Lavoro: giovani vs anziani, per il 62% bloccano carriera


Lavoratori giovani vs lavoratori anziani: il 62% tra gli under 35 ritiene che gli over 50 blocchino le loro carriere. E il 59% è anche convinto che l’unica speranza per ‘crescere’, ad oggi, sia quella di andare all’estero. L’alternativa d’altra parte apre spazi solo alla ‘rassegnazione’ se il 18% dei ventenni italiani di oggi guardano già alla pensione come ad un obiettivo ‘irraggiungibile’, rispetto al 10% di quelli europei. A tratteggiare un quadro del conflitto intergenerazionale 4.0 è il rapporto dell’Osservatorio Europeo sulla Sicurezza, realizzato da Demos&Pi e Fondazione Unipolis. Il lavoro, e ancora di più l’offerta e la sua qualità, restano anche in generale tra i nodi economici di casa nostra: solo 1 italiano su 3, rispetto al 49% registrato in Europa, infatti, è soddisfatto delle opportunità che offre il mercato.  

I giovani dunque in maniera sempre più massiccia guardano all’estero. A trainare la mobilità transfrontaliera degli under 35 italiani che incoronano Lussemburgo, Svizzera e Uk, oltre che Germania e Irlanda, come paesi di elezione, soprattutto le retribuzioni ma anche le competenze offerte e la possibilità di lavorare da remoto. E’ uno studio di Indeed il motore di ricerca per offerte di lavoro, dal titolo evocativo “Brain gain or drain?”, a fotografare il fenomeno migratorio di mano d’opera che al termine della pandemia da Covid ha conosciuto un rinnovato slancio. 

Da aprile scorso il rimbalzo registrato nelle ricerche di lavoro transfrontaliere è stato del 38% al di sopra della media 2017-2019 a fronte del -31% del 2020 in piena emergenza virus. E in questo quadro l’Italia non appare così attrattiva: si posiziona al 14 esimo posto della classifica sui 21 paesi Ue esaminati. Competenze e retribuzioni erano già forti fattori trainanti prima della pandemia, sono le considerazioni del rapporto, considerato che a parità di altre condizioni “maggiore è la retribuzione, più alte saranno le candidature”. Tuttavia, anche fattori diversi dal mix retribuzione/competenze alimentano ulteriormente la mobilità transfrontaliera: l’aumento del lavoro da remoto, la carenza di manodopera ma anche gli aspetti geopolitici “pesano più di prima, annoa ancora Indeed.  

Così, mentre in Italia infuria il dibattito sulla mancanza di mano d’opera, soprattutto nel settore dei servizi, alcuni Paesi stanno già approfittando dell’aumento della ricerca e della mobilità internazionale per colmare il gap nell’offerta di lavoro nazionale. “Le imprese così si trovano a competere per i talenti in un mercato globale in cui i confini tradizionali sono caduti”, annota ancora il report. (di Alessandra Testorio) 

 

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