Milano, uccise la compagna a fucilate: condannato all’ergastolo


Ha ammazzato la compagna a fucilate nell’aprile di un anno fa in pieno lockdown. I giudici della corte d’assise di Milano hanno condannato all’ergastolo Antonio Vena, l’uomo che ha confessato l’omicidio della donna, uccisa nel sonno nella sua abitazione a Trucazzano nel milanese. La corte ha accolto la richiesta della pubblica accusa, il pm Giovanni Tarzia, e non ha concesso le attenuanti. La vittima lavorava a Milano come tranviera dell’azienda trasporti milanesi (Atm) e aveva una relazione con l’omicida da circa nove anni, con alti e bassi, relazione che lei aveva deciso di troncare. 

Nel corso del processo, l’imputato aveva reso la sua versione di quanto accaduto: “Piangevo, mi sono messo sul divano e mi sono asciugato il viso con il suo pigiama, lei si è infastidita, ha detto che glielo stavo sporcando con le lacrime. In quel momento ho capito che avevo perso tutto e che la mia vita stava andando a rotoli”. Quindi la decisione di imbracciare il fucile. “Ho sparato al buio, non ho preso la mira” ha detto. Le motivazioni della sentenza saranno rese note tra 90 giorni. 

 

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