Luxuria: “La guerra è una tragedia che fa piangere, altrimenti parole patriarca Mosca farebbero ridere”


“Qualche giorno fa a Praga sono salita su un treno che proveniva dalla Polonia. Nel mio convoglio c’era una donna dal volto triste con i suoi due figli, più spensierati di lei mentre guardavano il paesaggio oltre il finestrino. Quando sono scesi, sono stati accolti come rifugiati da alcune persone con la bandiera ucraina che li attendavano sulla banchina. Se avessi saputo prima il Paese da cui quella madre proveniva, l’avrei abbracciata. Di fronte a fatti del genere e alla tragedia che vediamo sugli schermi, c’è davvero da piangere per le parole di giustificazione della guerra del patriarca di Mosca, altrimenti le sue motivazioni farebbero ridere”. Parlando con l’Adnkronos, Vladimir Luxuria si dice “stupita e rattristata” per le parole pronunciate dal patriarca Kirill domenica scorsa: “Dopo le considerazioni di papa Francesco, che ha condannato il conflitto, senza se e senza ma, mi sarei aspettata un altrettanto rapida e unanime condanna da parte di tutti i leader religiosi. Il silenzio è stato invece interrotto dal patriarca per giustificare la guerra del suo amico Putin, che mi farebbe ridere se non ci fosse da piangere”.  

Nel suo sermone domenicale, il patriarca di Mosca, noto per la sua posizione filoputiniana, aveva appoggiato il conflitto in atto, definendo quella russa all’Ucraina come una guerra alle lobby gay e “alla cultura antropologicamente decadente dei paesi occidentali” e sostenendo la necessità di lottare contro i modelli di vita promossi dai gay pride, che a suo parere proporrebbero “il peccato come esempio o come uno dei modelli di comportamento umano”.  

“Se non ci fosse da piangere nell’assistere a questa tragedia – spiega Luxuria – ci sarebbe da ridere, anche perché non è affatto vero che l’Ucraina è un faro per i diritti Lgbt. L’ultimo pride nel Paese era controllato da un cordone di polizia, non ci sono leggi e i diritti fanno fatica ad affermarsi: il sermone di Kirill si è riferito alla nostra comunità allo scopo, ancora una volta, di giustificare l’ingiustificabile, una guerra assurda mossa da un liberticida che spero da ora in poi sia considerato in maniera diversa da tutti coloro che lo avevano visto come una possibilità per la democrazia”.  

(di Cristiano Camera) 

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