Navalny in carcere in Russia, la giornata di Aleksei Anatolevic


Una giornata di Aleksei Anatolevic. Come il protagonista del racconto di Solgenotzyn sulla vita di Ivan Denisovic nel gulag, il dissidente Navalny racconta la sua routine al carcere di massima sicurezza Ik-6. Sveglia alle sei del mattino. Dieci minuti per rifare il letto, lavarsi, radersi. alle 6.10 ginnastica. Alle 6.20 a colazione accompagnato. 6.40 perquisizione e al lavoro accompagnato. Al lavoro, si rimane seduti per sette ore, alla macchina a cucire su uno sgabello più basso delle ginocchia. alle 10.20 pausa pranzo di un quarto d’ora. Dopo aver finito di lavorare, continui a rimanere seduto. Su una panca di legno sotto un ritratto di Vladimir Putin. E’ chiamata “attività disciplinare”. Il sabato, la giornata di lavoro è ridotta a cinque ore. Ma non l’attività disciplinare. La domenica, in teoria, è giorno di riposo. “Ma nella amministrazione Putin, o ovunque sia stata decisa la “mia routine”, sono esperti in rilassamento. La domenica sediamo in una stanza su una panca di legno per dieci ore”. Un altoparlante sistemato accanto alla sua baracca trasmette canzoni come “Gloria all’Fsb”. Navalny, per mantenere l’ottimismo, precisa di essere riuscito a memorizzare il monologo dell’Amleto in inglese lavorando alla macchina da cucire. “Non so chi possa essere reso disciplinato da queste attività, eccesso che uno storpio con problemi alla schiena. Ma forse questo è l’obiettivo”, aggiunge il dissidente, dopo aver ironizzato che la barriera alta sei metri che protegge la sua cella, ma anche le residenze di Vladimir Putin e Dmitry Medvedev di cui il suo gruppo investigativo contro la corruzione ha dato notizia.  

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