Nomi in codice ‘Freddy’ e ‘Fuut’, parlano i piloti italiani della task force ‘Black Storm’ in Romania


(dall’inviata Silvia Mancinelli) – Freddy e Fuut decollano quando nell’aeroporto romeno di Mihail Kogălniceanu, a Costanza, mancano pochi minuti alle 11 (un’ora in ritardo rispetto all’Italia). Italiani, giovani ed esperti piloti dell’Aeronautica Militare, solcano i cieli della Romania sugli Eurofighter diventati otto, a inizio mese, rispetto ai quattro previsti in un primo momento per la task force air “Black Storm”.  La loro missione è controllare che nessun aereo oltrepassi i limiti di sicurezza disegnati dalla Nato sui cieli della Romania. L’inserimento nel servizio d’allarme nazionale dei caccia due volte più veloci del suono (toccano i 2.500 km/h) permette di fornire maggiore capacità a quel complesso dispositivo che, in pochi minuti, assicura il decollo per intercettare e identificare qualunque traccia aerea sospetta rilevata dai radar.  

Piloti come Fuut e Freddy, che all’Adkronos raccontano di addestramenti lunghi anni, sono in grado di entrare in azione in tempi rapidissimi. In caso di emergenza, e in servizio di pronto intervento, dormono con le tute speciali indossate per permettere poi il regolare deflusso del sangue una volta a terra, e sono in grado di essere sull’aereo in una manciata di minuti. “E l’adrenalina che ti porta a pilotare un Eurofighter – spiega Fuut, il maggiore, 36 anni di cui 10 passati in volo – che si trasforma con l’esperienza in emozione, quella sempre, e consapevolezza poi “.  

“Paura non ne proviamo – aggiunge Freddy, il capitano, 31 anni e anche lui in Aeronautica da quando era poco più che ventenne – anzi vorremmo trasmettere serenità, soprattutto in questo momento, e sicurezza. Noi ci siamo, lavoriamo dal cielo e vigiliamo perché nessuna minaccia diventi pericolo concreto”. 

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