Mentana: “Io in politica? No grazie, preferisco fare il mio mestiere”


“Io in politica. No, grazie. Da giovane ero appassionato di politica, poi ho pensato che fare il giornalista fosse meglio”. Così il direttore del Tg La7, Enrico Mentana, ospite in esclusiva negli studi di ‘Adnkronos Live’, parla, tra le altre cose, di cosa intende fare appena smetterà con la tv. “Quando smetterò di fare il mio lavoro per andare in pensione, troverò qualche collaborazione. Bisogna però pensare al rinnovamento della categoria, perché l’età dei giornalisti noti è piuttosto alta. Bisogna fare largo ai giovani”, spiega. Il direttore del tg di La7 parla a tutto tondo dell’informazione: “Io vengo dalla generazione che leggeva i giornali. Oggi i giovani non vogliono aspettare e pagare per leggere notizie della sera prima. I parametri sono cambiati”, spiega. 

E sullo scenario attuale dei media, osserva: “Tutti i media stanno diventando la stessa cosa, ma un 

giornalista d’agenzia
ha un vantaggio, perché fa da tempo quello che adesso serve: tempo reale e testi brevi. Le agenzie hanno quindi un grande patrimonio”. Tra i temi, anche l’informazione ai tempi del Covid. “In Italia c’è sempre stata passione per l’informazione sulla salute, ma con il Covid si è avuto a che fare con un nemico nuovo, praticamente sconosciuto e c’è stata una proliferazione di grandi esperti -sottolinea il giornalista- Adesso però si vuole tornare alla normalità, c’è una crisi di overdose da Covid”. 

Per quanto riguarda l’informazione online, “nei siti prevale la logica del clic, dell’essere visti -scandisce Mentana- Prevale la notizia più larga, più corriva, più ammiccante. Però ci sono anche storie forti”. Nell’intervista, c’è spazio anche per una rivelazione del direttore sulla sua carriera. “Mi hanno proposto due volte di dirigere la Gazzetta dello Sport, ma ho detto di no -rivela Mentana- Non lo farei mai, è il luogo dove ho fatto il mio primo lavoro, il correttore di bozze, non andrei mai a profanarlo e non credo nemmeno di essere in grado, la mia vita è un altra”.  

“Voglio fare il lavoro che mi appassiona. Io ho sempre considerato di fare con passione il lavoro che faccio perché cerco di essere ‘appassionato nella mia spassionatezza’, nel senso che se vince Fratoianni o la Meloni, Letta o Salvini per me è assolutamente identico, credo di riuscire a mantenere la stessa distanza critica. Nel calcio no, nel calcio

 sono un vero tifoso”, conclude Mentana. 

(di Ilaria Floris) 

 

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