Cronaca Politica

Lecce: “Non dobbiamo usare la pandemia come alibi per costruire muri”


Migranti: “Non dobbiamo usare la pandemia come alibi per costruire muri” il sindaco di Lecce, con queste nobili parole, rende ancora più accogliente la città del sud Italia famosa per la ricchezza e l’esuberanza del barocco tipicamente seicentesco.

Il consigliere comunale di questa città d’arte in Puglia, il dott. Carlo Salvemini, intende “riaffermare questo spirito di solidarietà con chi sbarca sulle nostre coste“. E molti dei suoi cittadini accolgono così, alle loro tavole, con gioia e rispetto, chi viene da lontano.

Il 24 agosto del 2019 è stato un giorno di festa nella città di Lecce, situata nel sud della Puglia, al centro del “tacco” dello “stivale” a undici chilometri dalla costa adriatica e ventitré dallo Jonio. Sant’Oronzo, protettore di questa città di circa 100.000 abitanti tradizionalmente tollerante e accogliente, si festeggia con immensa felicità…
Ma quest’anno il 24 agosto 2020 è stato speciale con la pandemia legata al Covid-19, Sant’Oronzo una festa “blindata”, niente processione, fiera e giostre…


Oggi domenica 27 settembre, l’Esimio Arcivescovo approfitta di questa situazione senza precedenti per ricordare ai cittadini che tutti sono sulla stessa barca: “Condividendo la stessa barca con i più poveri durante la tempesta, ci siamo resi conto che anche noi eravamo indigenti e che avevamo bisogno d’ aiuto“, dice l’Esimio Monsignor Michele Seccia nella sua omelia davanti a donne e uomini nati qui o altrove, vicini e lontani, bianchi o neri, ricchi o poveri. “A bordo di questa barca ci sono anche i nostri fratelli migranti“.

Più di duecento famiglie aprono con il cuore le loro case per il pranzo
Migranti dalla Siria, dalla Guinea, dall’Albania, sono diventati abitanti di Lecce grazie al sostegno di persone che hanno aperto loro le porte. L’accoglienza qui è una volontà politica. È quella del sindaco di sinistra del comune. “Dobbiamo riaffermare questo spirito di solidarietà, il principio della vicinanza a chi sbarca sulle nostre coste. Soprattutto, non usare la pandemia come alibi per costruire muri e barriere“, ha detto l’assessore dott. Carlo Salvemini, “Lecce, la nostra bellissima città, abbandonata oggi dai turisti a causa della crisi sanitaria, merita di essere conosciuta per la sua grandiosa umana ospitalità“.

La straordinaria associazione locale Arci Lecce, ad esempio, consente ai migranti di condividere i pasti nelle case di oltre duecento encomiabili famiglie di volontari. Due madri nigeriane, che hanno conosciuto il terrore in mare, vengono accolte ogni giorno con i loro figli presso la generosa famiglia ospitante. “Avevamo quasi dimenticato il calore di una famiglia, a scuola, le mie figlie stanno già sperimentando l’integrazione multiculturale. Voglio che sia così anche a casa e che imparino ad aprirsi agli altri. I nostri stessi genitori hanno dovuto emigrare e ci hanno insegnato il significato di accogliere, qualunque fosse la situazione. Tocca a noi accettare gli altri“, precisa il dott. Carlo Leo, anche lui emerito socio dell’Associazione.


I nostri più vivi complimenti attraverso un nobile pensiero dell’Illustre Filosofo e Scrittore Greco Platone: “Prima di pensare a cambiare il mondo, fare le rivoluzioni, meditare nuove costituzioni, stabilire un nuovo ordine, scendete prima di tutto nel vostro cuore, fatevi regnare l’ordine, l’armonia e la pace. Soltanto dopo, cercate delle anime che vi assomigliano e passate all’azione.” (Platone)


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *