Omicidio Cerciello, il fratello: “Sentenza non può ridarmi Mario ma aiuta nel vivere dolore”


“Mario era tutto per me. Un fratello vero, un amico e un punto di riferimento eccezionale. La sentenza sicuramente non può ridarmi mio fratello, ma mi aiuta nel vivere il mio profondo dolore perché è una sentenza giusta che rispecchia la gravità dei fatti e il modo barbaro e crudele in cui Mario ha perso la vita”. Così all’Adnkronos Paolo Cerciello Rega, fratello di Mario il vicebrigadiere dei carabinieri ucciso il 26 luglio del 2019 a Roma, all’indomani della sentenza di condanna all’ergastolo per i due americani Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjort. 

“Grazie alla Corte d’Assise di Roma per l’intenso lavoro svolto anche durante i mesi di lockdown e grazie al mio avvocato Ester Molinaro e allo studio del professor Coppi per il modo in cui sono stati a mio fianco e si sono battuti – sottolinea – per difendere l’onore di mio fratello Mario, morto mentre era servizio del nostro Paese”. 

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