Entra in contatto con noi

Politica

M5S, il ‘patto di Bibbona’: Grillo e Conte frenano su addio Casaleggio

Pubblicato

il

Il sistema di scatole cinesi delle varie associazioni M5S susseguitesi negli anni, la questione degli ‘espulsi’ e la possibilità di reintegrare gli ‘anti-draghiani’, il nuovo simbolo e il rapporto complesso con Rousseau, l’organigramma del Movimento che verrà, i cavilli legali e i guai in Tribunale. Ieri sono stati tanti, tantissimi, i temi trattati da Beppe Grillo e Giuseppe Conte nel corso dell’incontro a Marina di Bibbona: location villa Corallina, splendida residenza al mare del fondatore e garante del Movimento. Bocche cucite nell’entourage dei due, ma qualcosa filtra sull’incontro di ieri. A partire dal legame con l’associazione Rousseau, uno dei nodi più complessi da sbrogliare, con i parlamentari sul piede di guerra, pronti al divorzio con Davide Casaleggio e la piattaforma che regola il voto della base.  

Questa settimana dovrebbe essere normato il rapporto tra M5S e Rousseau, ma, a quanto apprende l’Adnkronos da autorevoli fonti, Grillo e Conte concorderebbero sulla scelta di “non esautorare” Casaleggio. Limitandosi a fissare dei paletti ben chiari sulla possibilità d’azione. Contatti chiarificatori ci sarebbero stati, nelle ultime ore, anche tra Grillo e il presidente dell’associazione Rousseau, la direzione, o quanto meno la volontà, è quella di ricomporre la frattura, resa ancor più scomposta dall’annuncio dell’iniziativa di Milano di lanciare il Manifesto ControVento, vista da molti come l’addio di Casaleggio al Movimento. E anche in questa direzione va letto il post di oggi dell’associazione Rousseau, in cui si aggiusta il tiro spiegando che il Manifesto intende solo fissare una cornice di valori, definendo una sorta di codice etico e nulla più. 

Confermata, poi, la volontà di superare la governance a 5 sancita col voto della base. Grillo non vuol saperne e Conte è sostanzialmente d’accordo con lui. L’idea è di una ‘segreteria’ leggera, di cui l’ex premier terrà saldamente il timone decidendone per giunta anche la composizione. Tenendo conto, però, anche del ‘rumoreggiare’ della base: ecco perché un ruolo potrebbe essere affidato alla sindaca di Roma Virginia Raggi, che -fuori Alessandro Di Battista che si è ‘autoescluso’- resta quella che sembra godere del maggior seguito tra gli attivisti nonché della fiducia di Grillo. Per giunta la prima cittadina, a quanto risulta all’Adnkronos, era pronta a scendere in campo per il collegio direttivo, calando a sorpresa la carta della candidatura. 

Raggi potrebbe dunque essere uno dei volti della segreteria leggera immaginata da Conte e Grillo, una struttura distante anni luce da quella del Pd, che viene presa proprio ad esempio da Conte e da Grillo nel corso dell’incontro a Bibbona: se i segretari dem non arrivano mai a fine mandato -il ragionamento- il problema è riconducibile a un organigramma troppo strutturato dove finisce per aver la meglio il tutti contro tutti.  

Conte scriverà il suo programma e metterà in chiaro che le scelte che assumerà dovranno essere quelle di un capo politico a tutti gli effetti, pronto a decidere assumendosi la piena responsabilità delle sue decisioni. Prendere o lasciare, perché di cadere vittima del fuoco amico interno non ha alcuna intenzione. Piena sintonia con Grillo anche su questo, tanto che è stato il garante del Movimento a puntellare la scelta di gettare al mare la governance a 5 votata dalla base. Anche sull’indicazione dei capigruppo di Camera e Senato Conte dovrà dettare la linea, sulla scia di quanto aveva tentato di fare Luigi Di Maio nelle vesti di capo politico, ma poi costretto a fare un passo indietro vista la pressione e il malcontento dei gruppi parlamentari. 

Il consenso di cui Conte gode tra deputati e senatori potrebbe essere un buon viatico, ma difficile possa bastare per sanare il rapporto con l’associazione Rousseau, con un numero crescente di parlamentari che si rifiuta ormai di versare i 300 euro mensili. Anche l’idea di superare la regola aurea del limite dei due mandati potrebbe non essere sufficiente a frenare il malcontento interno. L’idea che sembra prendere piede in questi giorni è infatti quella del ‘recall’, con gli attivisti chiamati a pronunciarsi sull’operato degli eletti nei vari territori sponsorizzandone la candidatura. Ma molti parlamentari sono convinti che il meccanismo finirebbe per agevolare solo i volti più noti, affossando i cosiddetti peones.  

E la guerra dei gruppi parlamentari contro Rousseau e Casaleggio -nel mirino anche Enrica Sabatini, considerata dai più la ‘mal consigliera’- è stato solo messa in stand by. “La mail a Crimi per chiedergli di intervenire, mettendo fine ai rapporti con Casaleggio -spiega uno dei parlamentari più ‘barricaderi’- non è stata ancora inviata nell’attesa di comprendere le intenzioni di Conte. Ma non indietreggeremo di un centimetro, Casaleggio in questi anni è stato un partito nel partito e bisogna mettere fine a questo scempio. Renderlo un fornitore di servizi esterno non può bastare, le ingerenze ci sarebbero comunque”. 

Da qui, l’idea di chiedere a Crimi la possibilità di disiscriversi dall’associazione Rousseau restando comunque all’interno del Movimento, iniziativa assunta da diverse decine di parlamentari subito dopo il lancio del manifesto ControVento. “Casaleggio ha scuffiato – ironizza un big del M5S- possiamo rivolgerci ad altre società che possono offrirci un servizio simile, non esiste solo Rousseau. La mail che è rimasta in ‘canna’ per Crimi la invieremo a Conte, ma di restare con Casaleggio non se ne parla”. Una bella gatta da pelare e non la sola per l’ex presidente del Consiglio. 

Che, riferiscono i beninformati, non avrebbe nessuna intenzione di ritagliarsi un ruolo in Parlamento correndo per il collegio di Siena, rimasto vacante dopo l’addio, per incompatibilità, dell’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Nessuna candidatura all’orizzonte per Conte, convinto anche dell’importanza di non entrare in rotta di collisione con gli alleati del Pd. 

Sbircia la Notizia Magazine unisce le forze con la Adnkronos, l'agenzia di stampa numero uno in Italia, per fornire ai propri lettori un'informazione sempre aggiornata e di alta affidabilità.

Politica

Migranti, Piantedosi: “Decreto flussi sarà dpcm”

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Il decreto flussi “non andrà in Cdm ma verrà poi recepito in un Dpcm”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a margine di un convegno a Roma. “Ci stiamo lavorando con i colleghi di governo, è un lavoro di coordinamento. L’importante – ha sottolineato – è farlo bene e nei tempi giusti”.  

E sull’ipotesi che possa essere pronto entro il 2022, ha aggiunto: “Stiamo lavorando per bruciare i tempi. Il Governo purtroppo è salito a bordo da pochissimo”. 

Continua a leggere

Politica

Lunedì e martedì ‘L’Italia delle Regioni’ con Mattarella e collegamento Meloni – Guarda la diretta a partire da Lunedì 5 dicembre alle ore 10.30

Pubblicato

il

(Adnkronos) –

Il 5 e 6 dicembre si terrà la prima edizione de “L’Italia delle Regioni”: l’evento organizzato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per valorizzare la ricchezza, l’identità e la specificità dei territori italiani. Per la prima volta le Regioni, snodo chiave tra dimensione statuale e locale, anche alla luce dei nuovi scenari geopolitici che avanzano, si danno appuntamento all’interno di una cornice di alta caratura istituzionale per promuovere una riflessione articolata sulle prospettive del nuovo regionalismo nel nostro Paese. 

L’iniziativa, che avrà cadenza annuale, rappresenta una importante occasione per avviare un ampio confronto istituzionale con gli interlocutori di riferimento, pubblici e privati, con l’obiettivo di elaborare e costruire proposte utili a potenziare il ruolo e le diverse identità delle venti Regioni e delle due Province autonome che compongono l’Italia. Il fil rouge della due giorni sarà il tema delle reti nelle sue diverse articolazioni – infrastrutturali, energetiche, sociali, sanitarie, digitali – per dare vita ad una piattaforma di posizionamento strategico delle Regioni rispetto alle politiche del prossimo futuro. 

La manifestazione è organizzata, in questa prima edizione, in collaborazione con Regione Lombardia che ospiterà all’interno della propria sede la prima giornata di lavori a Palazzo Lombardia a Milano. Il giorno successivo si svolgerà, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, presso la Villa Reale di Monza. 

Il Festival, che vedrà la partecipazione dei Presidenti di tutte le Regioni e delle Province autonome, è così articolato: 

– 5 dicembre – Sala Biagi, Palazzo Lombardia a Milano 

La mattinata sarà aperta dal Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che farà gli onori di casa e, dopo la relazione del Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, vivrà un momento collegiale che si svolgerà alla presenza del Ministro degli Affari regionali e le Autonomie, Sen. Roberto Calderoli e del Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, On. Raffaele Fitto. 

Alle 11 interviene in video collegamento il Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Giorgia Meloni. 

Ore 12 Punto stampa. 

Alla ripresa dei lavori – ore 14,30 – l’intervento in video collegamento del Vice Presidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Sen. Matteo Salvini. 

Nel pomeriggio si terranno cinque tavoli tematici di lavoro (sessione ad inviti) a cui prenderanno parte i Presidenti e gli Assessori regionali, gli stakeholders nazionali e dei territori che lavoreranno seguendo un comune filo conduttore verso uno sviluppo nazionale equilibrato che deve necessariamente tenere conto delle piattaforme territoriali. 

I temi individuati all’interno di focus group, organizzati nel periodo di avvicinamento al Festival e coordinati dal sociologo Aldo Bonomi, sono i seguenti: 

1. Le Regioni e le reti. Oggi lo sviluppo economico, sociale e civile delle città, dei territori, delle imprese e delle filiere dipende sempre più da investimenti in infrastrutture, materiali ed immateriali, intese come beni di valenza collettiva. Coordina: Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria. 

2. Il modello dell’urbano – regionale. Come le Regioni possono tenere assieme città e territori. Un nuovo modello di regionalismo come fattore di interconnessione del territorio della società italiana. Coordina: Donato Toma, Presidente della Regione Molise. 

3. Welfare ed equilibri sociali: lavori, salute, formazione, demografia. Affinché ci possa essere uno sviluppo più equo della società, occorre trovare un nuovo equilibrio tra welfare e territorio, coinvolgendo in forme nuove il complesso di corpi intermedi e organizzazioni che si occupano di coesione sociale. Coordina: Donatella Tesei, Presidente della Regione Umbria. 

4. Terra e territorio. L’ambiente. La terra va raccontata nel suo intreccio storico con il territorio attraverso i temi dell’agricoltura, del turismo e della sostenibilità ambientale. Coordina: Marco Marsilio, Presidente della Regione Abruzzo. 

5. Geopolitica, Europa e PNRR. Individuare il contributo delle Regioni nell’attuazione concreta degli obiettivi e delle missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in un’ottica di collaborazione e di sussidiarietà e nel governo della trasformazione in atto a livello globale. Coordina: Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte. 

Al termine dei lavori preparatori, ogni tavolo produrrà un documento che sarà la traccia di un’unica proposta finale, espressione plenaria del lavoro svolto. Gli esiti verranno presentati dal Segretario Generale della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Alessia Grillo, all’interno di una tavola rotonda coordinata da Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana. 

Alle ore 17,30 seguirà l’intervento del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani. 

A seguire ii Presidenti e gli Assessori regionali si sposteranno presso la Fiera di Milano-Rho in visita alla manifestazione internazionale “Artigiano in Fiera” in corso a Milano, per un momento di promozione delle proprie “eccellenze” e sviluppare relazioni tra territori, cittadini e imprese. 

– 6 dicembre – Villa Reale, Monza 

La seconda giornata si aprirà con gli interventi di Michele Emiliano e Massimiliano Fedriga, rispettivamente Vice Presidente e Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e proseguirà con una sessione plenaria durante la quale verranno presentati gli esiti dei tavoli di lavoro del giorno precedente.  

La Cerimonia proseguirà con la firma, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dell’Intesa sottoscritta tra tutti i Presidenti per il riconoscimento della Conferenza delle Regioni quale organo comune delle Regioni e Province autonome. Al termine della giornata ci sarà un simbolico passaggio di consegne tra Lombardia e Piemonte, Regione che ospiterà nel 2023 la seconda edizione del Festival. 

La due giorni di Festival, ad eccezione del pomeriggio del 5 dicembre in cui i tavoli di lavoro saranno a porte chiuse, verrà trasmessa in streaming sul sito della Conferenza delle Regioni http://www.regioni.it, sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/conferenzadelleregioni e sul canale YouTube: https://youtube.com/@Regioni_it. 

L’evento, sarà raccontato anche sui canali social Facebook e Twitter della Conferenza delle Regioni. L’hashtag ufficiale dell’evento è #ItaliadelleRegioni. 

 

Continua a leggere

Politica

Ucraina, Floridia (M5s): “Dl armi? Ottenuto rispetto ruolo Parlamento ma resta nostro no”

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Il primo decreto del governo Meloni per l’invio di armi in Ucraina non sarà appoggiato dal Movimento 5 Stelle. “Dopo mesi che chiedevamo che il Parlamento non fosse esautorato, e che ci fosse un dibattito sul nuovo invio di armi finalmente abbiamo ottenuto questo risultato. Ci sarà un dibattito parlamentare e la Meloni dovrà spiegare le strategie dell’Italia e cosa vorrà fare il suo governo su questo fronte – riferisce Barbara Floridia all’Adnkronos, capogruppo M5s al Senato – Detto questo la nostra posizione nel merito rimane sempre la stessa: dopo una fase iniziale dove le armi servivano per un meccanismo di legittima difesa del popolo ucraino in base all’articolo 51 delle Nazioni Unite, da mesi chiediamo che si lavori su un’escalation diplomatica. Il nostro sarà dunque un voto negativo”.  

Continua a leggere

Articoli recenti

Post popolari