Le utilities permettono a Piazza Affari di chiudere positiva


Piazza Affari ha terminato l’ultima seduta della settimana, la prima del secondo semestre (il primo per i maggiori listini si è chiuso in rosso di circa 20 punti percentuali), di poco sopra la parità. Dopo il +6,3% messo a segno a maggio dall’indice dei prezzi statunitense Pce, quello preferito dalla Federal Reserve, oggi è stata la volta dell’inflazione europea, salita più delle stime dall’8,1 all’8,6% (a giugno gli analisti avevano stimato un incremento all’8,4 per cento). 

Per quanto riguarda il nostro Paese, a giugno l’inflazione è cresciuta dell’1,2% su base mensile e dell’8% rispetto a 12 mesi prima. Per il dato annuo si tratta del livello massimo dal gennaio 1986 (quando segnò un +8,2%). 

A permettere al Ftse Mib di chiudere sopra la parità, oggi l’indice delle blue chip si è fermato a 21.354,65 punti (+0,28%), sono state le performance positive delle aziende di pubblica utilità: Telecom Italia ha segnato un +3,69%, A2A un +2,31%, Hera un +1,88% ed Enel un +1,78%. 

Denaro anche su Saipem (+8,3%), sempre pesantemente influenzata dall’aumento di capitale, Generali (+2,23%) e Leonardo (+1,9%). Incremento dello 0,18% per Atlantia che ha annunciato di aver finalizzato l’acquisizione della società Yunex Traffic per un corrispettivo finale di 950 milioni di euro. “Yunex Traffic è il più importante fornitore di soluzioni a livello globale nell’innovativo settore dell’Intelligent Transport Systems (Its) e della Smart Mobility, specializzato nello sviluppo e fornitura di piattaforme e soluzioni integrate, hardware e software, per operatori di infrastrutture di mobilità smart e sostenibile, sia a livello urbano che extraurbano”, riporta la nota della holding. 

Con l’eccezione di UniCredit (+0,17%), le banche, all’indomani del nuovo monito della Bce sui dividendi, hanno chiuso in rosso (-3,09% di Bper Banca, -2,36% di Banco Bpm e -0,7% di Intesa Sanpaolo).  

Per quanto riguarda i titoli di Stato, il rendimento del nostro Btp a 10 anni è sceso al 3,16% e lo spread con i titoli tedeschi è arretrato a 194 punti base. (In collaborazione con Money.it). 

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