Mascherina all’aperto, stop obbligo? Cosa dicono gli esperti


Mascherina obbligatoria all’aperto, tempo di dire basta al dispositivo di protezione anti covid o meglio una (probabile) proroga in Cdm alla misura anche per la zona bianca? A rispondere sono gli esperti. Ma tra virologi, infettivologi e membri del Cts, le opinioni non sono tutte uguali. 

“E’ vero siamo in una fase di miglioramento” della pandemia di Covid, “ma non ne siamo usciti. C’è il desiderio di esserne già fuori, ma in realtà non lo siamo ancora e credo che possa essere utile mantenere queste indicazioni”. Così il virologo Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano. “L’Italia ha sempre avuto un atteggiamento prudenziale – ricorda il medico all’Adnkronos Salute – è chiaro che potrà sembrare ridicolo l’obbligo di mascherina se tu sei in montagna o in un paese sperduto, ma l’indicazione di ordine generale – sottolinea l’esperto – è nei contesti urbani dove entri ed esci da un negozio o in altre situazioni dove finisce che gestisci male la cosa”. Per questo, ribadisce, “in questa fase di passaggio vedrei ancora la necessità di ingoiare questa medicina amara”. “Serve oggi una semplificazione totale delle misure. Basta con il ‘tamponificio’, se sono a casa positivo e asintomatico dopo 5 giorni posso uscire senza fare il tampone. Oggi la mascherina all’aperto non ha nessun senso, serve il buon senso anche in questo se ci sono situazioni di assembramento va tenuta, altrimenti no”, afferma quindi il direttore dell’Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, ospite del liceo romano Mamiani per un dibattito con il giornalista Corrado Formigli e gli studenti. Incontro in streaming perché il liceo romano ha le classi in Dad da oggi. Per le scuola, “pensare di cambiare continuamente l’aria aprendo le finestre mi sembra assurdo”, come far tenere “sempre la mascherina agli studenti in classe. In un Paese moderno serve un maggiore impegno. Abbiamo verificato che la ventilazione meccanica in aula è tre volte più efficace della mascherina Ffp2, ho chiesto da tempo un intervento del Governo e lo continuo a fare: serve un piano Marshall per le scuole per renderle sicure con gli impianti di ventilazione”. 

La mascherina all’aperto? Per Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie Infettive ‘San Martino’ di Genova, “non se ne può più, buttiamola! La Francia – ha spiegato a Libero – la abolisce martedì. Nel Regno Unito l’hanno vista appena. L’hanno abbandonata anche in gran parte della Spagna. Non vedo perché l’Italia debba proseguire. Se nelle prossime 2-3 settimane i dati del contagio e dei ricoveri continueranno a scendere sarà il momento di abbandonare le limitazioni, almeno quelle più cervellotiche. Molte leggi sono fatte esclusivamente per tutelare chi le scrive, e non i cittadini. Magari non le capiscono nemmeno gli stessi legulei”. 

“Difficilmente nei prossimi mesi faremo a meno della mascherina al chiuso. Serve consapevolezza di stare all’interno di una pandemia. Bisogna abituarsi a momenti in cui serrare le fila e altri durante i quali sentirsi più liberi. La politica deve essere più tempestiva nel prendere decisioni”, sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, intervenuto all”Italia s’è desta’, su Radio Cusano Campus. 

E’ tempo per apportare qualche cambiamento alla regole per Fabio Ciciliano, medico ed esponente del Cts, ma con cautela, spiega in un’intervista al ‘Giornale’. Le mascherine all’aperto “teniamole ancora un po’. Siamo ancora in inverno, la mascherina non è una devastante limitazione della nostra libertà. La circolazione virale è ancora molto alta a causa della Omicron e contiamo quotidianamente molti contagi. Siamo in una fase di regressione, è vero, ma le mascherine non sono invasive e personalmente le terrei fino alla fine dello stato di emergenza”, sottolinea. 

Decisamente contraria la microbiologa Maria Rita Gismondo. “Credo che l’obbligo di mascherine all’aperto sia inutile. Noi in Italia continuiamo ad andare in senso opposto rispetto agli altri Paesi. E il fatto che, rispetto ad altri Paesi, noi persistiamo con queste restrizioni non fa altro che aumentare stress e paure come se fossimo gli unici appestati”, afferma all’Adnkronos Salute la direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano. “Piuttosto – sottolinea l’esperta – serve la raccomandazione di mantenere le distanze e, nel caso ci si trovasse a meno di 2 metri di una persona o in particolari luoghi affollati, di indossare la mascherina. Questo significa responsabilizzazione”. 

L’obbligo delle mascherina all’aperto deve invece rimanere per Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit). “E’ vero che c’è un trend epidemiologico in miglioramento ma il virus circola e il numero dei casi è elevato. Non commettiamo gli errori del passato, quando abbiano abbandonato questa misura e i risultati si sono visti. Direi di non mettere oggi una data futura alla fine di questo obbligo ma se ne potrà discutere quando la numerosità dei casi Covid sarà scesa e quando i rischi di focolai in esterno saranno più bassi”, afferma. 

 

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