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Politica

M5S, Conte stoppa i malumori: non voglio urne anticipate

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Da una parte il tema dei due mandati, dall’altra lo spettro delle urne anticipate. Questi i due nodi che stanno facendo fibrillare i gruppi grillini di Camera e Senato, riuniti ieri sera nell’Aula dei gruppi parlamentari di Montecitorio per assistere al battesimo della squadra dei nuovi cinque vicepresidenti M5S scelti da Giuseppe Conte. Il leader pentastellato ha illustrato la road map per il rilancio del Movimento, chiedendo compattezza ai suoi: “Vedo trasparire manifestazioni di insofferenza” ma “non è il momento di piangerci addosso”. Obiettivo dell’ex premier, tamponare il dissenso interno in vista della delicata partita per il Quirinale. Il timore di molti eletti, infatti, è che Conte voglia sfilarsi dall’esecutivo Draghi subito dopo l’elezione del Presidente della Repubblica.  

A dare sfogo a queste paure è stato l’ex ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, che ha chiesto all’avvocato di Volturara Appula di chiarire le sue intenzioni sulla permanenza del M5S nel governo. Non voglio il voto anticipato, il ragionamento espresso da Conte, che dopo l’assemblea, ai microfoni dell’Adnkronos, ha chiarito il suo pensiero: “Noi non facciamo calcoli di convenienza e di tornaconto personale. Noi responsabilmente, nel momento di massima difficoltà, non abbiamo girato le spalle agli italiani e abbiamo deciso di sostenere questo governo per due obiettivi: proteggere la salute dei cittadini, far ripartire l’Italia e quindi attuare il Pnrr. Quindi – ha rimarcato l’ex presidente del Consiglio – fino a quando questi due obiettivi saranno perseguiti, noi ci siamo”. 

Ma ad agitare i sonni della truppa parlamentare stellata è anche l’annosa questione delle ricandidature: la regola dei due mandati rischia di falcidiare gli eletti al ‘secondo giro’, e quindi tutta la vecchia guardia M5S. Interpellato sul tema durante la ‘congiunta’, Conte ha ribadito che l’ultima parola spetterà alla base con una consultazione online, senza specificare quando ci sarà la votazione. Allo stesso tempo, però, secondo quanto apprende l’Adnkronos, l’ex inquilino di Palazzo Chigi avrebbe lasciato aperto in ogni caso uno spiraglio per i deputati e senatori a rischio (complice anche la riforma del taglio dei parlamentari, che ridurrà, e non di poco, i posti a disposizione). Bisogna stare tranquilli perché c’è spazio per tutti, il mantra di Conte ripetuto anche nell’assemblea di giovedì: il Movimento dovrà diventare una grande famiglia, ha sottolineato il presidente, il quale ha ipotizzato un ‘recupero’ degli eletti uscenti in altri livelli istituzionali (dai Consigli regionali a quelli comunali). 

Il prossimo appuntamento sarà quello delle elezioni provinciali, previste per il prossimo 18 dicembre: il M5S ha sempre disertato questo appuntamento, ma in occasione degli ultimi Stati generali gli iscritti hanno dato il loro assenso alla partecipazione del M5S a questa competizione elettorale. “Dobbiamo organizzarci perché il tempo stringe”, scalpitano fonti grilline. 

I territori saranno il vero banco di prova della ricostruzione del M5S avviata da Conte. Per ora il rapporto con le realtà territoriali rappresenta una delle tante note dolenti per il Movimento, come evidenziato dallo stesso ex premier nella sua analisi del voto amministrativo: basta con “l’illusione comunicativa generata dai social”, è tempo di “tornare sui territori per guardare negli occhi i cittadini”, l’invito del leader. La gestione della partita delle comunali ha scontentato molti parlamentari, che ora chiedono un cambio di passo in vista delle nomine dei nuovi referenti locali.  

“In Emilia Romagna – ha attaccato la deputata riminese Giulia Sarti – il M5S ha dimezzato i consensi perché ha inseguito il Pd”. A Napoli invece, l’affondo di Spadafora, i “veti incrociati” hanno impedito candidature di “persone di valore”: per il deputato di Afragola quella nel capoluogo campano “non è una vittoria, ha vinto Manfredi ma in coalizione siamo in tre”. Malumori che si sommano ai mugugni con cui molti parlamentari hanno ‘salutato’ i cinque vice di Conte (Paola Taverna, Mario Turco, Riccardo Ricciardi, Michele Gubitosa e Alessandra Todde): non pochi eletti ieri sera, dopo l’annuncio della nuova squadra, hanno deciso di abbandonare l’Aula dove era in corso la riunione. “Ma alle nostre assemblee succede sempre così: molti vanno via prima della fine…”, osserva un pentastellato. (di Antonio Atte) 

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Sicilia, alla Festa Tricolore scontro tra Miccichè e Falcone

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(Adnkronos) – Momenti di tensione alla Festa Tricolore di Fdi a Catania dove c’è stato uno scontro dai toni molto accesi tra il coordinatore regionale di Fi Gianfranco Miccichè e l’assessore regionale all’Economia Marco Falcone, sempre di Forza Italia. Tra i due volano gli stracci. “Sei un imbroglione”, attacca Miccichè e Falcone risponde: “No, sono cinque anni che rompi le scatole alla Sicilia. Perché non è possibile che prima era Musumeci che non andava e poi Schifani. E che ogni assessore facesse disastri”. E Miccichè: “Non dire bugie!”.  

Falcone replica: “Miccichè dovrebbe prima mettersi d’accordo con se stesso. Non siamo stati noi a metterlo fuori dalla maggioranza, ma è stato lui stesso. Quando ha detto ‘Non mi riconosco in questa maggioranza”. E prosegue: “Un’ora prima dell’elezione di Galvagno ha detto: ‘Confermo che non mi sento fare parte di questa maggioranza e non lo voterò. Lui ci ha detto di avere votato scheda bianca”. Poi si rivolge a Miccichè direttamente e dice: Tu sei convinto di non dire bugie, solo tu ritieni di essere un uomo integro”. E ribadisce: “Te ne devi andare a casa”. A quel punto Miccichè si alza dal palco e vuole andare via: “Proprio per evitare questo clima credo sia corretto che io vada via, perché ribadisco che non si devono dire le bugie. Siccome sono in un posto che non è casa mia, credo sia più giusto e corretto alzarmi e andare via. Chiedo scusa”. Ma ad invitarlo a restare è il Presidente dell’Ars anche lui sul palco. E alla fine il dibattito prosegue con toni più calmi. Ma il clima in sala resta tesissimo.  

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Migranti, Piantedosi: “Decreto flussi sarà dpcm”

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(Adnkronos) – Il decreto flussi “non andrà in Cdm ma verrà poi recepito in un Dpcm”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a margine di un convegno a Roma. “Ci stiamo lavorando con i colleghi di governo, è un lavoro di coordinamento. L’importante – ha sottolineato – è farlo bene e nei tempi giusti”.  

E sull’ipotesi che possa essere pronto entro il 2022, ha aggiunto: “Stiamo lavorando per bruciare i tempi. Il Governo purtroppo è salito a bordo da pochissimo”. 

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Lunedì e martedì ‘L’Italia delle Regioni’ con Mattarella e collegamento Meloni – Guarda la diretta a partire da Lunedì 5 dicembre alle ore 10.30

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(Adnkronos) –

Il 5 e 6 dicembre si terrà la prima edizione de “L’Italia delle Regioni”: l’evento organizzato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per valorizzare la ricchezza, l’identità e la specificità dei territori italiani. Per la prima volta le Regioni, snodo chiave tra dimensione statuale e locale, anche alla luce dei nuovi scenari geopolitici che avanzano, si danno appuntamento all’interno di una cornice di alta caratura istituzionale per promuovere una riflessione articolata sulle prospettive del nuovo regionalismo nel nostro Paese. 

L’iniziativa, che avrà cadenza annuale, rappresenta una importante occasione per avviare un ampio confronto istituzionale con gli interlocutori di riferimento, pubblici e privati, con l’obiettivo di elaborare e costruire proposte utili a potenziare il ruolo e le diverse identità delle venti Regioni e delle due Province autonome che compongono l’Italia. Il fil rouge della due giorni sarà il tema delle reti nelle sue diverse articolazioni – infrastrutturali, energetiche, sociali, sanitarie, digitali – per dare vita ad una piattaforma di posizionamento strategico delle Regioni rispetto alle politiche del prossimo futuro. 

La manifestazione è organizzata, in questa prima edizione, in collaborazione con Regione Lombardia che ospiterà all’interno della propria sede la prima giornata di lavori a Palazzo Lombardia a Milano. Il giorno successivo si svolgerà, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, presso la Villa Reale di Monza. 

Il Festival, che vedrà la partecipazione dei Presidenti di tutte le Regioni e delle Province autonome, è così articolato: 

– 5 dicembre – Sala Biagi, Palazzo Lombardia a Milano 

La mattinata sarà aperta dal Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che farà gli onori di casa e, dopo la relazione del Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, vivrà un momento collegiale che si svolgerà alla presenza del Ministro degli Affari regionali e le Autonomie, Sen. Roberto Calderoli e del Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, On. Raffaele Fitto. 

Alle 11 interviene in video collegamento il Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Giorgia Meloni. 

Ore 12 Punto stampa. 

Alla ripresa dei lavori – ore 14,30 – l’intervento in video collegamento del Vice Presidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Sen. Matteo Salvini. 

Nel pomeriggio si terranno cinque tavoli tematici di lavoro (sessione ad inviti) a cui prenderanno parte i Presidenti e gli Assessori regionali, gli stakeholders nazionali e dei territori che lavoreranno seguendo un comune filo conduttore verso uno sviluppo nazionale equilibrato che deve necessariamente tenere conto delle piattaforme territoriali. 

I temi individuati all’interno di focus group, organizzati nel periodo di avvicinamento al Festival e coordinati dal sociologo Aldo Bonomi, sono i seguenti: 

1. Le Regioni e le reti. Oggi lo sviluppo economico, sociale e civile delle città, dei territori, delle imprese e delle filiere dipende sempre più da investimenti in infrastrutture, materiali ed immateriali, intese come beni di valenza collettiva. Coordina: Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria. 

2. Il modello dell’urbano – regionale. Come le Regioni possono tenere assieme città e territori. Un nuovo modello di regionalismo come fattore di interconnessione del territorio della società italiana. Coordina: Donato Toma, Presidente della Regione Molise. 

3. Welfare ed equilibri sociali: lavori, salute, formazione, demografia. Affinché ci possa essere uno sviluppo più equo della società, occorre trovare un nuovo equilibrio tra welfare e territorio, coinvolgendo in forme nuove il complesso di corpi intermedi e organizzazioni che si occupano di coesione sociale. Coordina: Donatella Tesei, Presidente della Regione Umbria. 

4. Terra e territorio. L’ambiente. La terra va raccontata nel suo intreccio storico con il territorio attraverso i temi dell’agricoltura, del turismo e della sostenibilità ambientale. Coordina: Marco Marsilio, Presidente della Regione Abruzzo. 

5. Geopolitica, Europa e PNRR. Individuare il contributo delle Regioni nell’attuazione concreta degli obiettivi e delle missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in un’ottica di collaborazione e di sussidiarietà e nel governo della trasformazione in atto a livello globale. Coordina: Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte. 

Al termine dei lavori preparatori, ogni tavolo produrrà un documento che sarà la traccia di un’unica proposta finale, espressione plenaria del lavoro svolto. Gli esiti verranno presentati dal Segretario Generale della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Alessia Grillo, all’interno di una tavola rotonda coordinata da Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana. 

Alle ore 17,30 seguirà l’intervento del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani. 

A seguire ii Presidenti e gli Assessori regionali si sposteranno presso la Fiera di Milano-Rho in visita alla manifestazione internazionale “Artigiano in Fiera” in corso a Milano, per un momento di promozione delle proprie “eccellenze” e sviluppare relazioni tra territori, cittadini e imprese. 

– 6 dicembre – Villa Reale, Monza 

La seconda giornata si aprirà con gli interventi di Michele Emiliano e Massimiliano Fedriga, rispettivamente Vice Presidente e Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e proseguirà con una sessione plenaria durante la quale verranno presentati gli esiti dei tavoli di lavoro del giorno precedente.  

La Cerimonia proseguirà con la firma, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dell’Intesa sottoscritta tra tutti i Presidenti per il riconoscimento della Conferenza delle Regioni quale organo comune delle Regioni e Province autonome. Al termine della giornata ci sarà un simbolico passaggio di consegne tra Lombardia e Piemonte, Regione che ospiterà nel 2023 la seconda edizione del Festival. 

La due giorni di Festival, ad eccezione del pomeriggio del 5 dicembre in cui i tavoli di lavoro saranno a porte chiuse, verrà trasmessa in streaming sul sito della Conferenza delle Regioni http://www.regioni.it, sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/conferenzadelleregioni e sul canale YouTube: https://youtube.com/@Regioni_it. 

L’evento, sarà raccontato anche sui canali social Facebook e Twitter della Conferenza delle Regioni. L’hashtag ufficiale dell’evento è #ItaliadelleRegioni. 

 

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