Manovra, Margiotta (Confsal): “abolire tassa sulla povertà”


Abolire la tassa sulla povertà per 3 milioni di dipendenti italiani che hanno salari bassi, al di sotto della soglia della bassa retribuzione. E’ quanto torna a chiedere a gran voce il segretario generale della Confsal Angelo Raffaele Margiotta deluso dall’accordo politico raggiunto al tavolo al Mef tra i rappresentanti dei partiti di maggioranza per il taglio delle tasse con le risorse stanziate nel disegno di legge di bilancio. “Si trovi il coraggio di abolire la tassa sulla povertà o sarà mobilitazione generale”afferma Margiotta intervistato dall’Adnkronos. “L’ipotesi di accordo politico sulla riduzione del cuneo fiscale ci lascia del tutto insoddisfatti per l’assoluta mancanza di attenzione verso i lavoratori con salari al di sotto della soglia di bassa retribuzione (lower pay job)”, afferma il sindacalista.  

“Purtroppo, come nei due precedenti interventi sul cuneo fiscale, (finanziarie 2020 e 2021), anche la legge di bilancio per il 2022, pur disponendo di ben 8 miliardi di euro, non affronta il problema della detassazione dei redditi minimi”, sostiene Margiotta nel sottolineare la disattenzione del governo verso circa tre milioni di lavoratori dipendenti con un salario che non raggiunge la soglia del lavoro povero, che l’Istat, nel rapporto di marzo 2021 fissa a 8,5 euro orari. “E’ un’autentica ingiustizia sociale tassare questi salari poveri” rimarca Margiotta. “E’ prioritario oltre che urgente incrementare la detrazione da lavoro dipendente per garantire la detassazione dei redditi minimi”. 

“Se il Governo e le forze politiche che lo sostengono si mostreranno insensibili a questo appello saremo costretti a ricorrere alla mobilitazione generale a sostegno dei lavoratori vicini alla soglia di povertà”, conclude il segretario di Confsal. 

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