Omicidio Regeni, si riparte dall’udienza preliminare


Sit-in a piazzale Clodio in occasione della nuova udienza preliminare sull’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore italiano sequestrato, torturato e ucciso in Egitto nel 2016. Presenti i genitori, la madre Paola Deffendi e Claudio Regeni, accompagnati dall’avvocato Alessandra Ballerini, che hanno mostrato lo striscione giallo con scritto ‘Verità per Giulio Regeni’. Al presidio era presente anche il presidente dell’Fnsi Giuseppe Giulietti. Questa mattina infatti si è riaperto il procedimento, davanti a un nuovo gup dopo la battuta d’arresto nell’udienza dello scorso 14 ottobre quando i giudici della Terza Corte d’Assise di Roma, chiamati a decidere sull’assenza in aula dei quattro 007 egiziani imputati, hanno dichiarato la nullità del decreto che disponeva il giudizio.  

Un’udienza che cade a pochi giorni dal sesto anniversario del rapimento di Giulio con la Procura di Roma che ha portato avanti le indagini nonostante i depistaggi e le mancate risposte del Cairo alle richieste degli inquirenti italiani.  

Pm a gup: “Chiedere a governo di attivarsi” – Il gup di Roma Roberto Ranazzi si è ritirato in camera di consiglio per decidere nell’ambito della nuova udienza. Imputati sono quattro 007 egiziani: il generale Sabir Tariq, i colonnelli Usham Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim, e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, accusati a vario titolo di sequestro di persona pluriaggravato, lesioni aggravate e concorso in omicidio aggravato. 

In udienza, il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, titolare dell’inchiesta, ha chiesto di sollecitare il governo con tre quesiti. Innanzitutto se dall’ottobre scorso siano emerse novità nei rapporti con gli egiziani, se l’Esecutivo intenda avviare un’interlocuzione per avere risposte alla rogatoria dell’aprile del 2019 con la quale si chiedevano gli indirizzi degli imputati e se in caso di nuova ed eventuale rogatoria da parte del gup, il ministero della Giustizia ritiene di potere procedere alla notifica degli atti in via diretta e non diplomatica. I difensori dei quattro 007 hanno invece chiesto la sospensione del procedimento dopo che lo scorso 14 ottobre i giudici della Terza Corte d’Assise di Roma hanno dichiarato la nullità del decreto che disponeva il giudizio, stabilendo che gli imputati non sono stati informati del procedimento a loro carico. La decisione del giudice è attesa nel primo pomeriggio.  

 

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