Matthew McConaughey sui social: “Non mi candido a governatore del Texas”


Dopo aver accarezzato per mesi l’idea di una possibile discesa in politica, Matthew McConaughey sceglie i social per annunciare che non intende candidarsi a governatore del Texas. L’attore, reso famoso da “Dazed and Confused” e vincitore dell’Oscar per “Dallas Buyers Club”, ha spiegato che l’eventuale candidatura “è un passo che ispira e infonda umiltà, che al momento ho scelto di non fare”, come ha detto nel video pubblicato ieri notte.  

“Come semplice ragazzino nato nella cittadina di Uvald, in Texas, non mi era mai venuto in mente che avrei potuto un giorno considerare un posto di leadership politica”, ha detto il 52enne attore nel video – in un certo senso già ufficiale con lo sfondo della bandiera americana e texana – che arriva due settimane prima della scadenza, il 13 dicembre prossimo, per la presentazione delle candidature in vista delle primarie del prossimo marzo.  

Questa decisione sembra destinata a rimuovere un possibile ostacolo per Beto O’Rourke, l’ex deputato democratico, candidato al Senato e poi alla Casa Bianca, che ha annunciato la sua candidatura contro il governatore repubblicano Greg Abbott. Era stato lo stesso attore – che con la famiglia vive ad Austin dove da alcuni anni insegna alla Facoltà di Comunicazione dalla Ut – Austin, ad iniziare nei mesi scorsi a discutere pubblicamente la possibilità di una sua candidatura a governatore del suo Stato. In un’intervista il mese scorso a Npr, alla risposta se di sarebbe candidato aveva risposto in modo sibillino: “non mi candido finché mi candido”. 

L’attore, che si descrive come un “filosofo, poeta statista”, non aveva dato neanche indicazioni su quale partito avrebbe scelto, ed aveva evitato anche di prendere posizioni sulle questioni più importanti della politica texana, compresa la controversa legge sull’aborto. Nelle scorse settimane aveva poi fatto discutere la sua posizione contraria alla vaccinazione anti Covid dei bambini e l’annuncio che lui non avrebbe vaccinato i suoi due figli più piccoli.  

Era proprio questo profilo politico vago, sottolineano gli esperti, che l’avrebbe potuto favorire in caso di una sua eventuale candidatura da indipendente. “Politici tradizionali lo criticano per non il fatto che non dice quale sia la sua posizione – afferma il consulente politico texano Keir Murray – ma per un vero candidato outsider è un vantaggio, è come una tela bianca su cui dipingere la candidatura, a differenza di Beto che invece è legato alle sue posizione note”. 

Anche i sondaggi sembrano confermare questa lettura: secondo un rilevamento fatto da ottobre dalla Università del Texas di Austin, il 35% degli elettori si dice molto favorevole alla candidatura dell’attore e il 24% abbastanza favorevole.  

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