Lidl, in Italia generato valore aggiunto di 3,5 mld annui


“Lo studio realizzato dalla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi sull’impatto di Lidl Italia sul territorio nazionale è molto oggettivo ed è partito da alcuni elementi che connotano il sistema economico-sociale del nostro Paese, come le piccole dimensioni delle nostre imprese, lo sviluppo economico a macchia di leopardo nelle nostre diverse regioni e una occupazione non necessariamente allineata con la media europea”. Lo ha detto Maurizio Dallocchio, Professore di Corporate Finance presso Sda e Università Bocconi, in occasione della conferenza stampa “Insieme per uno sviluppo sostenibile: persone, prodotti, investimenti”, presentando lo studio “Il contributo di Lidl al Sistema Italia”, realizzato dalla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi. 

“Abbiamo cercato di capire se in tutti questi anni Lidl abbia aiutato a compensare alcuni degli elementi di svantaggio che l’Italia manifesta internazionalmente e siamo stati molto stupiti perché abbiamo scoperto che Lidl favorisce in modo significativo l’internazionalizzazione delle imprese italiane, soprattutto nel campo del food – ha aggiunto Dallocchio – che è virtuosa sotto il profilo delle imposte, pagando in cinque anni (dal 2016 al 2021) imposte che sarebbero stati sufficienti a finanziare tre anni di attività del Comune di Milano nel campo artistico e culturale e che genera un valore aggiunto su base annua nell’ordine dei 3,5 miliardi, del 3% superiore alla media degli ‘animali similari’”. 

“Inoltre – ha concluso Dallocchio – Lidl Italia dimostra un impegno profondo e costante anche sotto il profilo del welfare, della sostenibilità e degli investimenti. Per questo riteniamo che si tratti di un modello di business da imitare”. 

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