La tecnologia del vento e delle onde per il surf olimpico


A queste olimpiadi, nelle gare di surf e di vela, si sono registrati diversi approcci al mare, alle onde e alle attrezzature. Si è andati dal marinaio naturalista che viaggia a occhio ed esperienza, a quello che utilizza alcune app e siti web per valutare le condizioni del vento e delle onde prima di gareggiare, fino all’estremo tech di alcuni atleti come Carissa Moore che si è preparata su onde artificiali e ha utilizzato tecnologie come l’anello indossabile che tiene traccia del sonno e di altri parametri vitali per mettere a punto l’allenamento, il riposo e il recupero. La parte più tecnologica dei velisti struttura tutte le fasi del proprio lavoro sugli sviluppi più avanzati, dalla chimica dei polimeri per le tavole da surf e le mute ai modelli meteorologici complessi che aiutano a governare l’ambiente durante le competizioni come questo evento olimpico. 

 

Solo in Francia vengono per esempio scartate ogni anno 150.000 tonnellate di gusci di ostriche, che si sono rivelati un’ottima materia prima per l’abbigliamento, molto rispettosa dell’ambiente. L’azienda produttrice di abbigliamento per il surf Soöruz di Charente-Maritimes, presso la La Rochelle, con la polvere di guscio d’ostrica ha creato un’innovativa schiuma isolante che viene collocata tra il tessuto interno ed esterno delle mute da surf contribuendo a renderle impermeabili oltre che comode da indossare. Oltre alle prestazioni altamente tecnologiche dell’Oysterprene, questo il nome del prodotto, il lavoro sui materiale contribuisce in modo importante alla riduzione dell’impatto ambientale del neoprene. 

 

Per quanto riguarda il meteo, a Tokyo è stata sviluppata a una tecnologia innovativa in grado di anticipare qualsiasi sistema di allerta precoce: per la prima volta ai Giochi è infatti stato impiegato un particolare tipo di satellite in grado di scansionare l’atmosfera ogni 30 secondi, fornendo dati molto più accurati e decisamente di più rapida accessibilità rispetto all’abituale intervallo di 2,5 minuti. Le letture satellitari in tempo reale sono diventate molto più accurate anticipando qualsiasi altra previsione che si basa su modelli e simulazioni al computer. Il sistema monitora il meteo con 10 giorni d’anticipo e ha potuto aggiornare il Comitato Olimpico Internazionale e le varie federazioni nazionali di surf e altri sport suscettibili ai minimi cambiamenti climatici in modo rapido e preciso. 

 

In materia di onde, invece, il primo surfista italiano a un’olimpiade Leonardo Fioravanti, nel corso di un’intervista ha ricordato come per le olimpiadi di Parigi 2024 il surf si svolgerà a Tahiti, nella Polinesia francese, a oltre quindicimila chilometri di distanza. E come, fra tre anni, potrebbe non essere più lui l’unico italiano qualificato: “Un surfista italiano professionista al momento è visto con incredulità. Tanti non sanno nemmeno che si possa surfare in Italia, quando invece c’è un movimento importante. Il surf comunque può crescere ancora tanto anche grazie alla tecnologia di onde artificiali che piano piano sta prendendo piede anche da noi”. E le onde artificiali si possono trovare, per esempio, a Sion, in Svizzera, dove c’è Alaïa Bay che permette di cavalcare l’acqua tutto l’anno. Una tecnologia che consente di scegliere tra varie tipologie di onde: la modalità Waikiki per chi vuole perfezionare la tecnica, l’Experts con onde ripide e veloci, oppure la Beast che simula onde alte due metri. Capace di produrre tra 300 e 1.000 onde l’ora, la tecnologia brevettata Wavegarden Cove si forma su un design modulare elettromeccanico che imita l’esatto movimento delle particelle d’acqua nelle onde dell’oceano. 

 

Per chi non vuole fare troppa fatica, comunque, c’è la tecnologia svedese del surf con il motore elettrico che può toccare i 30 nodi spinto dal motore Awake Direct Drive brushless da 11 kW. La velocità, che si può gestire grazie a un acceleratore portatile, è programmabile attraverso l’app mobile Awake che offre quattro diverse modalità di guida da slow a spinta e consente il monitoraggio del sistema elettronico e della durata della batteria. 

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