Migranti, calca a Melilla: 37 morti e 50 feriti


E’ di 37 morti e 50 feriti il bilancio di una calca di migranti a Melilla, enclave spagnola in Marocco, dove circa duemila persone hanno cercato di oltrepassare la recinzione. Lo riferisce l’ong Walking Borders. La sua portavoce Helena Maleno ha detto che il bilancio delle vittime potrebbe aumentare nelle prossime ore. 

Fonti delle autorità locali di Nador, in Marocco, hanno specificato che due agenti delle forze di sicurezza marocchine e 33 migranti sono ancora ricoverati nelle città di Nador e Oujda, nel nord del Marocco. Le loro condizioni sono giudicate “stabili”. 

”Un attacco all’integrità della Spagna”. Così il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha definito la calca dei migranti nell’enclave spagnola. Sanchez ha quindi puntato il dito contro “le mafie che si occupano della tratta di esseri umani”. 

”Se qualcuno è responsabile di tutto quello che è successo al confine, sono le mafie che trafficano esseri umani”, ha detto il premier spagnolo in conferenza stampa. Sanchez ha condannato quello che ha definito ”un assalto violento e organizzato dalla mafia che traffica esseri umani in una città situata sul suolo spagnolo. Di conseguenza questo è un attacco alla nostra integrità territoriale”. Il premier ha quindi espresso apprezzamento per “la gendarmeria marocchina che ha lavorato di concerto con le truppe (spagnole, ndr) e gli organi di sicurezza per respingere questo assalto violento”. 

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