Entra in contatto con noi

Attualità

La plastica raccolta in mare diventa imbottitura per piumini e trapunte

Pubblicato

il

La plastica che inquina i nostri mari diventa imbottitura per trapunte e piumini. Così la società Casahomewear, che utilizza la Realtà Aumentata per scegliere la biancheria della camera da letto, guarda alla sostenibilità con una linea ecosostenibile. “Per imbottire una trapunta matrimoniale si impiegano 2kg di fibra derivati da circa 75 bottiglie di plastica riciclata, ciò è possibile grazie al processo di estrusione: si fondono le scaglie di poliestere derivanti dalla plastica raccolta, per ricavare i polimeri che compongono prima il filato e poi la morbida, soffice e calda ovatta” spiega Lara Corna, responsabile ricerca e sviluppo Casahomewear. 

Il risultato, “è un prodotto che ha la stessa consistenza ed emana lo stesso calore del piumino d’oca, ma rispetta l’ambiente e, fattore non secondario, costa molto meno. Si tratta di un progetto recycling friendly ed animal friendly – continua Lara Corna – Le bottiglie, una volta raccolte in tutta Europa, vengono selezionate, lavate e ridotte a scaglie in uno stabilimento bergamasco certificato Grs (global recycled standard), a garanzia di una filiera controllata”. 

I coordinati letto a brand Happidea sono sostenibili, made in Italy, realizzati 100% in fibre naturali, nessun filato sintetico derivante dal petrolio e le imbottiture da pet riciclato. Anche i packaging sono pensati per essere riciclabili, infatti le confezioni possono essere riutilizzate più volte e diventare fodere per cuscini o sacchi portabiancheria. Happidea utilizza coloranti ecocompatibili e completamente atossici per salvaguardare la salute del nostro territorio e garantire un ambiente più sano alle generazioni future.  

Casahomewear è l’app per smartphone e tablet che coniuga la Realtà aumentata con la Realtà virtuale e l’uso del 3D per personalizzare l’acquisto della biancheria della camera da letto in tempo reale diventando così il designer della propria stanza.  

Sbircia la Notizia Magazine unisce le forze con la Adnkronos, l'agenzia di stampa numero uno in Italia, per fornire ai propri lettori un'informazione sempre aggiornata e di alta affidabilità.

Attualità

Roma: muore lo stilista Renato Balestra, decano della moda

Pubblicato

il

Renato Balestra, noto stilista triestino, considerato decano dell’alta moda e del made in Italy, è morto a Roma il 26 novembre 2022 all’età di 98 anni. A darne il triste annuncio sono le figlie, ed i funerali si terranno il giorno 29 novembre sempre a Roma nella Chiesa di Santa Maria del Popolo.

Chi era Renato Balestra? 

La storia dietro la carriera di Renato Balestra è quantomeno interessante. Difatti, si potrebbe dire che la sua introduzione al mondo della moda sia stata quasi casuale. Inizialmente iscritto agli studi di ingegneria, ma grande appassionato di cinema e di musica, Renato Balestra viene scoperto per la prima volta quando delle sue bozze vengono inviate da alcuni suoi amici al Centro Italiano della Moda(CIM). Queste vengono da subito apprezzate per il loro stile originale e viene riconosciuto il talento dietro la persona che le aveva realizzate, tanto che Balestra viene invitato a partecipare ad una sfilata e nel 1953. Deciderà poi di abbandonare gli studi di ingegneria per completare il proprio apprendistato presso l’atelier di Jole Veneziani. Da qui la sua carriera subisce una rapida ascesa: nel 1958 inizia a presentare le prime collezioni negli Stati Uniti, debuttando persino ad Hollywood. Nel 1959 apre il proprio atelier a Roma, mentre nel ’62 diviene membro della Camera nazionale della moda italiana. Molteplici sono i riconoscimenti ottenuti da Renato Balestra nel corso della propria carriera: fu insignito a Pechino del titolo di professore onorario della Beijing Fashion Academy, mentre nel 2015 viene invitato a diventare parte dell’Asian Couture Federation.

Il legame con Roma e lo stile

Nonostante Renato Balestra abbia girato il mondo, affermandosi come stilista di grandissimo successo non solo in Italia ma In America, in Asia e in Medio Oriente, egli ha sempre portato Roma nel suo cuore. La capacità di integrare stili e tecniche diverse per dare risalto alle proprie opere lo ha reso una delle personalità più rilevanti e rinomate del mondo della moda, nonchè esportatore del made in Italy nel mondo. La sua costante ricerca dell’innovazione e della libertà espressiva sopra ogni cosa lo hanno reso un modello al quale ispirarsi per tutti coloro che apprezzano la moda ma soprattutto per coloro che vedono nella moda una forma d’arte rara e preziosa. Ma Renato Balestra non è solo questo: egli ha avuto il coraggio di abbandonare i suoi studi in ingegneria, materia che studiava per seguire la tradizione di famiglia, per abbracciare la sua grande passione e seguire la strada che lo indirizzava verso ciò che amava oltre ogni cosa, la moda. 

Continua a leggere

Attualità

Il Presidente Sergio Mattarella in visita in Svizzera

Pubblicato

il

Dal giorno lunedì 26 novembre fino al 30 novembre il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella sarà in visita in Svizzera. Durante il corso della propria permanenza il Presidente affronterà dei colloqui ufficiali con quattro consiglieri federali e sarà prevista anche una visita al politecnico di Zurigo. Tra i vari colloqui che terrà Mattarella vi è quello con il presidente della Confederazione Ignazio Cassis e con i suoi colleghi  Simonetta Sommaruga, Viola Amherd e Guy Parmelin.

I motivi del viaggio

Si tratta del primo viaggio di un Presidente della Repubblica dal maggio 2014. Questo era già stato programmato per lo scorso ottobre, tra il 21 ed il 22, ma è slittato al mese successivo per via del giuramento del nuovo governo a Roma. La ragione alla base di questo viaggio diplomatico è tracciare una linea riguardo lo stato attuale dei rapporti tra i due paesi. Italia e Svizzera sono infatti due paesi che storicamente hanno sempre goduto di ottimi rapporti, rapporti basati su un complesso ed articolato insieme di trattati (basti pensare che negli ultimi tre anni sono stati siglati nove accordi). Tra gli argomenti principali della discussione vi sono quello relativo agli scambi economici tra i due paesi e quello sulla cooperazione transfrontiera.

Il dialogo economico

I rapporti economici tra Italia e Svizzera sono più vivi che mai. La Svizzera ha in Italia oltre 21,5 miliardi di euro in investimenti, con oltre 3000 aziende attive sul territorio italiano. Non solo: l’Italia è il terzo partner commerciale della Svizzera, che nel corso del 2021 ha esportato merci in Italia per un valore superiore ai 15 miliardi di franchi. È di importanza fondamentale capire quanto siano intrecciati dal punto di vista economico i rapporti tra i due paesi, e quanto siano rilevanti le relazione transfrontaliere, con il 40% degli scambi che ha luogo nelle zone di confine tra Italia e Svizzera.

Il tema della migrazione e l’incontro al politecnico

Al centro del dibattito politico tra i due paesi vi è sempre stata l’integrazione dei migranti italiani in Svizzera, caratterizzato da non poche difficoltà. Ad oggi, tuttavia, la situazione è radicalmente diversa: gli italiano che emigrano in Svizzera arrivano a ricoprire ruoli ed incarichi anche molto importanti. È il caso ad esempio dell’attuale rettore del politecnico di Zurigo, Günther Dissertori. Qui il Presidente Mattarella e Cassis assisteranno alla presentazione di una serie di progetti che riguardano la tecnologia e l’innovazione, il trasporto e lo stoccaggio della CO2 e dei biomarcatori per la diagnosi del Parkinson.

La questione dei frontalieri

Uno dei motivi alla base del viaggio del Presidente Mattarella in Svizzera è quello legato all’imposizione fiscale per i frontalieri. L’accordo era già stato parafato nel 2015, ma la ratifica del Parlamento italiano è sempre slittata a causa della caduta dei vari governi. Ora bisogna nuovamente seguire l’iter parlamentare, anche se il governo italiano ha fatto un passo fondamentale verso la ratifica dell’accordo lo scorso 24 novembre, approvando un disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera.

Continua a leggere

Attualità

Digital detox: dipendenza da internet e disintossicazione dal digitale

Pubblicato

il

I casi in cui le conseguenze negative delle dipendenze sono note e tangibili sono quelli di cui si sente parlare maggiormente e sono quelle dovute all’abuso di sostanze stupefacenti, alcol, tabacco e il gioco d’azzardo. Molto meno spesso si sente parlare della dipendenza da internet e del digital detox.

Internet è entrato nelle nostre vite gradualmente e ne ha migliorato tanto aspetti, primo fra tutti l’informazione libera. Con il passare degli anni ha però preso sempre più spazio nella nostra vita. Inizialmente utilizzato per scopi pratici lavorativi, è diventato sempre di più un mezzo ludico.

Da mezzo di informazione ma anche mezzo di comunicazione: prima le e-mail poi la messaggeria istantanea. Da lì è stato un crescendo fino ad arrivare ai social network che impegnano molte ore della giornata di ognuno di noi.

Attualmente internet è presente in ogni singola azione della nostra vita soprattutto da quando esistono le App: lo usiamo per ordinare una pizza, per conoscere gli orari di apertura e chiusura di una attività, il suo indirizzo e come arrivarci. Tutte azioni che fino a poco tempo fa richiedevano l’uso del telefono o di interfacciarsi personalmente con altri esseri umani.

La svolta decisiva è stata data dalla pandemia: durante il primo lockdown internet era l’unica via di fuga. In breve tempo sono diventati molto cliccati i siti web collegati alle webcam live sulle piazze delle città d’arte o nei parchi naturalistici o sulle piste da sci deserte. Internet durante la pandemia ci ha salvato dall’isolamento sociale e ha permesso a molte persone di continuare a lavorare.

In quel periodo tutto ciò che non era collegato alla reta semplicemente non esisteva.

Tutto questo è accentuato dal fatto che se prima si doveva accendere il pc per connettersi alla rete, ora la rete è sempre con noi nella tasca dei jeans o nella borsa: c’è sempre una scusa per tirare fuori lo smartphone e scrollare le notifiche. Sto guardando le mail di lavoro; devo vedere se il pacco è stato consegnato; cerco una ricetta per la cena di stasera; sto facendo la spesa: la lista di scuse è infinita, la dipendenza da internet dilaga e il bisogno di un digital detox è sempre più necessario.

Quando diventa una dipendenza

Eesiste un lato oscuro di Internet. Se ci si rende conto che ogni volta che si ha lo smartphone in mano si ha bisogno di trovare una scusa per giustificarlo soprattutto a sé stessi, allora forse, potremo considerare questo atteggiamento come il primo campanello d’allarme che si tratti proprio di una dipendenza: un uso normale che sia di sostanze o di internet non ha bisogno di scuse.

Inoltre esistono alcuni segnali che potrebbero aiutare a capire se è il caso di pensare alla necessità di del  digital detox, ad esempio:

  • Lo smartphone è la prima cosa che tocco al mattino (magari con la scusa della sveglia) e l’ultima prima di andare a dormire (sempre con la scusa di impostare la sveglia);
  • Controllo continuo della casella di posta elettronica e incapacità di staccarsi del tutto dal lavoro;
  • Non trovare il tempo da dedicare a un hobby o a una attività che si è sempre ritenuta piacevole ma trovarne sempre per l’uso dello smartphone per fini non strettamente necessari;
  • Scroll compulsivo delle pagine di notizie e/o dei social anche in assenza di notifiche;
  • I like e i commenti delle persone sotto i propri post hanno il potere di modificare l’umore;
  • Incapacità/difficoltà di concentrazione su attività quali la lettura perché si sente la necessità di prendere in mano lo smartphone.

Digital detox: disturbi psicologici associati alla astinenza di internet

Appurato quali sono i segnali che la dipendenza da internet porta con sé, si elencano di seguito quali sono alcuni dei disturbi associati.

Per quanto non sia stato inserito nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, è stata teorizzata la presenza di un disturbo psicologico chiamato Nomophobia, dall’inglese No Mobile Phone Phobia, che provocherebbe ansia, nausea, capogiri tremori e tachicardia nel caso in cui, per un qualsiasi motivo, non si dovesse avere lo smartphone a portata di mano.

Altri disturbi psicologici legati alla dipendenza da internet sono:

  • FOMO: da Fear Of Missing Out: la paura di perdersi qualcosa mentre non si guarda lo schermo, mentre non si è online, mentre si ha il telefono spento o in un’altra stanza. Una persona che sperimenta la FOMO vive in un incessante stato di suspence: il suo corpo produce in continuazione dopamina e cortisolo che sono gli ormoni di stress e piacere;
  • Burnout: fenomeni di burnout sono più frequenti da quando esiste lo Smart working. Il lavoro da remoto ha tanti vantaggi ma ha anche il grande svantaggio di tenerci sempre connessi. Senza un adeguato work-life balance è facile cadere vittime di stress da lavoro causato da un continuo bombardamento di dati e informazioni che sul lungo periodo può trasformarsi in un vero e proprio esaurimento nervoso.

Dipendenza da internet: quando c’è bisogno di una pausa

Come ogni droga, per smettere c’è bisogno di fare un percorso di disintossicazione digitale.

Nel caso specifico è stata coniata l’espressione digital detox che consiste proprio di una sospensione dell’uso dei dispositivi elettronici a partire dallo smartphone per un certo numero di ore o di giorni: può durare 6-10 ore da ripetere più volte durante l’anno o può essere fatta una sessione giornaliera di qualche minuto fino qualche ora.

Inizialmente ci si potrebbe sentire spiazzati dall’assenza di connessione. Pian piano si riprende in mano la propria vita, i propri hobby e il tempo senza telefono scorrerà più velocemente (e piacevolmente). È consigliabile associare la disconnessione al contatto con la natura: mare, montagna o anche il parco sotto casa. Non importa dove ricadrà la scelta, la natura in ogni sua forma ha un potere rigenerante che aiuta a ritrovare il contatto con sé stessi.

SI può provare a fare delle sessioni di digital detox in autonomia, o, in alternativa seguire un percorso guidato da un esperto singolo o di gruppo, che all’inizio dell’esperienza chiuderà lo o gli smartphone dei partecipanti in cassette di sicurezza e verranno restituiti solo quando il percorso sarà concluso. Non è poi tanto incredibile scoprire che senza il telefono in mano è addirittura possibile fare due chiacchiere con uno sconosciuto.

I vantaggi del digital detox

Se decidi di fare un percorso di disintossicazione digitale devi sapere che a beneficiarne saranno più ambiti della vita: il tempo, la salute, le relazioni e anche la produttività.

Il sondaggio “Digital 21” condotto nel 2021 da Hootsuite e We Are Social, ha rilevato che in media, in Italia nell’anno di riferimento, si sono trascorse più di sei ore su internet. Questo vuol dire che, escludendo le ore di sonno, passiamo immersi nella dipendenza da internet più di un 1/3 della nostra vita da svegli.   Forse è il caso di iniziare a pensare che quelle sei ore potrebbero essere impiegate meglio e non per forza in termini di produttività ma di relazioni, di riflessione e creatività.

Dal punto di vista del benessere fisico e psicologico, bastano quelle sei ore al giorno per creare problemi di sonno, fastidì agli occhi e una vita troppo sedentaria. Se si usasse almeno una parte di quel tempo facendo una attività sportiva, magari all’aria aperta, si potrebbero avere significativi benefici in termini di diminuzione dello stress e miglioramento del riposo.

Per quanto riguarda la produttività, chi non riesce a capire perché una sessione di digital detox possa migliorarla è perché ormai è nella ruota del criceto: non sta considerando che uno stop è rigenerativo per la mente che, quando ricomincerà a lavorare dopo una pausa rigenerante, sarà più efficiente e produttiva.

E a tavola? Si è davvero a tavola con corpo e mente o un occhio è sempre al cellulare? Per dirla in gergo, si assiste costantemente al fenomeno dell’phubbing. Phubbing viene da phone + hubbing che significa snobbare usando il cellulare.

Provando a “dimenticare” il cellulare in borsa (o meglio, in macchina) per tutta la cena, si avrà l’impressione di essere tutti presenti al 100% senza la perdere tempo a fare foto da postare sui social.

Un valido supporto

Se dopo aver letto questo articolo pensi di essere un digital addicted, di avere cioè una dipendenza da internet, potresti aver bisogno del supporto di un esperto che ti aiuti a ritrovare le fonti del benessere della tua vita a partire dall’individuazione di quanto tempo passi inutilmente connesso e di come ridurlo per restituirti delle sane abitudini che ti riconnettano a te stesso e alle persone a te vicine.

Per iniziare un percorso di digital detox puoi contattare un centro specializzato che metta a tua disposizione una equipe di medici, psicologi e counselor per guidarti nella disintossicazione digitale e riprendere il controllo del tuo tempo.

Continua a leggere

Articoli recenti

Post popolari