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Finanza

L’Opec affonda Piazza Affari, in rialzo Stm

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La decisione dell’Opec+ di varare un maxi-taglio della produzione di petrolio (fino a 2 milioni di barili in meno al giorno, come mai da due anni a questa parte) affonda le Borse europee e Wall Street. Inoltre l’agenzia Moody’s minaccia un taglio al rating sull’Italia se la crescita sarà debole, che può significare un aumento del costo del debito, già difficilmente sostenibile per il nostro Paese. Il Ftse Mib, così, chiude perdendo l’1,52%, a 21.360,72 punti. Risalgono anche lo spread tra Btp e Bund tedeschi, viaggiando attorno ai 240 punti base, e il rendimento del titolo a 10 anni, che tocca il 4,4%.  

Sul listino principale di Piazza Affari il rialzo del Brent e del Wti sul greggio fa guadagnare ad Eni l’1,59%. Tenaris è in lieve aumento (+0,45%), mentre Saipem realizza un vero e proprio balzo (+8,56%). Tuttavia, secondo alcuni trader, il titolo era stato molto venduto prima e dopo l’aumento di capitale e quindi si tratterebbe di ricoperture. Non riesce invece ad ottenere risultati positivi il settore delle utilities, con Enel che perde il 3,18%, Hera il 5,08% e A2A il 3,86%. 

Male anche i bancari, in particolare Unicredit (-2,31%), Intesa Sanpaolo (-2,62%) e Banco Bpm (-3,20%). In controtendenza Banca Generali (+1,62%). Per il resto risultati negativi pure per Pirelli (-4,08%), Tim (-4,03%), Stellantis (-2,37%), Recordati (-3,72%), mentre avanza Stm (+1,47%). La società ha annunciato la costruzione di un impianto integrato per la produzione di substrati in carburo di silicio (Sic) in Italia per applicazioni automotive e industriali. Si tratta di un investimento da 730 milioni di euro, con 292,5 milioni che arriveranno dallo Stato tramite il Pnrr. (in collaborazione con Money.it) 

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Finanza

Piazza Affari non migliora, Saipem affonda

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(Adnkronos) – Nuova giornata negativa per Piazza Affari e tutte le borse europee, in scia con lo scivolone di ieri per i timori di un inasprimento della politica monetaria della Fed sui tassi d’interesse, visti i dati macroeconomici americani, soprattutto sull’occupazione, migliori delle attese. Il prezzo del gas rimane decisamente alto, attorno ai 135 euro al megawattora. In calo, invece, le quotazioni internazionali del petrolio, con il Brent e il Wti che scendono di oltre l’1,5%. L’euro si riporta a 1,05 dollari. 

A Milano il Ftse Mib perde l’1,15% e chiude a 24.265,45 punti. Rimane stabile lo spread tra Btp e Bund tedeschi, attorno ai 185 punti base. Non varia in modo significativo nemmeno il rendimento del titolo decennale, che viaggia attorno al 3,7%. Sul listino principale di Piazza Affari in positivo Unicredit (+0,69%). L’istituto beneficia del giudizio positivo di Jp Morgan, i cui analisti hanno alzato il target price da 15 a 16 euro. Gli esperti hanno poi confermato l’indicazione di acquisto delle azioni. Bene anche Prysmian (+0,42%), Leonardo (+0,76%) ed Erg (+0,54%). 

In coda, invece, Saipem (-2,68%), che ha esercitato l’opzione di acquisto relativa a Santorini, che sta operando nella flotta del gruppo sulla base di un contratto di noleggio a lungo termine. Il prezzo dell’opzione di acquisto è pari a 230 milioni di dollari. In negativo, poi, Iveco (-2,91%), Finecobank (-2,39%), Ferrari (-2,55%), Diasorin (-3,43%), Amplifon (-2,95%), Nexi (-3,09%) e Recordati (-2,37%). (in collaborazione con Money.it) 

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Coronavirus

Borsa Milano, oggi Piazza Affari in negativo: in arrivo stretta della Fed?

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(Adnkronos) – La settimana inizia all’insegna del sentiment negativo sulle Piazze europee. Gli entusiasmi degli investitori per l’ammorbidimento delle restrizioni Covid in Cina sono frenati molto dalle paure per le prossime mosse della Fed sui tassi d’interesse. L’economia statunitense si mostra più in salute del previsto e questo potrebbe spingere la Banca centrale americana a stringere fin sopra il 5%.  

L’euro, quindi, si indebolisce e torna molto vicino al dollaro. Quanto al gas in mattinata il prezzo si avvicina ai 150 euro al megawattora, sui timori di un inverno più freddo del previsto nel Nord Europa e nel Regno Unito, poi il valore scende attorno ai 135 euro al megawattora. Il prezzo del petrolio, invece, corre, spinto dalle attese per la riapertura della Cina, nonostante la decisione dell’Opec+ di prendere un po’ di tempo e monitorare gli effetti del price cap al petrolio russo e la situazione di Pechino, prima di procedere eventualmente con nuovi tagli alla produzione. 

A Milano il Ftse Mib perde lo 0,30% e chiude a 24.547,84 punti. In netto calo, però, lo spread tra Btp e Bund tedeschi, attorno ai 185 punti base. Scende anche il rendimento del titolo decennale, attorno al 3,7%. Sul listino principale di Piazza Affari in positivo Saipem (+2,30%). L’agenzia S&P Global ha innalzato di un livello il rating sul debito a lungo termine del gruppo, portandolo a “BB+”. Gli esperti, poi, hanno rivisto l’outlook, ora fissato a “stabile”. In rialzo anche Iveco (+0,50%) e A2a (+0,61%). 

In coda, invece, Nexi (-3,94%), Amplifon (-2,52%), Pirelli (-0,87%) e Tim (-1,38%). Per quest’ultima rimane forte incertezza attorno al futuro della rete unica. (in collaborazione con Money.it) 

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Coronavirus

Piazza Affari torna in calo con il boom di occupati Usa

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(Adnkronos) – Chiusura di settimana negativa per Piazza Affari e la maggior parte delle Borse europee, dopo il crollo azionario asiatico. Il sentiment generale degli investitori è tornato negativo, dopo le buone notizie delle incertezze sulle mosse delle Fed sui tassi di interesse e la possibile riduzione delle restrizioni Covid in Cina.  

A novembre, infatti, negli Stati Uniti sono stati creati 263mila posti di lavoro, più dei 200mila attesi dagli analisti e questo potrebbe spingere la Fed a continuare con le politiche monetarie aggressive. Secondo Filippo Diodovich, senior market strategist di IG Italia, la reazione sui mercati è stata significativa perché ora per gli investitori le probabilità di un aumento dei tassi contenuto a 50 punti base sono molto meno di prima. Contemporaneamente, però, Putin ha nuovamente aperto a un colloquio di pace con l’Ucraina, anche se la base di un possibile accordo, secondo il Cremlino, è ostacolato dalle posizioni degli Stati Uniti. 

A Milano il Ftse Mib perde lo 0,26% e chiude a 24.414,63 punti. Risale lo spread tra Btp e Bund tedeschi, ma rimane entro i 190 punti base. Sale anche il rendimento del titolo decennale, attorno al 3,8%. Sul listino principale di Piazza Affari in positivo Amplifon (+3,22%), Banca Generali (+2,38%), Azimut (+1,86%), Campari (+1,99%) e Fineco (+1,94%). 

In coda, invece, Tim (-2,06%), dopo la forte volatilità delle ultime due sedute, con l’oramai praticamente certa esclusione di un’Opa totalitaria. Stellantis perde poi il 2,05% nonostante i dati sulle immatricolazioni di novembre in crescita rispetto allo stesso periodo del 2021. Male anche i petroliferi, visto il calo del prezzo del greggio. Eni perde l’1,40%, Tenaris l’1,65%. (in collaborazione con Money.it) 

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