La pandemia e i nuovi miliardari del fintech


Un detto orientale dice che i problemi creano opportunità e questo vale anche nel business: nel periodo della pandemia sono nate moltissime startup e i settori in cui si sono registrati i maggiori successi (e margini di crescita) sono stati l’e-commerce, o app di trading e di pagamento, ambiti che hanno saputo sfruttare al massimo i lockdown e le chiusure forzate in casa, intercettando nuove necessità o semplici comodità da poter svolgere dal divano di casa.  

Sono almeno una dozzina i nuovi miliardari del fintech individuati da una recente indagine di Forbes, datata aprile 2021 che si vanno ad aggiungere alla corposa lista dei Paperoni del fintech (almeno una cinquantina i più importanti) che nell’ultimo anno hanno visto il loro patrimonio accrescere di molto, fino ad arrivare alla cifra complessiva di 327,7 miliardi di dollari.  

 

Nelle prime posizioni dominano gli USA, con 28 miliardari che valgono complessivamente 162 mld di dollari e rappresentano settori dei media finanziari, epayment, le criptovalute, blockchain, trading e digital banking. Scrutando tra i nomi più noti e in testa alla classifica troviamo Michael Bloomberg (per un valore di 59 mld di dollari), il fondatore di eBay Pierre Omidyar (21,4 mld di dollari), il fondatore di Square Jack Dorsey (12,5 mld di dollari) e il CEO della neoquotata Coinbase Brian Armstrong (6,5 mld di dollari). Meno ricchi, si fa per dire i gemelli Cameron e Tyler Winklevoss che valgono 3 mld di dollari ciascuno e poi Chris Larsen co-fondatore di Ripple con i suoi 3,4 mld di dollari, miliardi.  

 

Dopo gli americani arrivano i cinesi che hanno addirittura 6 miliardari che rappresentano un patrimonio netto totale di US $ 65 miliardi. Primo posto assoluto per il co-fondatore di Alibaba, Jack Ma che vale la bellezza di 48,4 mld di dollari. A seguire si segnalano Qi Shi, il fondatore di East Money Information, fornitore di siti web di informazioni finanziarie e azionarie con 10,4 mld di dollari, e Changpeng Zhao con 1,9 mld di dollari, il fondatore e CEO di Binance, una delle più grandi piattaforme di trading di cripto valuta.  

 

Si ritorna in America, ma quella del sud, perché la terza nazione che fa forte nel fintech è il Brasile, in perfetta tendenza con un mercato, quello sudamericano, che sta registrando tassi di crescita in tantissimi settori del fintech. I primi 3 miliardari brasiliani combinano un patrimonio netto totale di US $ 9,5 miliardi. Sono Andre Street (2,5 mld di dollari) ed Eduardo de Pontes (2,4 mld di dollari), i co-fondatori di StoneCo, la piattaforma di pagamenti online basata su cloud; poi abbiamo Luis Frias (4,6 mld di dollari), Presidente della società di pagamento PagSeguro Digital.  

 

Nel resto del mondo tra i più ricchi ci sono il canadese David Thomson (41,8 miliardi di dollari) ma anche Nik Storonsky che con la sua smart bank Revolut ha nel portafoglio 1,2 mld di dollari anche grazie a uno dei round di finanziamento più ricchi della storia.  

Tra i nuovi miliardari del fintech, sono di un certo interesse le storie di successo di altri dinamici imprenditori che hanno saputo cogliere le necessità dei consumatori e trasformarle in un servizio di successo. Le loro diverse nazionalità evidenziano che ormai ogni mercato è recettivo al fintech se le intuizioni sono buone.  

Tra questi, il colombiano David Vélez (con 5,2 miliardi di dollari) che nel 2013 ha fondato la banca digitale Nubank, prendendo di mira lo scarso servizio clienti e le commissioni elevate delle banche brasiliane. La sua startup ha attratto 35 milioni di clienti in Brasile, Messico e Colombia e oggi ha una valutazione di 25 miliardi di dollari, il che la rende la neobank di maggior valore al mondo.  

Gli svedesi Victor Jacobsson (2,7 miliardi di dollari) e Sebastian Siemiatkowski (2,2 miliardi di dollari) sono invece i fondatori di Klarna, l’azienda che ha aperto al ‘buy-now, pay-later’, un modello di acquisto che consente ai consumatori di accedere a piccoli prestiti rateali per finanziare gli acquisti, al posto delle carte di credito. La pandemia ha avuto un ruolo importante nelle sorti di Klarna, portandola a una valutazione di 31 miliardi di dollari a marzo 2021 (il triplo del suo valore rispetto a settembre 2020).  

Infine, l’ucraino naturalizzato americano, Max Levchin (patrimonio di 2,2 miliardi di dollari): fino allo scorso anno fuori dalla cerchia dei miliardari, la sua fintech di pagamenti rateizzati Affirm è decollata durante il Covid e, tra novembre il 2019 e luglio 2020, i suoi clienti sono raddoppiati arrivando a 5,6 milioni, grazie anche all’accordo con alcun e aziende di e-Commerce come Peloton (il gigante del ciclismo indoor), che concedeva ad Affirm pagamenti senza interessi. 

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