La settimana del Ftse Mib termina sotto la parità


Chiusura di settimana all’insegna della debolezza per le borse europee, strette nella morsa dell’incremento sopra quota 1,7% del rendimento dei decennali USA e le quattro streghe, la scadenza di future e opzioni su indici e azioni (che porta ad un ribilanciamento delle posizioni). 

Sul listino di Piazza Affari il nostro Ftse Mib ha terminato la seduta con un -0,66% a 24.199,42 punti portando il saldo settimanale ad un +0,3%. Giornata da dimenticare per l’accoppiata formata da Telecom Italia e BPER, scese rispettivamente del 7,37 e del 3,98%.  

Nel caso della prima ha pesato delle incertezze che continuano ad aleggiare sul processo di creazione della rete unica mentre la seconda ha dovuto fare i conti con le dichiarazioni rese dall’Ad di Unipol (-1,45%), Carlo Cimbri, che ha definito improbabile un’operazione di M&A entro la fine dell’anno. 

Il gruppo bolognese ha chiuso l’esercizio 2020 con un utile di 853 milioni di euro, +18,3% rispetto al dato precedente. Il Cda proporrà la distribuzione di un dividendo di 0,19 euro per azione. 

In rosso anche Poste Italiane (-1,1%) che ha presentato il nuovo piano strategico “2024 Sustain & Innovate”. Al 2024, l’utile netto è visto a 1,6 miliardi (+33% rispetto al 2020) mentre i ricavi, stimati in aumento annuo del 3%, dovrebbero attestarsi a fine piano a 12,7 miliardi. 

Denaro su Enel (+3%) che ha chiuso l’esercizio 2020 con un risultato netto ordinario del Gruppo di 5,197 miliardi, +9% sul 2019 e un utile netto aumentato del 20% a 2,610 miliardi. Il dividendo segna un +9,1% a 0,358 euro. Chiusura di ottava poco mossa per lo spread tra i nostri Btp ed i Bund tedeschi, stabile a 96 punti base. (In collaborazione con money.it). 

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