messo a disposizione per l’accoglienza ”scuole, container, università”. Chiari spiega infine che la ‘sua’ Amal ha anche una sede a Gaziantep. ”Siamo presenti in una zona popolare, qui c’è molto bisogno e stiamo valutando la risposta da dare. Il nostro centro a Gaziantep non è strutturato in modo da poter ospitare, ma dobbiamo fare qualcosa per aiutare le persone che sono fuori casa, che accendono fuochi, dormono in auto se ce l’hanno. I siriani non hanno nemmeno quella e le case dove vivevano erano sicuramente le più precarie”, conclude. (
di Melissa Bertolotti)  

 

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Zaniolo al Galatasaray, giocatore parte per la Turchia

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(Adnkronos) – Nicolò Zaniolo al Galatasaray, adesso ci siamo. Dopo i contatti avviati da giorni tra la Roma e il club turco, l’affare è arrivato alle battute finali. Nonostante il terremoto che ha devastato la parte del confine tra Turchia e Siria abbia rallentato la trattativa, le parti sono rimaste in contatto anche nella notte per limare gli ultimi dettagli e per giungere a un’intesa totale: sono state sistemate le questioni contrattuali e, secondo quanto riporta Sky Sport, nel pomeriggio di oggi, martedì 7 febbraio, è prevista la partenza di Zaniolo per la Turchia.  

Il Galatasaray ha battuto la concorrenza offrendo 15 milioni più 7 di bonus, mentre la Roma contava di strappare 2-3 milioni in più dopo l’inserimento del Fenerbahce. Per Zaniolo è pronto un quadriennale a 3,5 milioni netti più bonus, con una clausola rescissoria di 35 milioni che lo rende appetibile sul mercato. Ora manca solo la partenza, che avverrà nel pomeriggio, poi il classe ’99 sarà pronto ad iniziare la sua nuova avventura in Turchia. 

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Cronaca

Sondaggio, uomo e giovane l’identikit del consumatore di insetti

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(Adnkronos) –
Uomo e giovane è l’identikit del consumatore più propenso ad accogliere gli insetti edibili nella propria dieta. La notizia arriva da uno studio pubblicato sulla rivista “Plos One” e realizzato dalle Università di Pisa, Parma, Ghent in Belgio, Cornell negli Stati Uniti e Nanjing in Cina. La ricerca è stata condotta attraverso un sondaggio realizzato a febbraio e marzo 2022 su un campione di circa 3000 persone dislocate in cinque diversi paesi (Belgio, Cina, Italia, Messico e Stati Uniti) con vari livelli di cultura gastronomica legata al consumo di insetti. 

“Si tratta del primo studio che mette a paragone più paesi in continenti diversi – spiega Simone Mancini, ricercatore del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa – stiamo utilizzando i dati raccolti per ricerche e pubblicazioni ancora in corso, si tratta di materiale molto utile per chiunque si occupi di marketing in questo settore”. 

Dai risultati del sondaggio è emerso che il genere è il fattore principale che influenza il livello di accettazione, con il maggiore di rifiuto in Italia (circa 85% donne e 75% uomini) e il minore in paesi come Messico (circa 46% donne e 15% uomini) e Cina (circa 62% donne e 50% uomini) dove l’entomofagia è culturalmente più accettata. Nei Paesi poi dove la predisposizione a includere gli insetti nella dieta è minore, ovvero Italia e Belgio, l’età più giovane è un fattore che predispone positivamente al consumo. Considerando infine tutti i cinque paesi, l’accettazione degli insetti trasformati, ad esempio nelle farine, è risultata sempre maggiore rispetto a quelli interi. 

“La maggiore propensione al consumo nella fascia di popolazione tra i 18 e i 41 anni rispetto agli over 42 potrebbe essere spiegata dalla curiosità dei più giovani verso il novel food e da una maggiore sensibilità rispetto ai temi legati alla sostenibilità alimentare – dice Mancini – in generale, per quanto riguarda il nostro paese, i risultati in parte confermano che gli italiani sono meno pronti a inserire questi novel food nella loro dieta, ma denota anche come altri Paesi europei o occidentali abbiano già superato queste barriere e siano pronti a buttarsi sul mercato”. 

Per l’Università di Pisa ha partecipato allo studio insieme a Simone Mancini anche la professoressa Roberta Moruzzo del Dipartimento di Scienze Veterinarie. 

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Lavoro

Sanremo, dal broadcast engineer all’artist manager i lavori del retropalco più famoso

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(Adnkronos) – Al via stasera la 73esima edizione del Festival di Sanremo, l’appuntamento musicale più atteso dagli italiani. Un evento che negli anni ha saputo mantenere il proprio fascino, unendo generazioni e stili musicali in una serie di serate dove protagonisti sono non solo gli artisti ma tutti coloro che, dietro le quinte, lavorano giorno e notte per rendere possibile lo spettacolo. 

Ma qual è il percorso formativo dei professionisti che gravitano intorno alla macchina Sanremo, tra direttori artistici, fonici e tecnici del suono, direttori della fotografia, registi, operatori di ripresa, manager e direttori di produzione? A rispondere è Sae institute, accademia per la formazione nelle arti creative, da oltre 25 anni a Milano e con altri 29 campus in Europa, con una panoramica sulle professioni e i corsi da tenere in considerazione. 

Di fatto durante Sanremo avvengono due spettacoli, uno dentro l’Ariston e uno in televisione. Ecco perché sono necessarie alcune figure che consentono di capire quali situazioni gestire, e come, durante il live, tra la trasmissione in diretta e lo spettacolo in teatro. Tra le principali che popolano il ‘retropalco’ troviamo il broadcast engineer (tv & radio), che si occupa del segnale audio e di ottimizzare il tutto per la diretta televisiva (o radiofonica), e il live sound engineer, il fonico live che cura l’audio per la diffusione in teatro.  

Ma ci sono diversi fonici live durante il festival: per esempio, troviamo il fonico di palco, che si occupa degli ascolti per i musicisti e chi parla dal palco. Oltre a questi, quasi tutti gli artisti hanno il proprio fonico, che li affianca per assicurarsi che l’output del brano in sala e in tv sia il più fedele possibile a quello della versione registrata. Entrambe queste professioni possono essere frutto del percorso accademico in produzione audio, che in Sae dura 3 anni e prevede al termine un diploma accademico di primo livello. 

Si passa ora all’ambito video, con due professioni che spaziano dalla realizzazione alla ripresa dello spettacolo. Il direttore di produzione si occupa di organizzare e seguire la produzione dell’opera audiovisiva, facendosi carico di vari aspetti, dalla logistica alla parte più tecnica, e si assicura del suo regolare svolgimento, dalla pre-produzione all’effettiva realizzazione. Invece, l’operatore video è colui o colei che fisicamente riprende lo spettacolo con diversi tipi di camere. In questo caso, la formazione passa da un corso di produzione cine-televisiva e nuovi media, sempre della durata di 3 anni e con diploma accademico di primo livello. 

Nel campo del music business, tra le diverse figure professionali che si possono incontrare ne troviamo due principali che gravitano intorno all’artista. L’artist manager, che come suggerisce il nome è la figura di riferimento in tutte le fasi dello sviluppo della carriera, e che tiene le redini di tutti gli aspetti, da quello prettamente artistico a quello, per esempio, strategico. E il brand content manager, che si occupa invece di tutta la strategia digitale dell’artista, dall’elaborazione di campagne digitali sui social alla realizzazione delle stesse. In un evento come Sanremo, quest’ultimo è un ruolo fondamentale nella strategia di comunicazione dell’artista, trattandosi di un periodo di intenso hype e attenzione internazionale. Il corso di music business, in collaborazione con Music innovation hub e University of Hertfordshire, dura invece 2 anni e prevede il rilascio di un Bachelor of Arts (Hons.) o Bachelor of Science (Hons). 

“La grande sfida del nostro tempo – commenta Francesco De Giorgio, campus manager di Sae institute – è far combaciare la domanda del mercato, della industry, con la risposta che le nuove leve dell’universo creativo possono dare e che, in Sae institute, cerchiamo di formare con l’attitudine a mettere fin da subito le mani in pasta, alternando equamente teoria e pratica”.  

“Chi si approccia al mondo del lavoro creativo – fa notare – deve essere consapevole del fatto che si tratta di un impiego a tutti gli effetti, mentre le imprese devono rendersi conto che oggi sono spesso i lavoratori a scegliere con chi lavorare e la retention è minore, ecco perché bisogna trovare il modo di trattenere i talenti Infatti, ai nostri nuovi studenti auguro sempre che il loro primo giorno di corso possa ritenersi anche il loro primo giorno di lavoro, proprio perché già tra le mura del Sae possano muovere i primi passi verso quella che sarà la loro storia professionale fatta soprattutto di connessioni ed esperienze”.  

“Oggi – avverte – c’è una grande fame di nuove idee, sono i contenuti che una persona porta a fare davvero la differenza ed è fondamentale sapersi creare una propria rete di contatti che aiutino ad abbattere le barriere del mondo del lavoro”. 

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Sanremo 2023, Chiara Ferragni: “Sul palco nel segno della spontaneità”

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(Adnkronos) – Una partecipazione nel segno della “spontaneità”. Chiara Ferragni conferma di essere “molto emozionata” per il debutto da coconduttrice del Festival di Sanremo 2023. “Non mi sarei mai immaginata qui a Sanremo. È un evento iconico della cultura italiana ma io confesso che ho cominciato a seguirlo grazie ad Amadeus, che ha fatto un lavoro intergenerazionale. Prima lo conoscevo perché lo seguivano i miei genitori o comunque persone più grandi di me”.  

“In questi anni Amadeus mi aveva già chiesto di cocondurlo ma io non mi sentivo pronta. Quest’anno ho pensato che fosse il momento giusto, anche perché me abbiamo deciso con largo anticipo. Però chiedevo a chiunque suggerimenti. Tutti mi hanno detto: divertiti, goditela, sii spontanea. E spero di riuscire ad essere spontanea. Perché non posso arrivare lì da attrice o conduttrice”. 

“Penso cambierà molto nella mia vita e nella mia carriera. E’ un onore arrivare su questo palco, voglio portare me stessa, voglio portare un messaggio ben chiaro. È la mia prima esperienza in televisione, ne ho scelta una che vedranno in pochi, no?”, ha ironizza Ferragni che poi ha chiarito di aver “scritto da sola il testo” del suo monologo di questa sera.  

A chi le chiede del suo rapporto con gli haters, dice: “Penso che l’odio faccia sempre male, che sia giusto parlarne. Siamo troppo abituati al fatto che chi si espone viene bersagliato. Tutti abbiamo delle insicurezze ma dobbiamo concentrarci su quello che abbiamo da offrire al mondo. Ci saranno sempre persone che ci criticheranno, a cui non piacerà quello che facciamo. Ma dobbiamo imparare a farci scivolare addosso questa negatività”, aggiunge.  

Della scelta di dare interamente in beneficenza il suo cachet sanremese all’associazione Dire che combatte la violenza sulle donne e aiuta le vittime, spiega: “Per me era importante legare questa presenza a Sanremo con un gesto di sostegno alle donne e con qualcosa di molto concreto”.  

Della scelta di alloggiare in case diverse a Sanremo con il marito Fedez, Ferragni: “Siamo in due case diverse, ognuno di noi ha un team di 8 persone ma soprattutto ritmi della giornata molto diversi. Quindi era un modo per concentrarci meglio. Ma riusciamo comunque a vederci”. Quanto a Leo e Vittoria: “Sono con i nonni, loro vanno a letto prima di mezzanotte, quindi credo che vedranno poco”. 

A chi le chiede se non teme che i suoi i figli potrebbero un domani chiederle conto dell’esposizione sui social media, Ferragni risponde: “Ognuno ritiene di fare il meglio per i propri figli. Non permetto a nessuno di giudicarmi come genitore. Se riterranno, lo faranno loro quando cresceranno”, sottolinea. “Tutti credono che io passi 24 ore al giorno sui social. Chiaramente non è così. Ci sono una marea di cose che non vengono postate. Ma sicuramente cerco di mettere sui social delle cose spontanee, questo sì”, conclude.  

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Cospito sui manifestanti: “Questi fanno casino, vengono a rompere il c…”

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(Adnkronos) – “Questi stanno facendo casino in tutta Italia, me lo ha riferito il mio avvocato. Ci sono presidi e interviste in tutte le piazze italiane, questi vengono a rompere il cazzo ma dev’essere una lotta contro il regime 41 bis e contro l’ergastoio ostativo, non deve essere una lotta solo per me. Per me noi 41 bis siamo tutti uguali…” Sono le parole che l’anarchico Alfredo Cospito, detenuto nel carcere di Bancali a Sassari, rivolge al boss Francesco Di Maio, riportate nel documento che il ministero di Giustizia ha inviato in risposta ai parlamentari che hanno fatto richiesta agli atti e che riporta stralci della scheda del Nic. 

Parole che, secondo quanto si legge nel documento, vengono pronunciate da Cospito “quasi a prendere le distanze dai manifestanti”. L’anarchico continua: “Atri detenuti hanno intrapreso lo sciopero della fame per solidarietà, ma non voglio che sia una lotta per me”, dice Cospito a Di Maio, riferendo poi che il suo avvocato gli ha detto che l’intenzione è quella di trasferirlo al più preso presso l’istituto penitenziario di Parma. 

Questi colloqui, gli stessi riferiti dall’onorevole Donzelli, “non sono stati oggetto di un’attività di intercettazione ma frutto di mera attività di vigilanza amministrativa”, si legge nel documento del ministero, e “riguardo alle conversazioni tra Presta, Di Maio, Rampolla e Cospito si forniscono le informazioni della indicata scheda Nic, epurate dal dati sensibili dei detenuti e/o degli operanti, non ostandovi alcuna forma di restrizione (né in relazione a classifiche di segretezza né in relazione ai limiti di cui al decreto legislativo del 30 giugno 2003 n. 196) rispetto alla divulgazione del contenuto dell’atto”. 

LA CONVERSAZIONE TRA L’ANARCHICO E IL BOSS DI MAIO NEL CARCERE DI SASSARI – “In data 11.1.2023 il Cospito ha colloquiato con il detenuto Di Maio Francesco, anch’egli sottoposto al regime 41 bis, nel dialogo si evince che: il Di Maio diceva che aveva sentito, tramite media, delle proteste poste in essere su tutto il territorio nazionale in favore del detenuto Cospito, e continuava dicendo che mai per nessuno aveva visto tali manifestazioni di solidarietà. Esortava il detenuto Cospito a continuare tale battaglia perché pezzetto dopo pezzetto si arriverà al risultato”, si legge nel documento che il ministero di Giustizia ha inviato in risposta ai parlamentari che hanno fatto richiesta agli atti e che riporta stralci della scheda del Nic. “Bisogna andare avanti – dice Di Maio, detenuto anche lui nel carcere di Bancali a Sassari, a Cospito – questa miccia non deve essere spenta, noi ti siamo solidali e nel caso anche noi faremo lo sciopero della fame”, aggiunge il boss ridendo. 

Questi colloqui, gli stessi riferiti dall’onorevole Donzelli, “non sono stati oggetto di un’attività di intercettazione ma frutto di mera attività di vigilanza amministrativa”, si legge nel documento del ministero, e “riguardo alle conversazioni tra Presta, Di Maio, Rampolla e Cospito si forniscono le informazioni della indicata scheda Nic, epurate dal dati sensibili dei detenuti e/o degli operanti, non ostandovi alcuna forma di restrizione (né in relazione a classifiche di segretezza né in relazione ai limiti di cui al decreto legislativo del 30 giugno 2003 n. 196) rispetto alla divulgazione del contenuto dell’atto”. 

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Coronavirus

Covid, “variante Kraken molto contagiosa ma non pericolosa”

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(Adnkronos) –
La variante Kraken si diffonde, “ma non ci sono prove su una sua particolare pericolosità rispetto ad altre”. Lo ha stabilito uno studio condotto dall’Università di Sassari, l’Università Campus Bio-Medico di Roma, l’Università Sapienza di Roma e l’Instituto Oswaldo Cruz del Fundação Oswaldo Cruz di Rio de Janeiro. Non è quindi una minaccia per la salute pubblica e non ci sono elementi per una situazione di allarme, nonostante “l’analisi genetica e strutturale su XBB.1.5”, la ‘Kraken’, “suggerisca che questa nuova variante presenti diverse mutazioni di interesse e caratteristiche che indicano capacità di ‘fuga immunitaria’. “In ogni caso, è importante continuare a prendere precauzioni e ad impegnarsi negli sforzi di prevenzione per proteggere la salute pubblica” precisano.  

La ricerca, che l’Adnkronos Salute ha avuto modo di leggere in anteprima, sarà pubblicata tra pochi giorni su ‘BioRxiv’, e ha esaminato 1.010 genomi completi. “Va comunque sottolineato – scrivono i ricercatori – che nuove mutazioni in futuro possono rendere XBB.1.5 più pericolosa, per questo motivo il monitoraggio basato sul sequenziamento deve continuare perché rappresenta l’unico modo per identificare e prevedere cambiamenti importanti nella composizione genomica del Sars-CoV-2”.  

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Sanremo 2023, Amadeus: “Stasera Mattarella sarà in prima fila”

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(Adnkronos) – “Ho il piacere e l’onore di annunciare che questa sera sarà presente in sala per la prima volta nella storia della Repubblica il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella”. Così Amadeus ha fatto ‘l’annuncio degli annunci’ durante la conferenza stampa di presentazione della puntata d’esordio del 73esimo festival di Sanremo. 

“Sono emozionato ma soprattutto grato al presidente Mattarella di aver accettato il mio invito – ha aggiunto il conduttore – e per questo devo ringraziare il consigliere per la comunicazione del Quirinale Giovanni Grasso e i giornalisti che lavorano da tempo perché questo possa accadere”.  

“Mi sembra importante sottolineare come la presenza del Presidente Mattarella all’Ariston testimoni la sua vicinanza al mondo dello spettacolo, della musica e della canzone italiana, di cui il festival è la massima espressione”, ha aggiunto Amadeus.  

“Avere con noi il Presidente della Repubblica è anche e soprattutto l’occasione per celebrare il 75esimo anniversario della Costituzione italiana e non c’era modo migliore di farlo che invitare un personaggio unico nella cultura italiana: Roberto Benigni”, ha annunciato.  

“Per me sarà un immenso piacere riabbracciare Roberto – ha aggiunto il conduttore – Un evento che, insieme alla presenza del Presidente Mattarella, segna un valore etico e civile al festival di Sanremo, che è la più grande manifestazione di cultura popolare italiana”. 

“Se ci sarà l’inno nazionale? Sì, lo canterà Gianni Morandi”, ha detto Amadeus cogliendo di sorpresa lo stesso Morandi. “Comunque sono preparato”, ha scherzato il cantante. 

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