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Manovra 2022, in nuova bozza Isee famiglie numerose e Ponte sullo Stretto

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“A decorrere dal primo gennaio 2023 per ciascun figlio di età inferiore a un anno, gli importi di cui ai primi quattro periodi del presente comma, come rivalutati ai sensi del comma 11, sono incrementati del cinquanta per cento; tale incremento viene riconosciuto inoltre per i nuclei con tre o più figli per ciascun figlio di età compresa tra uno e tre anni, per livelli di Isee fino a 40.000 euro”. E’ quanto prevede l’articolo 65 di una nuova bozza della manovra. Nella precedente bozza del provvedimento la misura non era dettagliata. 

Per effetto di quanto disposto dai commi 1 e 2 e tenuto conto delle risultanze emerse dall’attività di monitoraggio relativa all’anno 2022 e ai conseguenti aggiornamenti degli andamenti anche in termini prospettici, le risorse finanziarie iscritte in bilancio ai sensi dell’articolo 6, comma 8, del decreto legislativo 29 dicembre 2021, n. 230, si legge nella bozza del provvedimento, “sono incrementate di 345,2 milioni di euro per l’anno 2023, 457,9 milioni di euro per l’anno 2024, 473,1 milioni di euro per l’anno 2025, 480,3 milioni di euro per l’anno 2026, 483,3 milioni di euro per l’anno 2027, 486,3 milioni di euro per l’anno 2028 e 489,2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2029”. 

PONTE SULLO STRETTO – C’è poi anche il Ponte sullo Stretto di Messina e la nuova società nella nuova bozza della manovra: nell’articolo 82 intitolato “collegamento stabile, viario e ferroviario tra la Sicilia e il continente” si legge in particolare che “al fine di sostenere i programmi di sviluppo e il rafforzamento patrimoniale della società, Rfi e Anas sono autorizzate, proporzionalmente alla quota di partecipazione, a sottoscrivere aumenti di capitale o diversi strumenti, comunque idonei al rafforzamento patrimoniale, anche nella forma di finanziamento soci in conto aumento di capitale, sino all’importo complessivamente non superiore a 50.000.000 euro”. Le risorse autorizzate dall’articolo 202, comma 1, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, iscritte nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, “sono trasferite alla Società Rete Ferroviaria Italiana e alla Società Anas, proporzionalmente alle relative quote di partecipazione nella società medesima”. 

Ma non solo. Nell’articolo, che nella bozza precedente non c’era, si spiega che “al fine di rilanciare l’economia del Paese attraverso il completamento della rete infrastrutturale primaria e contribuire agli obiettivi dell’Unione europea relativi alla Rete transeuropea dei trasporti, il collegamento stabile, viario e ferroviario tra la Sicilia e il continente ed opere connesse è opera prioritaria e di preminente interesse nazionale”. Dalla data di entrata in vigore della presente legge e fino al termine “sono sospesi i giudizi civili pendenti con il contraente generale e gli altri soggetti affidatari dei servizi connessi alla realizzazione dell’opera”. Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, si sottolinea nella nuova bozza del provvedimento,” la Società Stretto di Messina Società, di seguito Società, sottoscrive l’integrale rinuncia al contenzioso in relazione ai giudizi instaurati e pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge fra la Società, e le Amministrazioni pubbliche, a completa tacitazione di ogni diritto e pretesa. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Società è autorizzata a sottoscrivere con le Amministrazioni interessate, il contraente generale, gli altri soggetti affidatari dei servizi connessi alla realizzazione dell’opera e tutte le parti in causa nei giudizi pendenti atti transattivi di reciproca integrale rinuncia alle azioni e agli atti dei medesimi giudizi, a definitiva e completa tacitazione di ogni diritto e pretesa, nonché alle ulteriori reciproche pretese in futuro azionabili in relazione ai contratti sottoscritti”.  

Il Commissario liquidatore, si sottolinea nella bozza del provvedimento, “resta in carica in qualità di Commissario straordinario del Governo per la gestione ordinaria della Società nelle more della nomina degli organi sociali ai sensi del comma 7, primo periodo. A tal fine, il Commissario straordinario si avvale della dotazione di mezzi e personale della Società”. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 5, si legge ancora, “è convocata l’assemblea dei soci della società per procedere, ai sensi dell’articolo 2364 del codice civile, alla nomina degli organi sociali. Dalla nomina degli organi sociali decade il Commissario straordinario di cui al comma 5”.  

CONGEDO MATERNITA’ – Il congedo parentale “per la madre lavoratrice” è elevato di un mese “fino al sesto anno di vita del bambino, alla misura dell’80 per cento della retribuzione”, si legge. Nella bozza precedente il contenuto della misura non c’era. 

TRASPORTO PUBBLICO – L’autorizzazione di spesa per il trasporto pubblico locale “è incrementata di 100 milioni di euro per l’anno 2023 e di 100 milioni di euro per l’anno 2024 al fine di contribuire alla compensazione della riduzione dei ricavi tariffari relativi ai passeggeri subita, nel periodo dal 1° gennaio 2021 al 31 marzo 2022, e conseguente alle limitazioni alla capienza massima dei mezzi adibiti ai servizi di trasporto pubblico imposte in relazione all’emergenza sanitaria da Covid-19”. E’ quanto si legge in una nuova bozza della manovra. Tali risorse sono ripartite sulla base dei criteri stabiliti “tenendo conto, per le compensazioni relative all’anno 2021, dei contributi già assegnati a titolo di anticipazione e assicurando una compensazione percentualmente uniforme ai soggetti ivi previsti”. 

FERMA MEDICI E INFERMIERI – Proroga della ferma dei medici e degli infermieri militari reclutati nel 2020 e nel 2021 con concorso straordinario impegnati per contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid. La durata della ferma dei medici e degli infermieri militari, “in servizio alla data del 31 dicembre 2022, è prorogata, con il consenso degli interessati, sino al 30 giugno 2023”. Ai fini dell’attuazione della misura “è autorizzata la spesa di 5.726.703 euro per l’anno 2023”. 

TORINO-LIONE – “È autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2024, 100 milioni di euro per l’anno 2025 e 150 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2026 al 2029”, ossia complessivamente 750 milioni di euro, “al fine di consentire l’accesso ai contributi da parte dell’Unione europea delle seguenti opere ferroviarie relative alle tratte nazionali di accesso al tunnel di base Torino Lione: cintura di Torino e connessione al collegamento Torino-Lione opere prioritarie; Adeguamento linea storica Torino-Modane tratta Bussoleno-Avigliana”, quanto si legge ancora nella nuova bozza. 

Il contratto di programma tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete ferroviaria Italiana spa, si legge ancora, “indica distintamente i finanziamenti per le opere”. I contributi dell’Unione europea versati a Rfi relativamente ai medesimi interventi “sono rifinalizzati nell’ambito del contratto di programma vigente tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la medesima società”. 

Per quanto riguarda il finanziamento terzo lotto costruttivo Torino-Lione, si legge nella bozza del provvedimento, “entro il 31 marzo anno 2023, con deliberazione del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, è autorizzato l’avvio della realizzazione del terzo lotto costruttivo dell’intervento “Nuova linea ferroviaria Torino-Lione, sezione internazionale – parte comune italo-francese – sezione transfrontaliera””. 

FONDO PMI – “Sono prorogati al 31 dicembre 2023 il termine finale di applicazione della disciplina transitoria del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” previsto della legge di bilancio del 2021 “e il termine finale di applicazione del sostegno speciale e temporaneo, da parte dello stesso fondo, istituito nel contesto delle misure di contrasto agli effetti della crisi ucraina”. La dotazione del Fondo di garanzia “è incrementata di 800 milioni di euro per l’anno 2023”. L’articolo, si legge nella bozza del provvedimento, “è in valutazione”. 

FONDO GIUSTIZIA RIPARATIVA – Il Fondo per il finanziamento di interventi in materia di giustizia riparativa “è incrementato di 5 milioni di euro annui a decorrere dal 2023”. 

PROFUGHI UCRAINI – Lo stato di emergenza, dichiarato con deliberazione del Cd, del 28 febbraio 2022, relativo all’esigenza di assicurare soccorso ed assistenza, sul territorio nazionale, alla popolazione ucraina in conseguenza della grave crisi internazionale in atto, “è prorogato al 3 marzo 2023”, si legge quindi nella bozza. Non si esclude che il termine possa essere prorogato ulteriormente. 

Fino al 3 marzo 2023 “è autorizzata, sulla base delle effettive esigenze e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, la prosecuzione delle attività e delle misure emergenziali nazionali di assistenza ed accoglienza” coordinate dal Dipartimento della protezione civile, dai Commissari delegati e dai Presidenti delle Province autonome di Trento e di Bolzano. Il contributo forfetario per l’accesso alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale da riconoscere alle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, si legge nella bozza del provvedimento, “è incrementato, per l’anno 2023, per un massimo di ulteriori 55.000 unità, e, per il periodo 1° gennaio – 3 marzo 2023 di ulteriori 10.000 unità, entro il limite di euro 100.000.000”.  

POLO ISPRA – “Al fine di consentire l’espletamento delle attività strategiche dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), ivi comprese quelle connesse all’attuazione del Pnrr, è autorizzata a favore dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale la spesa di 6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024”, quanto si legge in merito al finanziamento per la realizzazione del nuovo polo laboratoriale per l’Ispra. 

EDILIZIA GIUDIZIARIA – “Al fine di assicurare l’adeguamento strutturale ed impiantistico degli edifici adibiti ad uffici giudiziari, anche con riferimento alla normativa antincendio, e di finanziare gli interventi finalizzati all’efficientamento energetico e all’analisi della vulnerabilità sismica dei predetti edifici, nonché per l’ampliamento e la realizzazione di nuove cittadelle giudiziarie e di poli archivistici sul territorio nazionale e per l’acquisizione di immobili dal patrimonio demaniale, da destinare ad uffici giudiziari, è autorizzata la spesa di 100 milioni di euro per l’anno 2023, 150 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026, e 50 milioni di euro per l’anno 2027”, ossia complessivamente di 600 milioni. 

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Covid oggi Lombardia, 4.929 contagi e 178 morti in ultimi 7 giorni

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(Adnkronos) – In Lombardia nell’ultima settimana, dal 27 gennaio al 2 febbraio, si sono registrati 4.929 casi Covid, in calo rispetto ai 5.341 della settimana precedente (20-26 gennaio). Segnano però un netto aumento i morti: 178, quasi quadruplicati rispetto ai 48 che erano stati segnalati nei 7 giorni precedenti. Il bilancio totale da inizio pandemia è di 45.368 decessi. Nell’ultima settimana monitorata i tamponi sono stati 88.753, per un tasso di positività del 5,6%, stabile rispetto al 5,8% della settimana precedente.  

Negli ospedali, secondo il bollettino regionale aggiornato al 2 febbraio, ci sono 21 ricoverati Covid in terapia intensiva, -5 rispetto ai 26 della settimana precedente, e scendono i ricoverati in area medica, a quota 227 dai 340 del precedente bollettino (-113).  

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Izzo (Ga.Fi): “Nel 2022 1.500 interventi a supporto pmi, generato credito per oltre 200 mln di euro”

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(Adnkronos) – “L’anno appena trascorso per Ga.Fi è stato un anno di consolidamento di tutte le attività che portiamo avanti. Ormai le imprese sempre più ricorrono a noi anche per l’immediata capacità di interpretare i loro bisogni. Nel 2022 abbiamo assicurato oltre 1500 interventi che hanno generato credito per le imprese per oltre 200 milioni di euro. Abbiamo chiuso il bilancio in attivo con una forte attenzione alla qualità del portafoglio, con un indice di capitalizzane di oltre il 43% -tra i più solidi d’Italia- e un grado di copertura delle partite deteriorate di oltre l’84%. Insomma, un modello che si conferma vincente e sempre più richiesto della nostra platea associativa in continua crescita e che ad oggi conta oltre 4.000 aziende”. Così, in un’intervista ad Adnkronos/Labitalia, Michele Izzo, direttore generale di Garanzia Fidi Scpa (Ga.fi), Confidi iscritto nell’elenco degli intermediari finanziari vigilati da Banca d’Italia ai sensi dell’art. 106 del nuovo Testo Unico Bancari, sull’attività portata avanti a supporto delle imprese.  

Nel 2023 “il nostro piano industriale non trascura affatto la nostra attività core di ‘garanti’, con l’obiettivo di venire incontro alle esigenze delle imprese durante questo delicatissimo momento. A ciò aggiungiamo una sempre più intensa e qualificata attività di ‘consulenza alle imprese’ con nuovi prodotti e servizi anche nel campo della ‘finanza agevolata’ per accompagnare le imprese negli investimenti da effettuare mediante la realizzazione di idonei e qualificati business plan”.  

“Prevediamo una più forte e incisiva ‘erogazione diretta’ di finanziamenti di importo compreso tra i 50 e i 250 mila euro, valorizzando così -ribadisce- il nostro un ruolo di soggetti finanziari complementari alle banche. In materia di servizi tecnologici rafforzeremo l’operatività digitale, il cui principale punto di forza è la velocità di erogazione. Dulcis in fundo, la nostra grande novità per il 2023 sarà l’integrazione dei fattori Esg negli obiettivi aziendali e nella nostra Pef. Infatti, deve maturare la consapevolezza che i parametri Esg diventeranno centrali nelle scelte allocative di tutti gli istituti finanziari e quindi le imprese piccole o grandi che siano non possono più girarsi dall’altra parte di fronte a queste tematiche”, sottolinea.  

La ‘via’ per il futuro è tracciata. “Pertanto, Ga.Fi. grazie al proprio know-how, intende configurarsi come advisor per accompagnare le imprese verso scelte efficaci per la loro competitività e coerenti con la possibilità di ottenere un rating Esg utile per essere considerati attori credibili sul mercato”.  

Per il futuro dei Confidi una sinergia pubblico-privato, sottolinea Izzo, “è fondamentale. Ga.Fi., già da tempo è gestore di alcune risorse pubbliche (Mise, Mef, Cdp, Regione Campania, Cciaa) e di misure regionali destinate a garantire la concessione di finanziamenti in favore di aziende situate nelle aree di crisi della regione Campania e che effettuano investimenti. Mentre, a livello nazionale, negli ultimi mesi abbiamo ricevuto segnali incoraggianti dalla Politica che sta dimostrando di comprendere l’importanza del ruolo che possono giocare i Confidi in questo delicato momento”, rimarca.  

“Inoltre, come rimarcato anche dal nostro presidente Rosario Caputo, urge -ribadisce Izzo- una nuova legge quadro per i Confidi, siccome quella attuale tanto attuale più non è, visto che risale al 2003, ovvero venti anni fa. A livello locale, auspico una maggiore sensibilità delle Istituzioni verso lo ‘strumento Confidi’ che opera da oltre 50 anni nell’interesse delle pmi”, continua. “Appare necessario assicurare degli interventi per massimizzare l’efficacia di integrazione tra sistema privato e sistema pubblico della garanzia, anche attraverso la costituzione di una sezione speciale presso il Fondo di Garanzia con operatività in riassicurazione il cui effetto moltiplicatore aumenta, assumendosi i Confidi una parte del rischio”, aggiunge ancora. 

E Izzo ricorda che “L’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle ci ha consegnato un Paese che sembrava poter uscire, grazie ad un Pil che viaggiava a doppia cifra, dalla più grave crisi dal Secondo Dopoguerra, ovvero quella generata dalla pandemia da Covid-19, ma che si è ritrovato a fare i conti con un’altra crisi ancora più grave, quella energetica derivante dal conflitto tuttora in corso tra Russia e Ucraina, che di fatto ha annullato ogni sforzo che le imprese avevano fatto, mostrando una resilienza straordinaria. Tuttavia, grazie all’apporto delle misure emergenziali statali, le imprese hanno potuto superare brillantemente il periodo più buio degli ultimi 70 anni. Ma ora è il momento di ritornare alla normalità, agli investimenti e fronteggiare i cambiamenti”, ribadisce.  

Una ‘strada’ in cui è centrale il ruolo dei Confidi. “I Confidi negli ultimi anni -sottolinea Izzo- hanno profondamente cambiato pelle. Hanno rivestito un ruolo cruciale nell’affiancamento alle imprese, soprattutto a quelle più piccole, le quali rischiavano di essere tagliate fuori dal mercato del credito. Se il loro ruolo di garanti ha perso interesse per il massiccio intervento della garanzia pubblica del Fondo di Garanzia, i Confidi hanno, di contro, sviluppato competenze e professionalità nella consulenza, nella finanzia agevolata, nel credito diretto, nell’utilizzo di piattaforme digitali, nell’attività di tutor per l‘accesso al capitale di rischio, ecc. divenendo strumento di grande efficacia per la crescita del sistema produttivo”, aggiunge ancora.  

E nel supporto alle pmi “l’evoluzione del nostro sistema, fa sì che oggi il ruolo dei Confidi non è in competizione, bensì complementare al canale bancario, come dimostrato anche da alcuni rilevanti interventi introdotti dalla Politica, che in modo trasversale hanno compreso bene le ulteriori potenzialità del sistema Confidi, quali intermediari finanziari che svolgono una funzione mutualistica, caratterizzata da radicamento territoriale e capacità di valutare il merito qualitativo delle singole imprese e quindi le loro reali esigenze di credito”, sottolinea. 

Chiare le direttrici del rapporto tra sistema bancario e un Confidi vigilato come Ga.fi. “in questi anni la nostra collaborazione con il sistema bancario si è rafforzata per effetto proprio del nostro ruolo complementare. Sempre di più le banche ci consultano sia per la nostra conoscenza delle Imprese che per richiedere i nostri servizi consulenziali ritenuti di grande valore. Oggi le banche sono sempre più distanti dai territori con personale in continua contrazione e quindi il nostro ruolo viene valorizzato in piena sinergia anche per utilizzare meglio i vantaggi della garanzia pubblica”, continua. Secondo Izzo, “le nostre attività si sono sempre più specializzate con evoluti e complessi strumenti di consulenza aziendale, volti ad accrescere nelle Pmi la consapevolezza e la conoscenza della propria situazione finanziaria, con l’obiettivo di favorire la ricerca e l’accesso alle migliori fonti di finanziamento. E questo è molto apprezzato dalle banche nostre partner”, conclude.  

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Covid oggi Lazio, 630 contagi e 7 morti. A Roma 354 nuovi casi

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(Adnkronos) – Sono 630 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 3 febbraio 2023 nel Lazio, secondo i dati Covid dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 7 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 1.718 tamponi molecolari e 6.466 antigenici con un tasso di positività al 7,6%. I ricoverati sono 502 i ricoverati, 7 in meno di ieri, 19 le terapie intensive occupate, una in più di ieri e 894 i guariti. I casi a Roma città sono a quota 354. 

Nel dettaglio i contagi e i decessi nelle aziende sanitarie del Lazio. Asl Roma 1: sono 117 i nuovi casi e 1 decesso; Asl Roma 2: sono 143 i nuovi casi e 1 decesso; Asl Roma 3: sono 94 i nuovi casi e 5 i decessi; Asl Roma 4: sono 33 i nuovi casi; Asl Roma 5: sono 40 i nuovi casi; Asl Roma 6: sono 61 i nuovi casi. 

Nelle province si registrano 142 nuovi casi: Asl di Frosinone: sono 48 i nuovi casi; Asl di Latina: sono 66 i nuovi casi; Asl di Rieti: sono 11 i nuovi casi; Asl di Viterbo: sono 17 i nuovi casi. 

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Covid oggi Sardegna, 122 contagi: bollettino 3 febbraio

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(Adnkronos) – Sono 122 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 3 febbraio 2023 in Sardegna, secondo i dati Covid dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri non c’è stato alcun morto. Nelle ultime 24 ore sono stati processati, fra molecolari e antigenici, 1.311 tamponi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 4 come ieri, i pazienti ricoverati in area medica sono 158, 17 in meno rispetto a ieri, mentre sono 3.294 i casi di isolamento domiciliare. 

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Covid oggi Calabria, 129 contagi e 2 morti: bollettino 3 febbraio

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(Adnkronos) – Sono 129 i nuovi contagi registrati oggi, 3 febbraio 2023, in Calabria su 1.974 tamponi effettuati. Secondo i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle Aa.Ss.Pp. della Regione ci sono +171 guariti e 2 morti (per un totale di 3.311 decessi). Il bollettino, inoltre, registra -44 attualmente positivi, -1 ricoveri (per un totale di 132) e, infine, -3 terapie intensive (per un totale di 7).  

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Covid oggi Italia, 33.042 casi e 439 morti: bollettino ultima settimana

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(Adnkronos) – Sono stati 33.042 i contagi da Coronavirus in Italia nel bollettino settimanale di oggi con i dati Covid dal 27 gennaio al 2 febbraio della Protezione Civile e del ministero della Salute.  

Continuano a calare i contagi in flessione del 13,4% rispetto alla settimana precedente (quando erano 38.168) ma le morti tornano a crescere: sono stati 439 i decessi in 7 giorni, in aumento del 27,2% rispetto alla settimana precedente (quando erano 345). 

TOSCANA – Sono 285 i nuovi contagi da coronavirus oggi 3 febbraio in Toscana, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registra un morto. I nuovi casi, 89 confermati con tampone molecolare e gli altri 196 con test rapido, sono lo 0,02% in più rispetto al totale del giorno precedente. Il numero dei contagiati rilevati nella regione dall’inizio della pandemia sale dunque a 1.583.438. I guariti crescono dello 0,2% (2.751 persone) e raggiungono quota 1.526.623 (96,4% dei casi totali). 

I dati, relativi all’andamento della pandemia, sono quelli accertati oggi sulla base delle richieste della Protezione civile nazionale. Al momento in Toscana risultano pertanto 45.327 positivi, -5,2% rispetto a ieri. Di questi 177 (1 in meno rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale: 6 (2 in più) si trovano in terapia intensiva. 

La lista dei decessi si aggiorna con 1 nuovo decesso: un uomo di 77 anni. Dall’ultimo bollettino quotidiano sono stati eseguiti 351 tamponi molecolari e 2.872 tamponi antigenici rapidi: di questi l’8,8% è risultato positivo. Sono invece 439 i soggetti testati, escludendo i tamponi di controllo: il 64,9% di questi è risultato positivo 

ABRUZZO – Sono 1.348 i casi positivi al Covid registrati tra il 28 gennaio e il 3 febbraio in Abruzzo. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 5 nuovi casi e sale a 3.900 vittime da inizio pandemia. I guariti da venerdì scorso sono stati 2.229. Nell’ultima settimana sono stati eseguiti 3.361 tamponi molecolari e 9.319 test antigenici. 

Gli attualmente positivi in Abruzzo sono 10.292. Di questi, 93 pazienti, 18 in meno rispetto a venerdì scorso, sono ricoverati in ospedale in area medica; 2 in terapia intensiva, 2 in meno rispetto a venerdì scorso, mentre i restanti sono in isolamento domiciliare.  

Tra le province con il maggior numero di nuovi casi l’Aquila (+179 rispetto a venerdì scorso), Chieti (+413), Pescara (+366) e Teramo (+380). 

CALABRIA – Sono 129 i nuovi contagi registrati oggi, 3 febbraio 2023, in Calabria su 1.974 tamponi effettuati. Secondo i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle Aa.Ss.Pp. della Regione ci sono +171 guariti e 2 morti (per un totale di 3.311 decessi). Il bollettino, inoltre, registra -44 attualmente positivi, -1 ricoveri (per un totale di 132) e, infine, -3 terapie intensive (per un totale di 7).  

SARDEGNA – Sono 122 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 3 febbraio 2023 in Sardegna, secondo i dati Covid dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri non c’è stato alcun morto. Nelle ultime 24 ore sono stati processati, fra molecolari e antigenici, 1.311 tamponi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 4 come ieri, i pazienti ricoverati in area medica sono 158, 17 in meno rispetto a ieri, mentre sono 3.294 i casi di isolamento domiciliare. 

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Covid oggi Abruzzo, 1.248 contagi e 5 morti: bollettino ultima settimana

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(Adnkronos) – Sono 1.348 i casi positivi al Covid registrati tra il 28 gennaio e il 3 febbraio in Abruzzo. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 5 nuovi casi e sale a 3.900 vittime da inizio pandemia. I guariti da venerdì scorso sono stati 2.229. Nell’ultima settimana sono stati eseguiti 3.361 tamponi molecolari e 9.319 test antigenici. 

Gli attualmente positivi in Abruzzo sono 10.292. Di questi, 93 pazienti, 18 in meno rispetto a venerdì scorso, sono ricoverati in ospedale in area medica; 2 in terapia intensiva, 2 in meno rispetto a venerdì scorso, mentre i restanti sono in isolamento domiciliare.  

Tra le province con il maggior numero di nuovi casi l’Aquila (+179 rispetto a venerdì scorso), Chieti (+413), Pescara (+366) e Teramo (+380). 

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Covid oggi Italia, Cerberus quasi al 40%: in crescita Kraken e Orthrus

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(Adnkronos) – La variante Omicron di Sars-CoV-2 rappresenta la quasi totalità (99,97%) dei sequenziamenti. Il restante 0,03% è da attribuire a un ricombinante Delta/Omicron. BA.5 risulta predominante (87%), con 138 differenti sottolignaggi identificati (incluso il lignaggio parentale). Tra questi, BQ.1.1, ribattezzata Cerberus, ha raggiunto una frequenza del 38,9% (era 30,8% del precedente rapporto).  

Si continua a osservare un incremento, sebbene moderato, nella proporzione di sequenziamenti attribuibili ai sottolignaggi CH.1.1 (Orthrus) e XBB.1.5 (Kraken). E’ la fotografia scattata dal rapporto ‘Prevalenza e distribuzione delle varianti di Sars-CoV-2 di interesse per la sanità pubblica in Italia’ dell’Istituto superiore di sanità, con i dati di sequenziamento depositati in I-Co-Gen nelle ultime 6 settimane (19 dicembre 2022-29 gennaio 2023).  

“Nell’attuale scenario è necessario continuare a monitorare, in coerenza con le raccomandazioni nazionali ed internazionali, la diffusione delle varianti virali circolanti nel Paese attraverso il sequenziamento dei campioni positivi per Covid-19”, rimarca l’Iss.  

Kraken e Orthrus, dunque, in Italia al momento sembrano non decollare. La proporzione di sequenziamenti attribuibili ai sottolignaggi CH.1.1 è pari al 2,2%, rispetto allo 0,6% del precedente bollettino, mentre la quota XBB.1.5 è dell’1,1% contro lo 0,05%. 

 

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Covid oggi Toscana, 285 contagi e un morto: bollettino 3 febbraio

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(Adnkronos) – Sono 285 i nuovi contagi da coronavirus oggi 3 febbraio in Toscana, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registra un morto. I nuovi casi, 89 confermati con tampone molecolare e gli altri 196 con test rapido, sono lo 0,02% in più rispetto al totale del giorno precedente. Il numero dei contagiati rilevati nella regione dall’inizio della pandemia sale dunque a 1.583.438. I guariti crescono dello 0,2% (2.751 persone) e raggiungono quota 1.526.623 (96,4% dei casi totali). 

I dati, relativi all’andamento della pandemia, sono quelli accertati oggi sulla base delle richieste della Protezione civile nazionale. Al momento in Toscana risultano pertanto 45.327 positivi, -5,2% rispetto a ieri. Di questi 177 (1 in meno rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale: 6 (2 in più) si trovano in terapia intensiva. 

La lista dei decessi si aggiorna con 1 nuovo decesso: un uomo di 77 anni. Dall’ultimo bollettino quotidiano sono stati eseguiti 351 tamponi molecolari e 2.872 tamponi antigenici rapidi: di questi l’8,8% è risultato positivo. Sono invece 439 i soggetti testati, escludendo i tamponi di controllo: il 64,9% di questi è risultato positivo. 

L’andamento per provincia 

Con gli ultimi casi salgono a 423.830 i positivi dall’inizio dell’emergenza nei comuni della Città metropolitana di Firenze (66 in più rispetto a ieri), 103.263 in provincia di Prato (9 in più), 123.041 a Pistoia (21 in più), 83.048 a Massa Carrara (13 in più), 172.747 a Lucca (23 in più), 185.284 a Pisa (34 in più), 146.217 a Livorno (40 in più), 142.971 ad Arezzo (36 in più), 113.158 a Siena (28 in più) e 88.621 a Grosseto (14 in più). A questi vanno aggiunti 569 casi di positività notificati in Toscana ma che riguardano residenti in altre regioni. 

La Toscana ha circa 43.226 casi complessivi ogni 100.000 abitanti dall’inizio della pandemia (tra residenti e non residenti). Al momento la provincia di notifica con il tasso più alto é Lucca (con 45.167 casi ogni 100 mila abitanti), seguita da Livorno (44.679) e Pisa (44.428). La più bassa concentrazione si riscontra a Prato (con un tasso di 40.005). 

In 45.150 sono in isolamento a casa, perché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi (2.466 in meno rispetto a ieri, meno 5,2%). 

I 1.526.623 guariti registrati a oggi lo sono a tutti gli effetti, da un punto di vista virale, certificati con tampone negativo. 

I decessi 

La lista dei decessi si aggiorna con 1 nuovo decesso: un uomo di 77 anni. 

Relativamente alla provincia di residenza, la persona deceduta è a Pistoia. 

Sono 11.488 i deceduti dall’inizio dell’epidemia: 3.652 nella Città metropolitana di Firenze, 942 in provincia di Prato, 1.031 a Pistoia, 715 a Massa Carrara, 1.063 a Lucca, 1.280 a Pisa, 861 a Livorno, 731 ad Arezzo, 628 a Siena, 418 a Grosseto. Vanno aggiunte 167 persone decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione. 

Il tasso grezzo di mortalità per Covid-19 (numero di deceduti/popolazione residente) è al momento 313,6 ogni 100 mila residenti. Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (379,3 ogni 100 mila abitanti), seguita da Firenze (369,9 x100.000) e Prato (364,9 x100.000), mentre il più basso è a Grosseto (192,6 x100.000). 

Tutti i dati saranno visibili sul sito dell’Agenzia Regionale di Sanità a questo indirizzo: www.ars.toscana.it/covid19 

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Coronavirus

Covid Italia, ancora dati in discesa

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(Adnkronos) – Covid in Italia, dati ancora in discesa nel report con il monitoraggio settimanaledella Cabina di regia Iss-ministero della Salute. Cala infatti l’incidenza – ora a 58 casi su 100mila abitanti -, in diminuzione anche l’indice Rt a 0,68, mentre l’occupazione delle terapie intensive scende al 1,8% e scendono anche ricoveri in aree mediche (al 5,8%). Infine, una sola provincia autonoma è classificata a rischio alto mentre due regioni sono a rischio moderato e 18 tra regioni e province sono a rischio basso. 

INCIDENZA – Continua la discesa dell’incidenza dei casi Covid in Italia: “Sono 58 casi ogni 100.000 abitanti (27 gennaio-2 febbraio) contro 65 ogni 100.000 abitanti (20-26 gennaio)”, evidenzia il report. 

INDICE RT – L’indice di trasmissibilità (Rt) dei casi Covid “nel periodo 11 –24 gennaio è stato pari a 0,68 (range 0,64-0,78), in diminuzione rispetto alla settimana precedente e sotto la soglia epidemica anche nel range inferiore”, sottolinea quindi il report. “L’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero è in lieve aumento e rimane sotto la soglia epidemica: Rt=0,78 (0,74-0,83) al 24 gennaio contro Rt=0,70 (0,67-0,72) al 17 gennaio”, si precisa. 

TERAPIE INTENSIVE E AREA MEDICA – Scendono ancora questa settimana i ricoveri Covid nelle terapie intensive e nei reparti. “Il tasso di occupazione in terapia intensiva è in calo all’1,8% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 02 febbraio) contro il 2,1% (rilevazione al 26 gennaio). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende al 5,8% (rilevazione 2 febbraio) contro il 6,4% (rilevazione al 26 gennaio)”. 

REGIONI E PROVINCE A RISCHIO – “Una regione è classificata a rischio alto per molteplici allerte di resilienza. Due sono a rischio moderato e diciotto classificate a rischio basso”, sottolinea ancora il report con il monitoraggio settimanale dei dati Covid. “Dieci regioni e province autonome riportano almeno una allerta di resilienza – si legge nel report – Sei regioni e province autonome riportano molteplici allerte di resilienza”. 

Ad essere classificata a rischio alto per Covid-19 è la provincia autonoma di Bolzano; Puglia e Toscana sono a rischio moderato, mentre tutte le altre regioni/pa sono a rischio basso.
 

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