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Mondiali Qatar 2022, Argentina-Messico 2-0

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L’Argentina batte 2-0 il Messico nel match valido per la seconda giornata del Gruppo C dei Mondiali di Qatar 2022. I gol di Messi e Fernandez regalano il successo all’albiceleste e rilancia la seleccion, che sale a 3 punti in classifica. A 4 c’è la Polonia, l’Argentina è appaiata all’Arabia Saudita mentre il Messico chiude a quota 1. I verdetti il 30 novembre con Polonia-Argentina e Arabia Saudita-Messico. 

LA PARTITA – Il primo tempo scivola via tra tanta tensione e poco calcio. L’Argentina non crea, il Messico si accontenta di non rischiare. Messi & co. non producono un’azione degna di nota, gli unici palloni che arrivano dalle parti di Ochoa sono corner o cross senza pretese. La manovra dell’albiceleste è farraginosa, prevedibile e senza sbocchi. Il Messico ringrazia e controlla senza patemi, togliendosi anche lo sfizio di effettuare l’unico tiro in porta del primo tempo. Al 45′ Vega calcia una punizione da distanza siderale, Martinez vola e blocca a beneficio dei fotografi. 

Per vedere Messi all’opera bisogna aspettare il 50′, con una punizione da 20 metri: sinistro sballato, palla alle stelle. Il numero 10 si accende al 64′ con la giocata che spacca il match. Di Maria offre il pallone, Messi ringrazia: stop e sinistro chirurgico dal limite dell’area, 1-0. La reazione del Messico è impalpabile: la porta dell’Argentina non corre nessun pericolo. L’albiceleste si copre, prova ad addormentare il gioco con un centrocampo foltissimo. All’87’, arriva il gol della sicurezza. Fernandez, entrato ad inizio ripresa e protagonista del match, inventa un destro a giro dal vertice sinistro dell’area: 2-0, l’Argentina sorride. 

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Maltempo, in arrivo gelo e vento forte su gran parte dell’Italia

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(Adnkronos) –
Condizioni meteo in peggioramento sull’Italia, in particolare sulle regioni del versante adriatico e ionico del Centro-Sud italiano. La discesa di una saccatura dall’Europa nord-orientale verso la penisola balcanica porterà una brusca e spiccata intensificazione della ventilazione settentrionale su gran parte delle nostre regioni, seguita dal repentino afflusso di una massa d’aria molto fredda di origine polare, con conseguente marcato e generale calo delle temperature a partire dalla giornata di domenica. Lo rende noto il Dipartimento della Protezione Civile precisando che sulla base delle previsioni disponibili, d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse.  

I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it). L’avviso prevede dalla serata di oggi, venerdì 3 febbraio, venti da forti a burrasca dai quadranti settentrionali, sulla Provincia Autonoma di Bolzano e sui settori alpini di Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. 

Dal pomeriggio di domani, sabato 4 febbraio, si prevedono venti da forti a burrasca dai quadranti settentrionali sui settori appenninici di Umbria e Lazio, su Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, con raffiche fino a burrasca forte su relativi settori appenninici e su quelli costieri adriatici e ionici, in estensione, dalle prime ore di domenica 5 febbraio, alla Sicilia, specie settori orientali e montuosi. Attese forti mareggiate lungo le coste esposte. 

Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile (www.protezionecivile.gov.it), insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione. 

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Esteri

Guerra Ucraina, nuovo attacco Russia: lo scenario in primavera

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(Adnkronos) – “Ancora una volta Putin potrebbe aver sovrastimato le capacità militari della Russia”. A scriverlo è il report giornaliero dell’Institute for the Study of war, secondo il quale “non vi è nessuna indicazione che le forze russe abbiano ripristinato sufficiente potenza di combattimento” in Ucraina per poter occupare l’intero oblast di Donetsk entro marzo come Putin avrebbe ordinato in vista della nuova fase della guerra. 

Secondo il think tank americano, l’attesa grande offensiva russa “potrebbe finire prematuramente ad aprile nella stagione delle piogge primaverili (se non prima), prima di ottenere significativi risultati”. Ciò “potrebbe creare condizioni favorevoli per le forze ucraine, da sfruttare nella loro controffensiva di fine primavera estate dopo la consegna dei tank occidentali”.  

L’Isw sottolinea come l’alta richiesta di passaporti russi (il 40% in più nel 2022 rispetto al 2021) sia un segnale di fallimento degli sforzi del Cremlino per motivare la popolazione a sostegno della guerra.  

Mosca, intanto, ribadisce che l’operazione speciale in Ucraina continuerà fino a quando non sarà stata garantita la sicurezza del Donbass. “Il Donbass non è ancora completamente protetto e quindi l’operazione militare speciale continua. Dobbiamo proteggere le persone che vivono lì. Finora, questo obiettivo non è stato pienamente raggiunto”, le parole di Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino. 

L’organizzazione dell’offensiva dovrebbe fare i conti anche con i problemi che affliggono la Wagner. “La portata del programma di reclutamento dei detenuti da parte del gruppo Wagner è probabilmente diminuita in modo significativo rispetto al picco dell’estate e dell’autunno del 2022”, riferisce l’intelligence britannica. “I dati del Servizio penitenziario federale della Russia (Fsin), diffusi il 31 gennaio 2023 – afferma il ministero della Difesa di Londra – indicano che il numero di detenuti nel Paese è di 433mila persone, il che segnala una diminuzione di seimila detenuti dal novembre 2022. Allo stesso tempo, i dati del Fsin indicano una diminuzione del numero di detenuti di 23.000 da settembre a novembre 2022. Il reclutamento di Wagner è stato probabilmente un fattore importante che ha contribuito a questa diminuzione”. 

 

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Coronavirus

Izzo (Ga.Fi): “Nel 2022 1.500 interventi a supporto pmi, generato credito per oltre 200 mln di euro”

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(Adnkronos) – “L’anno appena trascorso per Ga.Fi è stato un anno di consolidamento di tutte le attività che portiamo avanti. Ormai le imprese sempre più ricorrono a noi anche per l’immediata capacità di interpretare i loro bisogni. Nel 2022 abbiamo assicurato oltre 1500 interventi che hanno generato credito per le imprese per oltre 200 milioni di euro. Abbiamo chiuso il bilancio in attivo con una forte attenzione alla qualità del portafoglio, con un indice di capitalizzane di oltre il 43% -tra i più solidi d’Italia- e un grado di copertura delle partite deteriorate di oltre l’84%. Insomma, un modello che si conferma vincente e sempre più richiesto della nostra platea associativa in continua crescita e che ad oggi conta oltre 4.000 aziende”. Così, in un’intervista ad Adnkronos/Labitalia, Michele Izzo, direttore generale di Garanzia Fidi Scpa (Ga.fi), Confidi iscritto nell’elenco degli intermediari finanziari vigilati da Banca d’Italia ai sensi dell’art. 106 del nuovo Testo Unico Bancari, sull’attività portata avanti a supporto delle imprese.  

Nel 2023 “il nostro piano industriale non trascura affatto la nostra attività core di ‘garanti’, con l’obiettivo di venire incontro alle esigenze delle imprese durante questo delicatissimo momento. A ciò aggiungiamo una sempre più intensa e qualificata attività di ‘consulenza alle imprese’ con nuovi prodotti e servizi anche nel campo della ‘finanza agevolata’ per accompagnare le imprese negli investimenti da effettuare mediante la realizzazione di idonei e qualificati business plan”.  

“Prevediamo una più forte e incisiva ‘erogazione diretta’ di finanziamenti di importo compreso tra i 50 e i 250 mila euro, valorizzando così -ribadisce- il nostro un ruolo di soggetti finanziari complementari alle banche. In materia di servizi tecnologici rafforzeremo l’operatività digitale, il cui principale punto di forza è la velocità di erogazione. Dulcis in fundo, la nostra grande novità per il 2023 sarà l’integrazione dei fattori Esg negli obiettivi aziendali e nella nostra Pef. Infatti, deve maturare la consapevolezza che i parametri Esg diventeranno centrali nelle scelte allocative di tutti gli istituti finanziari e quindi le imprese piccole o grandi che siano non possono più girarsi dall’altra parte di fronte a queste tematiche”, sottolinea.  

La ‘via’ per il futuro è tracciata. “Pertanto, Ga.Fi. grazie al proprio know-how, intende configurarsi come advisor per accompagnare le imprese verso scelte efficaci per la loro competitività e coerenti con la possibilità di ottenere un rating Esg utile per essere considerati attori credibili sul mercato”.  

Per il futuro dei Confidi una sinergia pubblico-privato, sottolinea Izzo, “è fondamentale. Ga.Fi., già da tempo è gestore di alcune risorse pubbliche (Mise, Mef, Cdp, Regione Campania, Cciaa) e di misure regionali destinate a garantire la concessione di finanziamenti in favore di aziende situate nelle aree di crisi della regione Campania e che effettuano investimenti. Mentre, a livello nazionale, negli ultimi mesi abbiamo ricevuto segnali incoraggianti dalla Politica che sta dimostrando di comprendere l’importanza del ruolo che possono giocare i Confidi in questo delicato momento”, rimarca.  

“Inoltre, come rimarcato anche dal nostro presidente Rosario Caputo, urge -ribadisce Izzo- una nuova legge quadro per i Confidi, siccome quella attuale tanto attuale più non è, visto che risale al 2003, ovvero venti anni fa. A livello locale, auspico una maggiore sensibilità delle Istituzioni verso lo ‘strumento Confidi’ che opera da oltre 50 anni nell’interesse delle pmi”, continua. “Appare necessario assicurare degli interventi per massimizzare l’efficacia di integrazione tra sistema privato e sistema pubblico della garanzia, anche attraverso la costituzione di una sezione speciale presso il Fondo di Garanzia con operatività in riassicurazione il cui effetto moltiplicatore aumenta, assumendosi i Confidi una parte del rischio”, aggiunge ancora. 

E Izzo ricorda che “L’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle ci ha consegnato un Paese che sembrava poter uscire, grazie ad un Pil che viaggiava a doppia cifra, dalla più grave crisi dal Secondo Dopoguerra, ovvero quella generata dalla pandemia da Covid-19, ma che si è ritrovato a fare i conti con un’altra crisi ancora più grave, quella energetica derivante dal conflitto tuttora in corso tra Russia e Ucraina, che di fatto ha annullato ogni sforzo che le imprese avevano fatto, mostrando una resilienza straordinaria. Tuttavia, grazie all’apporto delle misure emergenziali statali, le imprese hanno potuto superare brillantemente il periodo più buio degli ultimi 70 anni. Ma ora è il momento di ritornare alla normalità, agli investimenti e fronteggiare i cambiamenti”, ribadisce.  

Una ‘strada’ in cui è centrale il ruolo dei Confidi. “I Confidi negli ultimi anni -sottolinea Izzo- hanno profondamente cambiato pelle. Hanno rivestito un ruolo cruciale nell’affiancamento alle imprese, soprattutto a quelle più piccole, le quali rischiavano di essere tagliate fuori dal mercato del credito. Se il loro ruolo di garanti ha perso interesse per il massiccio intervento della garanzia pubblica del Fondo di Garanzia, i Confidi hanno, di contro, sviluppato competenze e professionalità nella consulenza, nella finanzia agevolata, nel credito diretto, nell’utilizzo di piattaforme digitali, nell’attività di tutor per l‘accesso al capitale di rischio, ecc. divenendo strumento di grande efficacia per la crescita del sistema produttivo”, aggiunge ancora.  

E nel supporto alle pmi “l’evoluzione del nostro sistema, fa sì che oggi il ruolo dei Confidi non è in competizione, bensì complementare al canale bancario, come dimostrato anche da alcuni rilevanti interventi introdotti dalla Politica, che in modo trasversale hanno compreso bene le ulteriori potenzialità del sistema Confidi, quali intermediari finanziari che svolgono una funzione mutualistica, caratterizzata da radicamento territoriale e capacità di valutare il merito qualitativo delle singole imprese e quindi le loro reali esigenze di credito”, sottolinea. 

Chiare le direttrici del rapporto tra sistema bancario e un Confidi vigilato come Ga.fi. “in questi anni la nostra collaborazione con il sistema bancario si è rafforzata per effetto proprio del nostro ruolo complementare. Sempre di più le banche ci consultano sia per la nostra conoscenza delle Imprese che per richiedere i nostri servizi consulenziali ritenuti di grande valore. Oggi le banche sono sempre più distanti dai territori con personale in continua contrazione e quindi il nostro ruolo viene valorizzato in piena sinergia anche per utilizzare meglio i vantaggi della garanzia pubblica”, continua. Secondo Izzo, “le nostre attività si sono sempre più specializzate con evoluti e complessi strumenti di consulenza aziendale, volti ad accrescere nelle Pmi la consapevolezza e la conoscenza della propria situazione finanziaria, con l’obiettivo di favorire la ricerca e l’accesso alle migliori fonti di finanziamento. E questo è molto apprezzato dalle banche nostre partner”, conclude.  

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Spettacolo

Parata di star per 100esimo Arena Verona Opera Festival

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(Adnkronos) – Un’irripetibile parata delle migliori voci internazionali con attesi debutti per dare vita al 100esimo cartellone dell’Arena di Verona Opera Festival: un’antologia degli allestimenti storici più amati dal pubblico, una nuova produzione di Aida pensata appositamente per la diretta in mondovisione il 16 giugno e una nuova produzione di Rigoletto. Il 100° dell’Arena di Verona Opera Festival riserverà anche quest’anno al pubblico grandi sorprese e inaspettate guest star. Oltre a Jonas Kaufmann, Juan Diego Flórez, Plácido Domingo, Roberto Bolle, l’Orchestra e il Coro della Scala diretti da Riccardo Chailly in cinque serate-evento dedicate, giungeranno in città sull’immenso palcoscenico areniano, fra i tanti, Anna Netrebko e Yusif Eyvazov per l’apertura con la nuova Aida in mondovisione il 16 giugno; stelle come Piotr Beczała, Asmik Grigorian, Christian Van Horn al loro debutto; importantissime conferme fra gli artisti più acclamati nel panorama internazionale e i migliori giovani su cui puntare attenzione.  

Fino al 9 settembre va in scena una vera antologia dei titoli e degli allestimenti più amati dal pubblico areniano in una parata irripetibile della storia del teatro: Aida di Verdi, nuova produzione di Stefano Poda dal 16 giugno, Carmen di Bizet, regia di Franco Zeffirelli dal 23 giugno, Il Barbiere di Siviglia di Rossini secondo Hugo de Ana dal 24 giugno, Rigoletto di Verdi in un nuovo allestimento dal 1° luglio, La Traviata di Verdi nella produzione di Franco Zeffirelli dall’8 luglio, Nabucco di Verdi, regia di Gianfranco de Bosio dal 15 luglio, Tosca di Puccini nell’allestimento di Hugo de Ana dal 29 luglio, Madama Butterfly di Puccini secondo Franco Zeffirelli dal 12 agosto. 

E se alte sono le aspettative per la nuova regia di Aida – titolo con cui l’Arena inaugurò la sua nuova vita nel 1913 – giacché quello affidato a Stefano Poda rappresenterà il primo allestimento di oggi ad affiancarsi ai capisaldi dell’Aida filologica del ’13 e a quella di Zeffirelli, le restanti sei produzioni storiche, dal Barbiere (2007) e Tosca (2006) secondo Hugo de Ana, alla colossale Babilonia nel Nabucco per la regia di de Bosio (1991-2015), al magistero di Zeffirelli nella sua ultima Traviata (2019), nella ritrovata Carmen (1995-2022) e in Madama Butterfly (2004) con i costumi da Oscar di Emi Wada rappresenteranno per il pubblico giovane o semplicemente per tutti gli amanti dell’arte del palcoscenico un vero e proprio excursus nei gusti, nelle mode, nelle sensibilità, nello stile teatrale novecenteschi, quasi museo vivente en plein air dell’estetica di un secolo. A questi si aggiunge una seconda nuova produzione, evento eccezionale nella storia recente del Festival: per Rigoletto, assente da 6 anni dalla programmazione estiva, sarà svelato a breve l’intero team creativo.  

 

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Sanremo 2023, per i bookie Mengoni, Ultimo e Giorgia sul podio

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(Adnkronos) – Ultimi preparativi per il Festival di Sanremo e i bookmaker ritoccano le quote per il podio dei favoriti: dopo la vittoria nel 2013 con ‘L’essenziale’, Marco Mengoni si conferma avanti sul tabellone di Stanleybet.it a 2,85, con la quota che sale a 3 su Snai e Planetwin365. Ultimo è vicinissimo a 3,25, con Giorgia sul gradino più basso del podio a una quota compresa tra 3,50 e 3,75. Lazza scala la lavagna e si porta in quarta posizione a 10 volte la posta, doppia cifra (12) per Elodie e per Madame. 

Sale a 15 per Colapesce e Dimartino e a 18 per il successo di Mara Sattei, con Tananai e Ariete a 25, insieme a Gianluca Grignani. A 35 la vittoria di uno tra Levante e i Coma Cose, poi a 50 gli Articolo 31, Colla Zio, Paola e Chiara e i Modà. Più lontani (75) Lda, Mr. Rain e Leo Gassman, mentre si sale a 100 per il trionfo di Anna Oxa e Rosa Chemical. I giovani Sethu, Olly, Will e Shari sono ultimi a 150 volte la scommessa, insieme ai Cugini di campagna. 

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Coronavirus

Covid oggi Lazio, 630 contagi e 7 morti. A Roma 354 nuovi casi

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(Adnkronos) – Sono 630 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 3 febbraio 2023 nel Lazio, secondo i dati Covid dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 7 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 1.718 tamponi molecolari e 6.466 antigenici con un tasso di positività al 7,6%. I ricoverati sono 502 i ricoverati, 7 in meno di ieri, 19 le terapie intensive occupate, una in più di ieri e 894 i guariti. I casi a Roma città sono a quota 354. 

Nel dettaglio i contagi e i decessi nelle aziende sanitarie del Lazio. Asl Roma 1: sono 117 i nuovi casi e 1 decesso; Asl Roma 2: sono 143 i nuovi casi e 1 decesso; Asl Roma 3: sono 94 i nuovi casi e 5 i decessi; Asl Roma 4: sono 33 i nuovi casi; Asl Roma 5: sono 40 i nuovi casi; Asl Roma 6: sono 61 i nuovi casi. 

Nelle province si registrano 142 nuovi casi: Asl di Frosinone: sono 48 i nuovi casi; Asl di Latina: sono 66 i nuovi casi; Asl di Rieti: sono 11 i nuovi casi; Asl di Viterbo: sono 17 i nuovi casi. 

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Lavoro

Lavoro, Contini (Lavazza): “Crediamo in modello ibrido, smartworking lanciato già pre-pandemia

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(Adnkronos) – Lo smart working “è stato uno strumento di gestione del periodo pandemico efficace. Al termine della situazione emergenziale abbiamo proseguito nello sviluppo del nostro ‘modello ibrido’ in cui crediamo fortemente, anche grazie all’esperienza accumulata in questi anni. Il modello ad oggi prevede un totale di 10 giorni di smartworking al mese (anche consecutivi) per i dipendenti del Centro Direzionale e 2 giorni a settimana per i dipendenti degli stabilimenti, sempre per i reparti e le funzioni in cui è possibile applicarlo in considerazione delle attività richieste”. Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Enrico Contini, chief human resources del Gruppo Lavazza, sull’organizzazione del lavoro post-pandemica nel Gruppo. Lavazza, fondata a Torino nel 1895, è un’azienda italiana produttrice di caffè di proprietà dell’omonima famiglia da quattro generazioni.   

Il Gruppo è oggi tra i principali protagonisti nello scenario globale del caffè, con un fatturato di oltre 2,3 miliardi di euro. È attivo in tutti i segmenti di business, presente in 140 mercati, con 9 stabilimenti produttivi in 6 Paesi e oltre 4.200 collaboratori in tutto il mondo.   

E il lavoro agile ha fatto ingresso in Lavazza ben prima della pandemia. “La nostra azienda -racconta Contini- è stata notevolmente avvantaggiata in quanto era già stato introdotto in anticipo e non soltanto come semplice risposta all’emergenza. Infatti è stato introdotto per la prima volta alla fine del 2018 presso il Centro Direzionale Lavazza e alcuni mesi dopo è stato esteso anche ai collaboratori degli stabilimenti italiani, laddove era organizzativamente possibile applicarlo. Inizialmente, la possibilità di lavorare in smart working era prevista per un giorno la settimana, ma il nostro obiettivo iniziale era quello di aumentarne la frequenza, dopo le valutazioni della prima fase del 2019”, sottolinea.  

E oggi ‘la strada’ è tracciata con il modello ibrido. “Il nostro modello si basa molto sulla responsabilità individuale e di team. Le persone concordano le giornate di smart working e quelle di lavoro in presenza con i propri responsabili e i loro team di appartenenza, per poter garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati”, sottolinea. 

E i risultati non sono mancati. “In questi anni -spiega Contini- lo smart working ha senz’altro spinto e in certa misura anche favorito le diverse modalità di gestione dei processi aziendali. Ad esempio, i giorni trascorsi in ufficio ora vengono dedicati ai progetti interfunzionali, ai momenti di comunicazione, a riunioni di team allargati, in cui la presenza fisica è uno stimolo importante per l’innovazione e lo scambio delle idee e delle esperienze”, spiega Contini.  

Sul welfare aziendale il Gruppo ha puntato e punta molto anche per il futuro. “Con la recente firma del contratto integrativo, oltre al già menzionato ampliamento dello smart working, per il Centro Direzionale sono stati introdotti -spiega Contini- i ‘venerdì brevi’ da maggio a settembre, con un utilizzo ottimizzato delle riduzioni orario e, infine, è stato esteso anche il welfare aziendale. Tra i principali interventi possono essere citati: il miglioramento delle polizze sanitarie integrative, i permessi caregiving per poter accompagnare i propri cari alle visite mediche e per poter portare gli animali domestici dal veterinario, l’estensione del congedo di paternità con ulteriori 5 giorni a carico dell’azienda. Inoltre, ai collaboratori è stato riconosciuto un supporto aggiuntivo per poter affrontare le difficoltà legate al caro vita, con l’erogazione di buoni benzina o rimborso bollette”, rimarca.  

Secondo Contini “il welfare ha da sempre avuto un ruolo importante per Lavazza e in coerenza con la ‘Responsability’, uno dei nostri 4 valori. La nostra azienda ha una lunga storia di welfare aziendale, partendo dall’organizzazione dei campi estivi e dal conseguimento delle borse di studio per i figli dei dipendenti, iniziative tuttora molto apprezzate, nonostante possano apparire più ‘tradizionali'”. 

E per il futuro la strada è tracciata. “Per il biennio 2023/2024 stiamo per lanciare un programma rinnovato ‘Time to Care’, portando avanti un approccio comune anche all’estero, dove si trovano la maggior parte dei nostri collaboratori. Il programma in Italia è basato su 4 aree: il benessere fisico, emotivo, sociale e finanziario”, sottolinea Contini. “Le priorità e le azioni -continua- sono state identificate anche attraverso l’ascolto dei bisogni delle persone, ad esempio per l’area che riguarda il benessere fisico si punterà su salute e sul miglioramento degli stili di vita, con attività di formazione e di prevenzione in collaborazione con dei medici competenti e vari esperti del settore come i nutrizionisti, creando la sinergia con la nostra palestra aziendale e la ristorazione interna. Verrà introdotto, in via sperimentale, anche il servizio di Telemedicina”, sottolinea Contini.  

E la crescita professionale dei collaboratori è centrale nella filosofia dell’azienda. “In Lavazza supportiamo le persone nel loro sviluppo professionale e personale, fornendo opportunità di apprendimento per crescere all’interno dell’organizzazione. Entrando nella nostra azienda, le persone vengono prima di tutto accolte attraverso i percorsi di onboarding sui nostri prodotti e processi aziendali, sulla storia dell’azienda e i suoi valori”, sottolinea Contini.  

“Durante il percorso professionale offriamo loro le iniziative formative di cittadinanza aziendale e le opportunità di auto-sviluppo su competenze specifiche, sia manageriali, sia più tecniche, sulla base delle priorità aziendali e sulle necessità individuali concordate, ad esempio durante il processo di performance management”, spiega ancora Contini. 

“Abbiamo un catalogo aziendale -spiega- a cui attingere ed a cui vengono affiancati anche i programmi esterni. L’offerta formativa è disponibile in modalità online (abbiamo investito significativamente sull’e-learning negli ultimi due anni) ma anche in presenza, per poter essere adattata alle esigenze dei nostri collaboratori in modo più flessibile”, aggiunge ancora.  

Non solo welfare e formazione ma anche attenzione alla parità di genere. “Abbiamo deciso di abbracciare il ‘Goal 5 – Parità di genere’ come uno dei nostri obiettivi di Sviluppo Sostenibile prioritari e lo abbiamo declinato attraverso il programma ‘Gap Free’, avviato nel 2020, intraprendendo un percorso di trasformazione culturale per la promozione delle pari opportunità e la valorizzazione dell’unicità di tutte le nostre persone”, spiega Contini.  

“Con il Manifesto D&I’ abbiamo definito -aggiunge- anche obiettivi e impegni precisi: il conseguimento della certificazione Edge, (il primo livello lo abbiamo ottenuto proprio in questi giorni); il raggiungimento di almeno il 40% di donne nei ruoli dirigenziali e la parità di salario nel nostro Gruppo entro il 2030; l’adozione del programma internazionale Ciyo dell’Ashland Institute per il potenziamento della leadership femminile”. 

“Il nostro impegno per la diversità, equità e inclusione riguarda non solo le nostre collaboratrici e i nostri collaboratori, ma anche le comunità in cui operiamo – l’inclusione e l’emancipazione delle donne e delle generazioni più giovani sono tra gli obiettivi chiave dei progetti promossi dalla nostra Fondazione nei paesi produttori di caffè”, conclude. 

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Sport

Scandalo audio Zaniolo, parla la ragazza coinvolta: “Quella voce non è la mia”

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(Adnkronos) – “Da tre giorni la mia vita è un turbine di messaggi, richieste di amicizia. Il mio nome e cognome, la mia foto, il mio profilo Instagram sono stati associati alla voce di una ragazza che racconta in un audio su whatsapp la sua notte di sesso in un parco con il calciatore della Roma Niccolò Zaniolo. Oggi voglio chiarire che quella voce non è la mia, che chi ha messo in rete questo audio, con l’intenzione presumibilmente di screditare il giocatore, ha tirato in ballo una persona che non c’entra nulla, che la mattina alle 5 si alza per andare a lavorare e che da 11 anni è fidanzata con lo stesso uomo”. A parlare all’Adnkronos è C.S., 30 anni di Roma, in questi giorni suo malgrado al centro dell’ultimo ‘gossip’ della tifoseria giallorossa, che arriva dopo i pedinamenti sotto casa del calciatore, gli insulti e le minacce. 

“Tutto è iniziato martedì scorso, quando intorno alle 17 ho iniziato a ricevere un po’ di messaggi strani su Instagram e una richiesta da una ragazza che mi metteva in guardia su alcuni audio che girano con me protagonista. Di lì a poco il mio compagno, col quale convivo da cinque anni, mi ha mostrato un video pubblicato su Tik tok con una schermata whatsapp e l’audio di una ragazza che racconta la notte di sesso ai ‘salta salta’ con Zaniolo e, immediatamente sotto lo screen della conversazione il mio profilo Instagram, con tanto di nome e cognome. Solo che quella voce non è la mia, ma soprattutto è stata utilizzata la mia identità senza alcuna ragione. Riuscita comunque, attraverso un amico, a ottenere la rimozione del video, hanno iniziato a girare separatamente su whatsapp gli audio con quella voce alla quale evidentemente avevano l’urgenza di dare un nome”. 

“A quel punto ho capito che non sarei potuta rimanere a guardare – racconta ancora la ragazza – L’indomani ho denunciato tutto alla Polizia Postale, dalla quale ho avuto la conferma che cose come questa capitata a me accadono purtroppo molto più spesso di quanto pensiamo. Anche per questo motivo ho deciso di espormi pubblicamente, prima sul mio profilo dichiarando che non conosco quella persona, non conosco certi ambienti, non frequento i locali, che ho una casa, che lavoro e pur non giudicando chi lo fa non vado a fare sesso nei parchi, fidanzata da 11 anni con la stessa persona. Questa storia si è allargata ormai a macchia d’olio, ho dovuto chiudere il mio profilo e le richieste di amicizia hanno raggiunto quasi quota 600. Io sono tranquilla, la voce non è palesemente la mia e chi mi conosce sa bene che non potrei mai fare una cosa simile. Tuttavia è importante sottolineare che questa cosa può succedere davvero a chiunque, anche magari a una ragazzina fragile che non ha le spalle abbastanza larghe per affrontare una situazione del genere, che va a scuola, che è soggetta alle voci dei bulli, agli scherni della gente, ai sorrisini e può non sopportare l’onta. Deve finire la storia per cui l’offeso si debba chiudere in se stesso per cose che non ha commesso mentre l’artefice di simili messe in scena resta impunito e guadagna una notorietà che mai avrebbe”. 

(di Silvia Mancinelli) 

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Ucraina, Zelensky: “Integrazione con Ue è irreversibile”

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(Adnkronos) – Il summit Ue-Ucraina “mostra chiaramente che la nostra integrazione” nell’Ue “è irreversibile”. Lo dice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in conferenza stampa a Kiev al termine del vertice.  

“Il progresso nell’attuazione dell’accordo di associazione con l’Ue è evidente. Per la prima volta – sottolinea Zelensky – nel documento bilaterale esprimiamo l’intenzione di avviare i negoziati di adesione il più presto possibile. L’obiettivo è iniziare i negoziati di adesione quest’anno”. 

Sulle sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina “ho sentito l’appoggio dei leader dell’Unione Europea, ma abbiamo bisogno del sostegno dei leader di tutti i Paesi Ue”, sottolinea il leader ucraino che chiede: “Che cosa fareste se i vostri bambini fossero deportati a forza con gli autobus nella Federazione Russa?”.  

Quindi insiste sulla necessità di velocizzare l’invio di nuove armi. La Russia “sta tentando di cambiare la situazione” sul campo e “il modo migliore per prevenirlo è accelerare la consegna” di armamenti da parte dei “partner”. E chiede “armi a lungo raggio”, che “possono cambiare l’andamento della guerra. Siamo fiduciosi nella vittoria, ma le armi a lungo raggio possono renderla più rapida. L’Ucraina lo sa e lo sa anche la Russia”.  

“Sono molto grato a tutti quei Paesi che sostengono l’Ucraina fin dall’inizio”, continua. Le armi “restano la mia priorità fin dal primo momento”. Quanto a una eventuale visita a Bruxelles, Zelensky ha ricordato che per lui in questa fase “viaggiare all’estero comporta grandi rischi”. 

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Paola Egonu shock: “Vale la pena far nascere un bimbo nero?”

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(Adnkronos) – “Se mai dovessi avere un figlio di pelle nera, vivrà tutto lo schifo che ho vissuto io. Se dovesse essere di pelle mista, peggio ancora: lo faranno sentire troppo nero per i bianchi e troppo bianco per i neri. Vale la pena, dunque, far nascere un bambino e condannarlo all’infelicità?” È la domanda scioccante che si pone Paola Egonu, la 24enne pallavolista italiana considerata la più forte al mondo, in un’intervista a ‘Vanity Fair’ che l’ha voluta protagonista della nuova cover digitale di Vanity Fair e della newsletter settimanale Vanity Fair Weekend, in occasione del suo debutto da coconduttrice al festival di Sanremo 2023, nella serata di giovedì 9 febbraio.  

A pochi giorni dalla sua partecipazione al Festival di Sanremo nelle vesti di co-conduttrice insieme a Chiara Ferragni, Chiara Francini e Francesca Fagnani, Paola si racconta parlando degli episodi di razzismo, dei sacrifici legati alla carriera sportiva, fino al timore di mettere al mondo un figlio che potrebbe rivivere tutta la crudeltà che lei, da sempre, ha sperimentato sulla sua pelle. 

“A quattro anni – dice – ho capito di essere diversa. Ero all’asilo e, con un mio amichetto, stavamo strappando l’erba del giardino: ci facevano ridere le radici. La maestra ci ha messo in castigo. Per tre volte le ho chiesto di andare in bagno. Per tre volte mi ha risposto di no. Alla fine ci sono andata di corsa, senza permesso. Troppo tardi: mi ero fatta tutto addosso. La maestra mi ha riso in faccia: ‘Oddio, fai schifo! Ma quanto puzzi!’. E, per il resto del giorno, non mi ha cambiata. Ho dovuto attendere, sporca, l’arrivo di mia madre nel pomeriggio. Ancora oggi, 20 anni dopo, fatico a usare una toilette che non sia quella di casa mia”. 

Rispetto a quando è stata maltrattata all’asilo, oggi c’è meno razzismo in Italia? “No. Capita che mia mamma chieda un caffè al bar e che glielo servano freddo, che in banca lascino entrare la sua amica bianca ma non lei”. 

Chi non apprezza? “Per esempio quelli che mi insultano chiedendo perché sono italiana. Non sanno niente di me, di noi atlete. Non sanno quanto fatichiamo, quanto siamo stanche, quanto non ci sentiamo all’altezza, quanto a volte vorremmo solo prenderci una pausa da tutto, ma non possiamo. Non ho nemmeno il tempo per godermi una vittoria che arriva la sfida successiva: dopo lo scudetto c’è la Champions, e l’Europeo, la Super Coppa, le Olimpiadi. Allora poi succede che qualcuno mi dice la frase sbagliata e io mi domando: perché mai dovrei rappresentare voi?”. 

“Sono cresciuta in un contesto in cui lo standard di bellezza presupponeva l’essere bianca. E, sa, i ragazzini possono essere molto spiacevoli. Io ero sempre la più alta, ero nera, con questi ricci che odiavo. A un certo punto mi sono rasata a zero. Peccato che poi venivo presa in giro perché non avevo i capelli. La vita era uno schifo. Io mi sentivo uno schifo”, racconta.  

Anni fa aveva trovato conforto proprio tra le braccia di una donna, la pallavolista Katarzyna Skorupa. I suoi come l’avevano presa? “Malissimo. Erano preoccupati di quello che avrebbero pensato gli zii o i vicini di casa. Poi hanno capito che la mia non era una scelta. Chi opterebbe per uno stile di vita che ti mette contro tutti? Certe cose capitano e basta”. 

Dalla società, invece, si è sentita più accettata? “Mica tanto: io me ne fregavo, baciavo la mia fidanzata anche in pubblico. Le reazioni, però, non sono sempre state gradevoli. Il problema è che la gente non pensa agli affari propri. Io dico, cosa vieni a giudicare me, o una coppia omosessuale che cresce i figli con amore, quando è pieno di famiglie tradizionali disfunzionali? E poi… so già che, se mio figlio sarà di pelle nera, vivrà tutto lo schifo che ho vissuto io. Se dovesse essere di pelle mista, peggio ancora: lo faranno sentire troppo nero per i bianchi e troppo bianco per i neri. Vale la pena, dunque, far nascere un bambino e condannarlo all’infelicità?”. 

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