Montagna: in Valle Aurina fra benessere e tradizioni è boom di visitatori quest’estate


E’ boom di visitatori quest’estate per la Valle Aurina. Conosciuta come la Vetta d’Italia, perché conduce al punto più a Nord del paese, questa che è la valle laterale più estesa dell’Alto Adige ha fatto il pieno di presenze fin dal mese di giugno, con numeri che fanno tornare e addirittura superare i livelli pre-Covid.  

A confermarlo Katharina Willeit, direttrice dell’Associazione turistica di Campo Tures, il centro più importante della Valle: “Siamo molto contenti di come sta andando questa stagione, la ripresa si vede assolutamente. Sicuramente le richieste in questo periodo di grande caldo sono aumentate. Anche maggio e giugno, di cui abbiamo ora i dati, sono andati molto bene, tornando ai livelli del 2019 e forse anche un pochino di più. Si vede che la gente ha voglia di viaggiare e anche che cerca il contatto con la natura e quindi cerca questo tipo di zona”.  

Gran parte di questo territorio, circondato da ben 80 montagne oltre i 3.000 metri, e solcato dal fiume Aurino, da cui la Valle trae il nome, è compreso nel parco naturale Vedrette di Ries-Aurina, con 850 km di sentieri e 74 km di piste da sci, 10 cascate, 35 laghi e 120 sorgenti di acqua potabile, tra maestosi ghiacciai e boschi di conifere, dove si può godere della bellezza e dei benefici della natura in ogni stagione. Fra natura, tradizioni e benessere, infatti, la Valle Aurina offre infinite possibilità di trascorrere una vacanza, tutto l’anno. Tanto che proprio sulla destagionalizzazione si punta per promuovere un turismo che guarda oltre i classici mesi scelti per i soggiorni in montagna. 

“Da noi la stagione – spiega Katharina Willeit – comincia a fine maggio ma ovviamente fino a fine giugno era sempre il periodo più calmo. Invece di puntare sulla stagione estiva vera e propria, che già funziona avendo una richiesta molto alta, cerchiamo piuttosto di promuovere i mesi di tarda primavera e inizio autunno, offrendo programmi speciali, dove la gente ancora di più va a stretto contatto con le persone e con la natura; cerchiamo di far vivere esperienze ‘individualistiche’. A giugno organizziamo anche l’evento Mindful Mountain Days, tutto incentrato sul benessere, sul respiro, sul ritrovarsi nel contatto con la natura e che include anche l’uso delle funivie che portano in alta quota. E vediamo che i frutti di questo lavoro si stanno raccogliendo: infatti, giugno quest’anno è andato molto bene. Per quanto riguarda l’autunno, puntiamo su temi precisi come l’enogastronomia e in particolare il formaggio con escursioni, visite e degustazioni guidate”.  

Una tradizione, quella del formaggio, che affonda le radici nel lavoro di generazioni e che è salita alla ribalta grazie al KaseFestival organizzato ogni due anni a Campo Tures, dove il protagonista assoluto è il Graukase, il formaggio grigio della Valle Aurina, ma non solo.  

“Il KaseFestival – spiega l’organizzatore Martin Pircher, grande esperto di formaggi – si tiene negli anni pari, nel secondo fine settimana di marzo: è un po’ un raduno di formaggi particolari di tutta Italia e di tutta Europa. Il prossimo sarà il 13 e 14 marzo 2024. In questa Valle, dove abbiamo 15.400 abitanti e 10.014 vacche, la produzione di latte è molto importante, ma anche la lavorazione del latte sta aumentando. Abbiamo circa il 10% dei piccoli produttori rurali dell’Alto Adige nella nostra zona. Il nostro formaggio locale più importante è il Graukase della Valle Aurina, dal 2005 Presidio Slow Food, a bassissimo contenuto di grassi ma ricco di proteine. Una produzione tradizionale, che si fa da secoli e che riflette l’identità e la cultura locale”.  

Tappa d’obbligo per chi visita la Valle Aurina è poi il Centro Climatico di Predoi, l’unico in Italia dove si curano le vie respiratorie all’interno di un’antica miniera. “Le persone che fanno la cura, per una durata ideale di due settimane, vivono anche la Valle, dove ci sono tantissime cose da vedere, dai laghi alle cascate, ai boschi; è una Valle molto ricca di acqua e molto verde. A quest’altezza l’aria pura è assicurata anche all’esterno della miniera, anche perché abbiamo i ghiacciai vicini. Per questo i visitatori stanno molto bene, e tornano anno dopo anno. Vengono in ferie e abbinano la cura al Centro climatico”, racconta Gunther Oberhollenzer, accompagnatore del Centro climatico di Predoi. 

E proprio sul benessere ma anche sulla sostenibilità la Valle Aurina punta per lo sviluppo di un turismo responsabile e destagionalizzato. “Un aspetto su cui tutta la Valle Aurina si concentrerà nei prossimi anni – sottolinea Katharina Willeit – è il tema della sostenibilità. Con l’Alto Adige ci siamo candidati per una certificazione di sostenibilità che prevede un lavoro abbastanza ampio anche su infrastrutture e mobilità. Del resto, è quasi scontato che una Valle come la nostra si concentri su questo tema. Abbiamo già da tempo tanti piccoli progetti, come l’orto coltivato da dieci albergatori di Campo Tures, nel paese, in modo naturale, autoproducendo quello di cui hanno bisogno. O anche la card che da anni offriamo a tutti gli ospiti che alloggiano nella Valle e che dà diritto ai mezzi di trasporto gratuiti in tutto l’Alto Adige. Sempre più gente lascia la macchina in albergo e utilizza i mezzi, che funzionano bene, per fare le escursioni. Un programma già collaudato, quindi, e che vorremmo implementare”. 

Così, quando l’estate volgerà al termine, in Valle Aurina sarà ancora tempo di vacanza, salutando l’autunno magari a caccia dei colori caldi del foliage o dell’ultimo tramonto lungo i Sentieri del Sole, qui nel territorio più a Nord d’Italia. 

 

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