Mutui, da decisione Bce forti impatti su rate a tasso variabile: +276 euro all’anno, oltre 8mila in 30 anni


Per effetto delle decisioni della Bce di un rialzo dei tassi dello 0,25% a partire da luglio, ci saranno sensibili ripercussioni sui mutui a tasso variabile. Secondo una ricerca effettuata dal Centro Ricerca e Studi di Alma Laboris Business School, dopo una situazione di generalizzata stabilità, il quadro cambierà: per un finanziamento di 200 mila euro a 30 anni, la rata salirà di circa 23 euro al mese rispetto alla miglior offerta presente oggi sul mercato, con una maggiore spesa di 276 euro annui e un aggravio sul costo totale del finanziamento (senza considerare possibili future variazioni dei tassi) fino a 8.280 euro. 

Sul fronte dei tassi fissi, invece, la ricerca indica come questi siano già risultati in forte rialzo: per un mutuo di 200mila euro per l’acquisto di una prima casa a Roma, prende ad esempio lo studio, sono saliti dall’1,70% dello scorso aprile al 2,38% di giugno per un finanziamento a 20 anni e dall’1,76% al 2,53% nell’eventualità di un mutuo a 30 anni. La ricerca di Alma Laboris Business School evidenzia inoltre come accendere oggi un mutuo a tasso fisso comporti spese sensibilmente più elevate rispetto allo stesso prestito chiesto solo due mesi fa: per un mutuo a 20 anni acceso oggi si spendono 65 euro in più sulla rata mensile rispetto allo scorso aprile, +75 euro per un mutuo a 25 anni e +78 euro in caso di mutuo a 30 anni. Solo per le maggiori rate mensili un mutuo a tasso fisso acceso oggi costa in totale fino a 28mila euro in più rispetto allo stesso finanziamento avviato ad aprile 2022. 

“Nonostante i forti rialzi dei tassi – ha commentato l’amministratore di Alma Laboris Business School, Dario Numeroso – oltre il 90% degli italiani che accende oggi un mutuo predilige il tasso fisso. Gli incrementi attuali dei costi dei finanziamenti e quelli che si registreranno a partire dal prossimo luglio per effetto delle decisioni della Bce rischiano tuttavia di avere effetti depressivi sul mercato immobiliare, scoraggiando le compravendite già dal prossimo autunno e portando ad una contrazione delle quotazioni degli immobili”, ha concluso Numeroso. 

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