Obertelli Tecnortopedia:“Piede diabetico, gestire la malattia grazie alla prevenzione e al lavoro di un team di specialisti”



Una patologia in crescita che può essere prevenuta con visite periodiche, scarpe adeguate e plantari su misura
 

Piacenza, 1° marzo 2022. In Italia le persone con diabete sono circa 4 milioni e il loro numero è cresciuto nel corso degli anni per un +60% tra il 2000 e il 2019. La malattia, oggi, può essere gestita con terapie mirate, che consentono di avere una vita pressoché normale, a patto che ci si controlli in maniera regolare. Il diabete, infatti, può portare con sé patologie che, se non curate adeguatamente, possono diventare gravemente invalidanti fino all’amputazione. Una di queste è il piede diabetico, che colpisce circa 300.000 connazionali.  

“Il piede diabetico può caratterizzarsi per la presenza di una neuropatia, di un’arteriopatia o di entrambe queste complicazioni – spiega il dottor Giacomo Clerici, medico specialista del piede diabetico – Il piede neuropatico è poco sensibile e mostra deformità, mentre quello ischemico ha una riduzione del flusso del sangue arterioso a causa di stenosi o occlusioni dei vasi. È fondamentale avere una diagnosi corretta perché le terapie sono differenti”. Da qui la necessità di rivolgersi a specialisti preparati, sia per il medico che per l’ortopedia. “È importante scegliere una struttura che possa contare su un team con tutte le professionalità necessarie per trattare il piede diabetico: dal medico al tecnico ortopedico, dal podologo all’infermiere vulnologo, per trattare la fase acuta delle ulcere” sottolinea il dott. Graziano Obertelli, tecnico ortopedico della ortopedia – sanitaria piacentina Obertelli Tecnortopedia, specializzata nella realizzazione di plantari.  

“Se è vero che il piede diabetico non guarisce, è altrettanto vero che, se si interviene in maniera tempestiva e appropriata, è possibile gestirlo in maniera ottimale. In questo senso un ruolo fondamentale spetta anche all’infermiere-podologo capace di trattare l’ulcera – dice il dott. Fabio Granata, podologo e vulnologo- prima di passare alla realizzazione del plantare e alla scelta delle calzature più adatte”.  

“Alla Tecnortopedia arrivano, indirizzati dal medico, pazienti nelle varie fasi del piede diabetico (prevenzione primaria, secondaria e fase acuta), che hanno o hanno avuto ulcere o che hanno subito amputazioni e sono in remissione o che presentano il problema nella fase iniziale – racconta la dott.ssa Ombretta Bonini, tecnico ortopedico di Obertelli Tecnortopedia- È essenziale trovare la calzatura, il tutore e plantare ideali per far sì che il problema non degeneri, e anche nel caso in cui si sia già subita l’amputazione, il paziente non venga penalizzato nella vita quotidiana, ma possa continuare a svolgere le attività abituali”. 

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Contatti: https://www.tecnortopedia.com/
 

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