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Politica

Libri, ‘Fondata sul lavoro’:”La spy story del costituzionalista Celotto sull’art.1 della Carta”

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Tra spy story e feuilleton, in un’atmosfera noir venata d’ironia: si colloca in questa terra di mezzo il romanzo di Alfonso Celotto “Fondata sul lavoro” (Mondadori) ambientato a Roma nei giorni concitati delle sedute dell’Assemblea Costituente. Il titolo richiama l’articolo 1 della Carta, che diventa approdo, in un singolare quanto immaginario incontro tra grande storia e piccole storie individuali, di una trama che parte da una vicenda d’amore tra due giovani, Marcello e Carmela, e si dipana tra segreti, e quindi ricatti di Stato, dove la posta in gioco è la Costituzione.  

I comprimari sono nomi del calibro di Togliatti, Terracini, De Gasperi, e altre figure di spicco della vicenda repubblicana, alle prese nel 1947 con la rivalità tra Dc e PCI all’interno, e con quella tra anglo-americani e sovietici all’esterno, con l’Italia che gli Anglo-americani vogliono “incardinare” costituzionalmente nell’Occidente, mentre i russi, forti anche della leva del maggior partito comunista, giocano la loro partita per scompaginare i disegni degli ex alleati nella guerra al nazismo e al fascismo. E lo fanno a suon di carte “proibite”, e colpi bassi, così come ci prova con gli stessi mezzi a rientrare nel giro che conta una spia ex fascista, ora odiata da tutti per aver tutti tradito.  

Scritto dal noto costituzionalista, il romanzo tratteggia solo per sommi capi, ma puntuale nello sviluppo della vicenda, i temi portanti dell’art.1 della Carta che emergono qua e là, in particolare, appunto, la formulazione relativa all’incipit: “L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro”. A dominare, con stile agile, è la tensione che pervade le vite degli individui, alle prese, a loro insaputa, con questioni infinitamente più grandi delle loro ambizioni. 

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Politica

Soldi serie A, Renzi: “Lotito mi attacca? Ha conflitto interessi grande come una casa”

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(Adnkronos) – “Soldi alla serie A. La mia Enews di ieri ha provocato molte polemiche sulla vicenda degli aiuti alla serie A. La mia posizione la conoscete: diamo quei soldi alle società sportive dei dilettanti e alla cultura”. Così Matteo Renzi nella enews. “Oggi mi ha attaccato su questo il senatore di Forza Italia Lotito, un uomo che ha un conflitto di interesse su questa vicenda grande come una casa, essendo anche proprietario della Lazio. Finché le società saranno gestite in modo chiuso come dimostra l’incapacità di incamerare risorse dai diritti televisivi, il calcio italiano sarà condannato a perdere. Anziché chiedere la rateizzazione a spese del contribuente, le aziende del calcio imparino a gestire bene i bilanci. E lascino i soldi a chi ne ha bisogno!”. 

“A proposito di TikTok. Il video della benzina e di Giorgia Meloni ha fatto il botto: oltre un milione e mezzo di visualizzazioni. Un milione e mezzo!!! Mi colpisce come una notizia che i grandi media non hanno voluto considerare possa diventare virale solo grazie a TikTok. Mi fa riflettere, molto riflettere. Ci sono notizie di cui i grandi media non parlano che diventano notizie solo per i social. Qui il link per Instagram, telegram, YouTube”, continua Renzi.  

Quanto alla vicenda autogrill, Renzi parla di “segreto di rustichella. Oggi Giuseppe Conte è intervenuto in una intervista al quotidiano l’Identità. Dice che viene a conoscenza del fatto quando sta finendo l’esperienza del governo. La cosa è interessante”. “Ma come faceva Conte a sapere dell’incontro all’autogrill con Mancini ‘verso la fine del suo governo’, quando la notizia diventa pubblica a maggio del 2021? A maggio 2021 il premier era già Draghi da tre mesi… strano, no? Conte si confonde oppure mente oppure nasconde qualcosa? La vicenda de Il Mostro continua a essere più attuale che mai…”.  

“Qualche ora di attesa e partirà finalmente il lavoro della federazione Italia Sul Serio, tra Azione e Italia Viva, con la guida di Carlo Calenda. Sono molto ottimista: questa squadra ci porterà ad un ottimo risultato alle Europee 2024”.  

 

 

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Coronavirus

Fedriga: ‘Non più differibile costituzionalizzazione Conferenze’

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(Adnkronos) – ”La costituzionalizzazione delle Conferenze ormai non è più differibile. Per questo ci impegneremo ad adottare ogni utile iniziativa per far rientrare nel solco costituzionale la disciplina dei rapporti tra lo Stato e le Regioni, per una più chiara ed efficiente definizione delle modalità di collaborazione nella definizione delle politiche pubbliche che richiedono sempre più compartecipazione”. Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, al Festival delle Regioni e delle Province autonome. 

”Come tutti sappiamo, il processo di attuazione della disciplina del Titolo V è rimasto parzialmente incompiuto: già all’indomani dell’entrata in vigore della riforma costituzionale, le Regioni evidenziarono al Governo l’opportunità di procedere immediatamente alla costituzionalizzazione del sistema delle Conferenze – ha aggiunto – Ma, a partire dal tentativo di riforma del 2005, sino a quello del 2016, l’assetto, come delineato dal legislatore del 1997, è rimasto immutato. Come si è visto nella prassi, queste sedi hanno acquisito un ruolo sempre maggiore nel dialogo tra centro e periferia, con il loro coinvolgimento, in numero sempre crescente, nei processi amministrativi e legislativi”. 

”Il rinnovato valore del dialogo, anche alimentato dalle vicende che hanno caratterizzato la gestione dell’emergenza da Coronavirus, ha restituito attualità al dibattito, mai veramente sopito, sulla necessità di rafforzare il sistema delle Conferenze, ampliandone i compiti e realizzando quell’effettivo coinvolgimento nella definizione delle principali politiche del Paese – ha spiegato Fedriga – In questo contesto, è da rimarcare il ruolo che progressivamente è venuta esercitando la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, che si è fatta carico della composizione delle diverse istanze regionali, per consentire l’adozione di posizioni comuni delle Regioni, in una logica pragmatica di spontanea propensione alla leale collaborazione”.  

”Non è comprensibile l’effettivo valore della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome senza la piena considerazione del raccordo che essa svolge, sia che si dipani verticalmente, in funzione di sintesi tra le istanze dei singoli enti nei confronti dello Stato, sia orizzontalmente – ha aggiunto – In tale ultimo frangente è ben evidente, infatti, che la Conferenza, nel solco della cooperazione interregionale, favorisce la diffusione delle migliori pratiche e dei migliori processi e sollecita, quindi, ad attingere a più adeguati livelli di efficienza, consentendo così la formazione di una sensibilità condivisa sull’idea di autonomia come autogoverno responsabile del proprio sviluppo”.  

”In questo contesto oggi, iniziamo a rendere strutturale, nel solco del dettato costituzionale, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che, per la sua centralità nella catena decisionale tra centro e periferia, rappresenta la sede che può avere un ruolo propulsivo nel processo di definizione di rinnovati assetti istituzionali di raccordo e cooperazione, innanzitutto tra le Regioni stesse – ha sottolineato – Proprio per questi motivi, noi Presidenti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, siamo oggi di fronte a Lei per sottoscrivere l’intesa ai sensi dell’articolo 117, ottavo comma, della Costituzione, al fine di rafforzare la collaborazione in tutte le competenze e le funzioni da esercitarsi negli ambiti di comune interesse, di conferire piena espressione istituzionale alla Conferenza delle Regioni, riconoscendone il ruolo fondamentale per l’interlocuzione con il Governo, con il Parlamento e le istituzioni comunitarie”. 

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Politica

Mattarella: ‘Intesa siglata è prima stipulata con consenso unanime Regioni’

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(Adnkronos) – “La giornata di oggi ha al centro l’intesa per il riconoscimento della Conferenza delle Regioni quale organo comune delle regioni e delle Province autonome. Desidero sottolineare come, per la prima volta, venga stipulata un’intesa con il consenso unanime delle regioni ai sensi dell’ottavo comma dell’articolo 117, della Costituzione. Una disposizione, quest’ultima, che riconosce alle Regioni la facoltà di stipulare intese, da ratificare con legge regionale, ‘per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con l’individuazione di organi comuni’. Si è compiuto un importante passo in avanti sulla strada della collaborazione, con l’esito di conferire maggior peso al sistema regionale, agevolando l’espressione di posizioni condivise”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo intervento all’evento ‘L’Italia delle Regioni’, in corso alla Villa Reale di Monza. 

 

Considerando “l’esigenza di assicurare la rapidità e la flessibilità degli interventi”, durante la fase della pandemia “sono stati riconosciuti alle Regioni poteri significativi, da esercitare nel quadro definito dal legislatore e consolidato attraverso le intese”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo intervento all’evento ‘L’Italia delle Regioni’, in corso alla Villa Reale di Monza. 

Alle Regioni, sottolinea Mattarella, “è stato chiesto di valutare e adottare misure tempestive in relazione a specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario verificatesi nel loro territorio. Questo peculiare ruolo riconosciuto alle Regioni, giustificato dal fatto che si era in presenza di un’emergenza di carattere prettamente sanitario, ha comportato un’assunzione di responsabilità politica in merito a scelte spesso non facili e compiute in un momento particolarmente drammatico per la vita dei nostri concittadini”. 

La circostanza che, insieme al governo e al Parlamento, le Regioni abbiano svolto “un ruolo altamente significativo” e vi siano state “forme di coinvolgimento” dei Comuni “ha alimentato la fiducia e l’adesione dei cittadini alle decisioni assunte, assai spesso di rilevante impatto sulla vita individuale e collettiva”. E in questa fase di estrema delicatezza, “la Conferenza delle Regioni ha svolto un ruolo di grande rilievo, costituendo per il governo un interlocutore fondamentale, in grado di mediare tra le diverse sensibilità regionali e di assicurare quell’unità di intenti e di posizioni indispensabile in un momento così critico per i cittadini”. La Conferenza, cioè, si è dimostrata “la sede idonea ad assumere decisioni e a individuare soluzioni con rapidità, rafforzando il consenso in merito a scelte, ripeto, non facili ma necessarie”. 

“Opportunamente il presidente Fedriga ha definito il Pnrr ‘un momento straordinario di potenziale sviluppo del nostro Paese’. Va apprezzata la disponibilità della Conferenza a contribuire all’attuazione del piano favorendo l’integrazione di tutte le politiche pubbliche e uno sviluppo omogeneo dei territori. La leale collaborazione e la disponibilità al dialogo, al confronto e alla collaborazione che le regioni manifestano meritano di essere fatte proprie da tutti nell’interesse dell’Italia”, conclude.  

 

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