Omicidio di Faenza, svolta nelle indagini


Un’ipotesi è che ci sia stata una colluttazione iniziata al piano superiore e culminata nel vano cucina tra Ilenia e il suo assassino, lei potrebbe aver ferito il killer, e se le tracce ematiche isolate ieri non dovessero appartenere alla vittima, potrebbero condurre gli inquirenti al Dna dell’uomo che l’ha uccisa. 

Da ieri, l’ex marito di Ilenia Fabbri, che lei aveva citato in tribunale per un contenzioso economico, è indagato a piede libero per omicidio pluriaggravato in concorso con persona ignota. Ovvero, un presunto sicario che potrebbe aver agito su mandato. Il 53enne, difeso dai legali Delia Fornaro e Guido Maffuccini, si è dichiarato estraneo ai fatti, e secondo quanto ricostruito dagli investigatori quella mattina era in viaggio verso Milano con la figlia, viaggio organizzato, secondo quanto si apprende, solo la sera prima, per ritirare un’auto. 

Il telepass installato sulla sua vettura riporterebbe l’attraversamento del casello della A14 alle 6.05, un minuto prima che l’amica della figlia, ospite in casa di Ilenia, lanciasse l’allarme, temendo che in casa stesse avvenendo un furto. La giovane è stata anche in grado di fornire un parziale identikit del killer – alto, con le spalle larghe, mai visto prima – e avrebbe sentito Ilenia Fabbri gridare “chi sei? Cosa vuoi?”. 

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