Musumeci: “Leggi razziali pratica aberrante della storia dell’umanità”


“Le leggi razziali sono state una delle pratiche più aberranti che la storia dell’umanità abbia conosciuto”. Lo ha detto il Presidente della Regione siciliana Nello Musumeci nel corso della presentazione del libro ‘Giocatori d’azzardo’ (Mondadori) di Virman Cusenza, a Palazzo Branciforte a Palermo. Il libro racconta la vicenda dell’avvocato Enzo Paroli che nel 1945 salvò il giornalista Telesio Interlandi, ritenuto il ‘ventriloquo’ di Benito Mussolini, che era latitante, ospitandolo nella sua abitazione per otto mesi e mezzo. “L’avvocato Paroli non si limita a difendere Telesio Interlandi, nostro corregionale, e uomo di raffinata intelligenza – dice ancora Musumeci – Lo protegge, sa che siamo negli anni del Tribunale del popolo. Sa che in quei mesi si da sfogo alla vendetta, a volte fondata ma mai giusta, a volte pretestuosa e ammazzare un fascista in quei giorni non era un reato, bastava incontrarlo per strada e avere un’arma e scaricarla addosso”. “Paroli capisce che Interlandi, in quel momento, è in pericolo di vita. E lo porta a casa propria. Interlandi è stato il giornalista che più di tutti ha sostenuto le teorie e le tesi del fascismo e non è stato il solo a sostenere quelle tesi… Insomma, Paroli ha fatto prevalere l’amore all’odio”.  

Secondo il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che considera il libro di Cusenza “un inno alla vita e una condanna forte alla pena di morte”, la figura di Enzo Paroli, andrebbe ricordata nel Giardino dei Giusti di Palermo, il giardino che onora i Giusti siciliani che si sono distinti per aver salvato ebrei durante gli anni dell’olocausto. “So che quello che dirò potrà provocare qualche smarrimento – dice Orlando- ma io credo che la figura dell’avvocato Paroli potrebbe stare nel Giardino dei Giusti, dove stanno coloro che salvarono dalla morte gli ebrei. In questi casi ha salvato dalla morte un razzista. Quando faremo questa operazione, senza che si alzi un cretino che dice ‘Il fascismo non esiste’, potremo fare un passo avanti”. E ribadisce che contesta “la condanna a morte”. “Certo, esiste un sentimento che rispetto, che è vendetta. Allora, si dica che si è fatto un atto di vendetta, non di giustizia”.  

“Sono d’accordo con il sindaco Orlando che bisogna distinguere la vendetta dalla giustizia – dice Nello Musumeci riprendendo la parola – Se non riflettiamo sul clima che si viveva in quegli anni nell’Italia del Nord più che nell’Italia del Sud”. Poi il Presidente della Regione ricorda che “Il Manifesto della Razza fu firmato da personaggi do un certo spessore, il primo fra tutti Amintore Fanfani, che poi diventò capo del Governo. Non bisogna perdere di vista questo aspetto”. “Fra gli aderenti ci fu il poeta Soffici, un giornalista di spesso come Mario Missiroli, o lo storico sturziano Gabriele De Rosa. Ho fatto solo alcuni nomi, ma nessuno venne processato nel dopoguerra, anzi qualcuno venne persino premiato”. “Non ci fu una rottura nel passaggio fra il fascismo e la Repubblica Italiana – dice – Claudio Pavone disse che c’era un’esigenza maggiore che era la ‘continuità dello Stato’.  

© Copyright Sbircia la Notizia Magazine. Riproduzione riservata.

Cerchi altro? Nessun problema!

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
">


Cronaca Ultima ora