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Madrid: un menu da gustare come il Commissario Montabalno


La trattoria Premiata Forneria Ballarò, in via Santa Engracia, presenta menù con piatti tratti dai romanzi del compianto Andrea Camillieri.

È un oggetto del desiderio, un piacere più importante di ogni altro. Assaporare un piatto fatto come Dio vuole è una delle gioie solitarie più raffinate di cui l’uomo possa godere“, diceva il grande indimenticabile Andrea Camilleri, l’ideatore del celebre Commissario Montalbano.

Il gusto del cibo è stato fondamentale per l’importante romanziere, autore di un centinaio di romanzi tradotti in 120 lingue e di cui sono state vendute dieci milioni di copie in tutto il mondo. La gastronomia, infatti, è la protagonista trasversale di tutti i suoi libri. Ma dove quella passione per il buon cibo trova la sua migliore espressione e si riflette in modo più profondo è nel Commissario Montalbano, un ragazzo a cui indubbiamente piace mangiare e che, a volte, è capace di mettere al primo posto un buon piatto di pasta o una squisita macedonia, dal mare ad un’avventura sentimentale.

Montalbano fu battezzato con quel nome da celebre Camilleri, in omaggio al suo ammirato Manuel Vázquez Montalbán, un altro noto gourmet e la cui grande creazione letteraria, il “Detective Pepe Carvalho”, godeva anche degli indicibili piaceri della buona tavola.


Non c’è un solo romanzo di Montalbano in cui il cibo non occupi un posto rilevante. Dal primo, “La Forma dell’Acqua”, all’ultimo pubblicato in Spagna per mano sempre di Salamandra editore. Decine e decine di golosi piatti siciliani sfilano tra le sue pagine, facendo spesso venire l’acquolina in bocca al lettore.

Ora a Madrid la trattoria Premiata Forneria Ballarò, calle Santa Engracia, 90; uno dei più rinomati ristoranti italiani della Capitale, ha deciso di deliziare i fan del commissario Montalbano, realizzando menù basati sulle tante e appetitose ricette che compaiono nelle pagine della saga Camilleri. L’iniziativa è stata battezzata “A tavola con Montalbano” ed è venuta in mente a Rafa Vega, divoratore dei romanzi dell’eccellente scrittore siciliano e che, insieme allo chef palermitano Angelo Marino, guida questa tipica food house italiana nel cuore di Madrid.

La sperimentazione culinaria inizia questo mese di ottobre, con un menù il cui nome è : “Adelina” , in onore della mitica cameriera del Commissario Montalbano e che gli lascia sempre l’occasionale prelibatezza che ha cucinato al forno, in frigo. Il menù “Adelina” proposto dalla Premiata Forneria Ballarò comprende antipasti, arancini ripieni di carne, piselli e formaggio; insalata di mare con vinaigrette al prezzemolo, pasta ‘ncasciata, tipica pasta al forno siciliana, risotto al finocchietto, triglie fritte, frutta di stagione e, dulcis in fundo per dessert la regina, la cassata, il dolce per eccellenza della pasticceria siciliana a base di pan di spagna, bagna, ricotta di pecora, canditi ed una sottilissima glassa di zucchero. Il prezzo abordabilissimo, per tutto ciò circa 35 euro a persona, bevande escluse.


Mio Dio, gli arancini di Adelina! Li aveva assaggiati solo una volta, un ricordo che era sicuramente penetrato nel suo DNA, nel suo patrimonio genetico“, scrive Camilleri a pagina 332 di “La Nochevieja de Montalbano” versione spagnola; a proposito delle squisite palline di riso, ripiene di carne, piselli e formaggio, preparate appunto da Adelina, la cameriera del commissario. “Adelina ha impiegato due giorni interi per prepararli. Conosceva la meravigliosa ricetta degli arancini a memoria.

I più ferventi seguaci di Montalbano che vengono alla Premiata Forneria Ballarò vorranno ovviamente sapere da quale libro proviene ogni piatto. Quindi ogni commensale riceverà uno stralcio contenente le notizie del volume esatto e il numero di pagina in cui appare ogni ricetta, così come l’estratto del romanzo in cui ogni piatto è menzionato. Inoltre , riceveranno un voucher che permetterà loro di ottenere uno sconto del 5% sull’acquisto di qualsiasi libro della saga di Montalbano presso la libreria Rafael Alberti , Calle del Tutor, 57.

Ma quello di Adelina è solo il primo menu. Circa ogni mese e mezzo la Premiata Forneria Ballarò propone una nuova selezione di piatti siciliani, sempre ispirati alle ricette che compaiono nei libri del Commissario Salvo Montalbano.


A Montalbano piace mangiare, non ci sono dubbi, ma è un buongustaio appena sufficiente, è più un ‘tripero’. Se fosse basco, credo sarebbe più una bistecca che una spuma“, ci dice Rafa Vega, un lettore vorace di tutti i romanzi del detective siciliano. “Sono fantastici, facili da leggere, con senso dell’umorismo. Trovo Montalbano un personaggio molto vicino, è molto semplice, naturale quindi identificarsi con lui. Penso soprattutto perché molto mediterraneo, molto genuino, non ha niente a che fare con i detective dei romanzi gialli dell’Europa settentrionale“.

Gli arancini di Adelina
Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli. Ne sapeva, a memoria, la ricetta. Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve còciri a foco lentissimo per ore e ore con cipolla, pummadoro, sedano, prezzemolo e basilico. Il giorno appresso si pripara un risotto, quello che chiamano alla milanìsa, (senza zaffirano, pi carità!), lo si versa sopra a una tavola, ci si impastano le ova e lo si fa rifriddàre. Intanto si còcino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pezzettini ‘na poco di fette di salame e si fa tutta una composta con la carne aggrassata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, pi carità di Dio!). Il suco della carne s’ammisca col risotto. A questo punto si piglia tanticchia di risotto, s’assistema nel palmo d’una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e si copre con dell’altro riso a formare una bella palla. Ogni palla la si fa rotolare nella farina, poi si passa nel bianco d’ovo e nel pane grattato. Doppo, tutti gli arancini s’infilano in una padeddra d’oglio bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d’oro vecchio. Si lasciano scolare sulla carta. E alla fine, ringraziannu u Signiruzzu, si mangiano!” (Andrea Camilleri)



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