Le banche spingono Piazza Affari, tonfo di Leonardo


Già positivo, il listino di Piazza Affari ha incrementato i guadagni nella seconda parte dopo le indicazioni positive arrivate da Oltreoceano. Archiviati i numeri positivi di JPMorgan e BlackRock, oggi sono state Wells Fargo, Citigroup e Bank of America a battere le attese.  

Buone nuove sono arrivate anche dai prezzi alla produzione, saliti meno del previsto a settembre, e dalle nuove richieste di sussidio di disoccupazione, scese per la prima volta dall’inizio della pandemia sotto quota 300 mila unità. 

In questo contesto, il nostro Ftse Mib ha chiuso sopra 26 mila a 26.277,57 punti, +1,23% rispetto al dato precedente. A guidare i rialzi è il comparto bancario: Banco Bpm (+4,33%) ha fatto registrare la performance migliore sul paniere delle blue chip in scia dell’avvio della copertura da parte di Jefferies con raccomandazione di acquisto e prezzo obiettivo a 3,5 euro. 

Denaro anche su Bper Banca (+1,78%), Mediobanca (+1,49%), Intesa Sanpaolo (+1,14%) e UniCredit (+0,5%). Quest’ultima ha diffuso il consenso degli analisti sul terzo trimestre: l’utile netto di Piazza Gae Aulenti è visto a 825 milioni di euro ed il margine di intermediazione a 4,26 miliardi (valori mediani). 

Giornata da dimenticare per Leonardo (-7,05%) che, secondo le indiscrezioni circolate nella seconda parte, avrebbe segnalato a Boeing la fabbricazione non corretta di alcune componenti del Boeing 787.  

Poco mosso a 106 punti base lo spread Btp-Bund (-0,5%). (In collaborazione con money.it) 

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