Omicidio Diabolik, la sorella: “Ricerca della verità giudiziaria è nostra distrazione”


“La ricerca di un perché e di una verità giudiziaria, e non di altre, sono le nostre distrazioni”. Così la sorella di Fabrizio Piscitelli, ucciso al parco degli Acquedotti il 7 agosto del 2019 con un colpo alla testa, leggendo una lettera indirizzata al fratello durante la commemorazione organizzata sul luogo del delitto a tre anni dall’omicidio. Figura di spicco del tifo biancoceleste, leader degli Irriducibili, 53 anni, Piscitelli era noto negli ambienti degli ultras della Lazio con il soprannome di Diabolik. 

“Quanti perché Fabrizio io mi domando trovando la risposta in altri perché”, ha continuato la sorella. “Che si chiami Dio, Buddha o Allah in nessuna religione è poi vero che tutto è perdonato. E quando il male va troppo oltre tale resta – ha detto ancora – L’idea quindi che i tuoi assassini non avranno pace né qui né altrove mi da’ sollievo”.  

Nel corso della commemorazione la sorella di Piscitelli ha letto un pensiero da parte della madre che non era presente: “Ci rincontreremo e ti chiederò tante cose ma sempre stringendoti a me”. 

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