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Olimpiadi Pechino 2022, programma gare 13 febbraio e orari tv

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Le gare in programma domenica 13 febbraio alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022: 

Ore 2.05, Curling: sessione 6 round robin maschile; 

Ore 2.30, Bob: prima manche monobob femminile: 

Ore 3.00, Freestyle: prima manche qualificazioni slopestyle femminile; 

Ore 3.15, Sci alpino: gigante maschile, prima manche; 

ore 4.00, Bob: seconda manche monobob femminile: 

Ore 5.10, Hockey ghiaccio: Slovacchia-Lettonia, Girone C maschile: 

Ore 6.45, Sci alpino: gigante maschile, seconda manche; 

Ore 7.05, Curling: sessione 6 round robin femminile;  

Ore 8.00, Sci di fondo: staffetta 4×10 km maschile; 

Ore 10.00, Biathlon: inseguimento 10 km femminile; 

Ore 11.45, Biathlon: inseguimento 12,5 km maschile; 

Ore 12.00, Short Track: quarti di finale 500 metri maschili; 

Ore 12.27, Short Track: semifinali 500 metri maschili; 

Ore 13.05, Curling: sessione 7 round robin maschile; 

Ore 13.14, Short Track: finale 500 metri maschili; 

Ore 14.00, Speed Skating: quarti di finale team pursuit maschile, 

Ore 14.56, Speed Skating: 500 metri femminili. 

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Ascolti tv, ‘Che Dio ci aiuti 7’ doppia concorrenza e stravince serata

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(Adnkronos) – Continua su Rai1 il successo della fiction ‘Che Dio ci aiuti 7’ che ha registrato 4.580.000 telespettatori e il 24,4% di share doppiando ‘Odio l’Estate’ che su Canale 5 ha ottenuto 2.147.000 telespettatori e il 12,1% di share. In particolare, il primo episodio della fiction di Rai1, dal titolo ‘Un lungo addio’, ha totalizzato 4.892.000 telespettatori con il 23,6% e il secondo, ‘Apri gli occhi’, ha segnato il 25,4% di share e 4.282.000 telespettatori. Terzo classificato il film di Italia 1 ‘Harry Potter e il prigioniero di Azkaban’ che ha raccolto 1.225.000 telespettatori e il 6,7%. 

Appena fuori dal podio Retequattro con ‘Dritto e Rovescio’ visto da 1.038.000 telespettatori pari al 6,9% mentre La7 con ‘PiazzaPulita’ ha conquistato 844.000 telespettatori e il 5,7% di share. A seguire: Rai2 con ‘Jojo Rabbit’ (774.000 telespettatori, share 4%); Rai3 con ‘Splendida Cornice’ (676.000 telespettatori, share 3,4%); Tv8 con ‘Quelle brave ragazze’ (514.000 telespettatori, share 2,5%); Nove con ‘Redemption – Identità nascoste’ (479.000 telespettatori, share 2,5%).  

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Tre milioni di attacchi al giorno, la sfida della cybersecurity – Ascolta

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(Adnkronos) – Ogni giorno, tre milioni di attacchi. In Italia. La cybersecurity è diventata una priorità assoluta. Anche perché passa per il digitale, ormai, buona parte delle nostre attività quotidiane. Pericoli in aumento che riguardano la protezione dei dati a tutti i livelli. In gioco c’è il funzionamento delle Istituzioni, delle macchine statali, delle aziende, la sicurezza pubblica e quella privata. Intervista al Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale per la Cybersicurezza, Roberto Baldoni. 

 

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Coronavirus

Covid, Bassetti: “Fase nuova, ora stop a burocrazia dell’emergenza”

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(Adnkronos) – “L’emergenza Covid iniziata il 31 gennaio 2020 è ampiamente finita e non in questo gennaio 2023, ma nel 2022. E’ finita grazie ai vaccini che hanno portato ad una infezione che viene sconfitta dal nostro sistema immunitario. I vaccini ci hanno portato fuori dall’emergenza. Chi nega questo è un terrapiattista o nega che la terra gira intorno al sole. Oggi questo virus è completamente diverso rispetto a quello di prima, è stato depotenziato, e compete con altri virus e batteri. E’ uno dei tanti che può causare infezioni respiratorie. Siamo arrivati ad una convivenza con Sars-CoV-2 che però deve aprire una fase nuova, quella endemica già da un po’ avviata. Ma come dobbiamo viverla? Continuando a fare i tamponi a casa o vietare alle persone di entrare in ospedale? No, stop all’emergenza e quindi anche alla burocrazia del Covid. Vedo ancora dei cartelli in aeroporto, manifesti appesi sui treni, cose che non hanno senso”. Così all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore di Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova, commentando i dati del monitoraggio Covid della Cabina di regia Iss-ministero della Salute.  

“Anche se cresceranno i contagi per nuove varianti non ci deve importare, mentre mi deve interessare che non aumentino i ricoveri – avverte l’infettivologo – se l’aumento dei contagi Covid non porta pressione sugli ospedali non ci sono problemi. L’emergenza è finita e c’è una grande endemia neanche così malvagia perché un virus così contagioso in una Paese come il nostro dove c’è una elevata copertura vaccinale permette – conclude – di continuare a stimolare i sistemi immunitari, produrre anticorpi e difenderci da varianti”.  

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Coronavirus

Covid, Maruotti (Lumsa): “Ci stiamo avvicinando alla fine”

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(Adnkronos) – “Siamo ormai vicini a una fase di convivenza con il Covid ampiamente gestibile. La discesa dei parametri è molto rapida e siamo tornati sul trend pre-natalizio. Mi pare evidente che monitorare l’incidenza ha poco senso perché le persone non si tamponano più, è importante invece osservare la diminuzione degli accessi in terapia intensiva e nei reparti ordinari perché sono gli indicatori più robusti dell’endemia. Addirittura, l’incidenza dell’influenza è maggiore di quella del Covid in questa settimana. Insomma, ci siamo avvicinano alla fine ma c’è sempre un però legato alle varianti”. Così all’Adnkronos Salute Antonello Maruotti, ordinario di Statistica dell’Università Lumsa e co-fondatore dello StatGroup19, gruppo interaccademico di studi statistici sulla pandemia di Covid 19, commenta i dati del monitoraggio settimanale della Cabina di regia Iss-ministero della Salute.  

“Abbiamo notato che alcune ricombinazioni di varianti passate sono più infettive del loro ceppo originale e questo potrebbe far ripartire ma al momento non ci sono varianti registrate che ci fanno temere una ripresa del Covid”, precisa. Ma sulla possibilità che si arriverà a zero casi Covid, Maruotti è chiaro: “Non ci sarà la fase zero-Covid, la riduzione dei contagi e dell’occupazione dei posti letto non sarà infinita – conclude – Ci sarà un certo numero di casi ma molto basso”.  

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Firenze, abusa per anni della figlia: arrestato 50enne

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(Adnkronos) – I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Firenze hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino indiano, 50enne, da circa 27 anni in Italia, accusato di violenza sessuale aggravata e atti sessuali con minorenne commessi in danno della figlia, oggi una ragazza 19enne. 

Prendendo le mosse dai fatti riferiti nella denuncia della giovane, i carabinieri, diretti dai magistrati del pool specializzato nei reati contro le fasce deboli presente nella Procura della Repubblica di Firenze, hanno raccolto numerosi elementi probatori circa le condotte d’approccio sessuale messe in atto dal genitore della vittima, consumate sempre all’interno delle mura domestiche. 

L’attività d’indagine è stata avviata dai militari lo scorso mese di giugno, spiega una nota dell’Arma dei carabinieri, quando la stessa vittima, appena maggiorenne, dopo avere deciso in una occasione di scappare da casa e dopo anni di tacita sopportazione, si è rivolta agli inquirenti per denunciare gli abusi sessuali subiti da parte del padre, relazionando tutti i soprusi e le violenze patite, iniziate quando ancora non aveva compiuto i 14 anni. 

Sembrerebbe infatti che l’uomo, inizialmente in maniera subdola e poi con sempre maggiore insistenza e coercizione, avrebbe più volte costretto la figlia minore a subire atti sessuali all’interno della loro abitazione. 

Dopo un ultimo tentativo di violenza sessuale, avvenuto alla fine dell’anno 2022, quando la ragazza aveva da poco fatto rientro a casa da un periodo che aveva trascorso altrove a seguito della fuga, la figlia si è definitivamente convinta ad allontanarsi, venendo collocata in una casa protetta per persone vittime d’abuso. 

L’uomo, incensurato, al termine delle formalità di rito conseguenti all’arresto, è stato associato alla casa circondariale di Firenze Sollicciano, a disposizione dell’autorità giudiziaria. 

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Padre Djokovic si difende: “Posato inconsapevolmente con sostenitori Putin”

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(Adnkronos) – Il padre di Novak Djokovic ha insistito sul fatto di essere stato inconsapevolmente coinvolto in una manifestazione filo-russa agli Australian Open, ma ha deciso di non partecipare alla semifinale del figlio contro Tommy Paul. Giovedì è emerso un video sul canale YouTube di un attivista russo che mostra Srdjan Djokovic in piedi con un uomo che regge una bandiera russa con sopra la faccia del presidente russo Vladimir Putin e indossa una maglietta con il simbolo Z che dimostra il sostegno alla guerra in Ucraina. In una dichiarazione rilasciata dai rappresentanti della stella del tennis, Djokovic senior ha dichiarato: “Sono qui solo per sostenere mio figlio. Non avevo intenzione di causare tali titoli o problemi. Ero fuori con i fan di Novak come ho fatto dopo tutte le partite di mio figlio per celebrare le sue vittorie e fare foto con loro. Non avevo intenzione di farmi coinvolgere da tutto questo”. 

“La mia famiglia ha vissuto l’orrore della guerra e desideriamo solo la pace. Quindi non ci saranno disagi per la semifinale per mio figlio o per l’altro giocatore, ho scelto di guardare da casa. Mi auguro una grande partita e tiferò per mio figlio, come sempre”. Srdjan Djokovic non ha fatto commenti su una traduzione del video che afferma di aver detto “lunga vita alla Russia”. Il commento è stato tradotto dai giornalisti serbi come un semplice arrivederci. I genitori di Djokovic si sono recati in Australia per la prima volta dal suo primo titolo nel 2008 per offrire sostegno al figlio dopo la sua espulsione lo scorso anno. Un certo numero di tifosi della Russia si sono riuniti sui gradini fuori dalla Rod Laver Arena dopo la vittoria nei quarti di finale di Djokovic sul russo Andrey Rublev. Sventolando bandiere e cantando “Russia, Serbia”, alla fine sono stati fermati dalla sicurezza, con quattro persone interrogate dalla polizia sulle bandiere e minacce alle guardie di sicurezza. 

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Sanremo 2023, Orietta Berti: “Possono vincere Mengoni, Giorgia e anche Ultimo se no si arrabbia”

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(Adnkronos) – A Sanremo 2023 “possono vincere Mengoni, Giorgia e anche Ultimo, altrimenti si arrabbia”. Così Orietta Berti su Rtl 102.5, nel corso di Giletti 102.5, collegata con Massimo Giletti e Luigi Santarelli, è intervenuta Orietta Berti. La cantante ha partecipato a ben dodici edizioni del Festival di Sanremo, l’ultima volta del 2021 con il brano ‘Quando ti sei innamorato’. “ll Festival di quest’anno è il massimo – dice la Berti –. Mi hanno detto che le canzoni sono più belle degli altri anni”. Attualmente impegnata come opinionista del Grande Fratello, Orietta racconta in radiovisione la sua passione per Sanremo: “La serata del giovedì non lo guarderò perché sono al Grande Fratello ma sicuramente lo recupererò, non me lo perdo mai”, dice.  

Ai microfoni di Rtl 102.5 Orietta Berti svela la sua partecipazione più bella e avanza una previsione sul prossimo vincitore: “Per me il festival più bello è stato quello del 2021 perché non c’era il pubblico ma solo l’orchestra e il maestro. Dobbiamo prima sentire le canzoni. Sulla carta possono vincere Mengoni, Giorgia e anche Ultimo, altrimenti si arrabbia”, chiosa la Berti. 

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Sondaggio politico, 46% italiani promuove primi 100 giorni governo Meloni

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(Adnkronos) – Gli italiani promuovono i primi cento giorni del governo Meloni E’ quanto emerso dal sondaggio realizzato dall’istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky TG24, diffuso oggi dal canale all news secondo il quale, per quanto da una maggioranza relativa (46% contro il 39%), gli elettori dei partiti di governo apprezzano generalmente quanto fatto fino a oggi dall’esecutivo (84% di giudizi positivi). Gli elettori di FdI promuovono a pieni voti il governo (91%), ma si registra ampia soddisfazione anche gli elettori di Lega (72%) e Forza Italia (70%). Tra le opposizioni, critici gli elettori del centrosinistra (31%) ancor di più del M5S (21%); spicca una maggioranza di voti positivi tra gli elettori del Terzo Polo (47% a 42). 

Oltre la metà degli italiani (53%) dichiara che questo governo ha fatto ciò che si aspettavano, se non meglio. Per quanto si partisse da presupposti diversi, è interessante notare all’interno dei partiti di governo la delusione tra i leghisti (per il 50% dei quali il governo ha fatto peggio del previsto). L’unico altro segmento di elettorato dove il Governo Meloni è andato male è quello degli elettori del M5S (56% di peggio). 

Economia (49%) e Sanità (47%) vengono identificati come i due ambiti in cui il governo italiano dovrebbe agire con maggiore rapidità. La Sanità è però anche il tema su cui il governo in questo momento raccogliere più critiche: mentre l’Economia è considerato in maniera ambivalente come uno dei tre ambiti in cui ha agito meglio (assieme a Energia e Politica estera, 20%), e non solo uno di quelli in cui ha agito peggio (25%) per la Sanità questo non vale: solo il 10% degli elettori individua la Sanità come uno degli ambiti in cui ci si è mossi meglio, a fronte di un 28% di Italiani. Tra le note positive, sicuramente la politica estera: il 20% degli italiani la individua come tema in cui il governo si è mosso meglio, solo il 10% come uno di quelli in cui si è mosso peggio. 

Meloni si conferma il leader politico più apprezzato
 

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni si conferma il leader politico più apprezzato dagli italiani, per quanto con saldo negativo (il 52% degli italiani ha poca/nessuna fiducia in Meloni, contro un 44% che ne ha molta/abbastanza), la seguono Giuseppe Conte, secondo leader più apprezzato (37%), Matteo Salvini (28%), Enrico Letta (26%). Silvio Berlusconi (24%), Carlo Calenda (22%) e Matteo Renzi (18%). Come sempre, invece, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella continua a riscuotere il consenso dell’ampia maggioranza degli italiani (63). 

Intenzioni di voto: FdI è sempre il primo partito al 29,6%
 

Per quanto riguarda le intenzioni di voto a livello nazionale, FdI è sempre il primo partito al 29,6% mentre il M5S si consolida come secondo al 17,7%, seguito dal Pd al 15,8%. La Lega registra un 8,7% mentre Azione / Italia Viva ottengono un 7,8%; FI è al 6,7%, Alleanza Verdi Sinistra al 3,5%, +Europa al 2,3%, ItalExit all’1,9%, Noi Moderati – Udc all’1,5%, infine Unione Popolare all’1,3%. Il centrodestra nel suo complesso raccoglie il 46,6% dei voti, più che doppiando il centrosinistra (21,7%). Secondo la rilevazione, solo il ‘campo largo’, ovvero la somma di centrosinistra, M5S, e Terzo Polo (47,1%) potrebbe competere col centrodestra.
 

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Roma, trolley incastrato: uomo muore travolto da treno a Termini

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(Adnkronos) – Un uomo di 47 anni è morto travolto da un treno ieri sera, intorno alle 22, alla stazione Termini. Sul posto è intervenuta la Polfer. Dalle prime informazioni si è trattato di un tragico incidente. Al 47enne sarebbe rimasto incastrato il trolley tra il vagone e la banchina e forse nel tentativo di recuperare la valigia è poi finito sotto un treno, vuoto, che era in transito per far rientro al deposito. 

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Esteri

Razzi da Gaza, caccia israeliani colpiscono postazioni Hamas nella Striscia

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(Adnkronos) –
Razzi contro la parte meridionale di Israele sono stati lanciati a partire da Gaza alle prime ore di oggi. Nello stesse ore i caccia israeliani hanno effettuato raid sulla Striscia, mentre le tensioni tra le due parti restano altissime a seguito del raid a Jenin, in Cisgiordania, dove sono morti 9 palestinesi. A riferirne sono i media israeliani. Almeno tre razzi sono stati lanciati da Gaza intorno alle 3:30 di oggi, riporta Times of Israel. Quasi in contemporanea i jet israeliani hanno colpito siti considerati appartenenti al gruppo terroristico Hamas come rappresaglia per un attacco missilistico compiuto ore prima. 

Uno dei razzi è stato intercettato dal sistema di difesa aerea Iron Dome, un altro è atterrato in un campo aperto e un terzo è caduto al di qua del confine, ha riferito l’esercito, dopo che l’allarme è scattato nelle città di Nir Oz, Ein Habesor e Magen. 

Gli attacchi missilistici sono avvenuti mentre i caccia israeliani effettuavano una serie di bombardamenti nel centro della Striscia di Gaza in risposta al precedente lancio – intorno alla mezzanotte – di due razzi in direzione di Ashkelon. Entrambi sono stati intercettati da Iron Dome. 

L’esercito ha annunciato di aver preso di mira una struttura sotterranea per la fabbricazione di razzi nel campo profughi di Maghazi, nel centro di Gaza. Il sito – ha denunciato – si trovava in un’area circondata da edifici residenziali e a 180 metri da un deposito gestito dall’Unrwa. 

Ieri almeno dieci palestinesi sono rimasti uccisi nei violenti scontri che si sono registrati in Cisgiordania con le forze di difesa israeliana. Gli scontri nel campo profughi di Jenin sono scoppiati dopo un raid dell’esercito israeliano. Il bilancio definitivo della giornata di tensioni e violenze è stato diffuso dal ministero della Sanità dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) che ai nove morti di ieri mattina a Jenin, tra cui una donna di 60 anni, ha aggiunto in serata il decesso di un 22enne ferito nella città di A-Ram, a nord di Gerusalemme. Tra i venti feriti negli scontri al campo profughi c’è anche un bambino. 

L’Autorità nazionale palestinese ha annunciato la sospensione della sua cooperazione con Israele in materia di sicurezza, citando le misure adottate unilateralmente da Israele in Cisgiordania e gli incidenti a Jenin.  

GUTERRES – Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha espresso “forte preoccupazione” per la possibilità di un peggioramento della violenza in Cisgiordania. 

“Il segretario generale è profondamente allarmato per l’escalation di questa situazione nella Cisgiordania occupata, da ultimo per quanto accaduto oggi a Jenin”, ha spiegato il portavoce di Guterres, Stéphane Dujarric, in conferenza stampa. 

“È molto preoccupato per la possibilità di un peggioramento della violenza in Cisgiordania e, oltre alla Cisgiordania, a Gaza”, ha aggiunto. “Penso che, come abbiamo detto, sia fondamentale fare tutto il possibile per ridurre le tensioni, per allentare la tensione”, ha aggiunto Dujarric, assicurando che questo è il punto centrale del lavoro del coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, Tor Wennesland. 

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