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La Fed rallenta la stretta, ma Piazza Affari non vola

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Giornata positiva per Piazza Affari e la maggior parte delle Borse europee, in scia con le dichiarazioni di ieri del numero uno della Fed, Jerome Powell, che ha preannunciato un rallentamento del rialzo dei tassi di interesse. La stretta sulla politica monetaria, quindi, nei prossimi mesi sarà minore del previsto.  

La giornata, però, è stata caratterizzata anche da una nuova fiammata sul prezzo del gas, che è arrivato a toccare i 165 euro al megawattora al Ttf di Amsterdam, per poi tornare su livelli più bassi. Ancora in rialzo anche il valore del petrolio, con Brent e Wti che registrano il segno più. L’indice pmi manifatturiero dell’Eurozona è fermo a 47,1, appena sotto la lettura preliminare di 47,3. 

Secondo il Chief global strategist di Intermonte, Antonio Cesarano, le dichiarazioni di Powell hanno aperto un dicembre potenzialmente favorevole per i listini azionari e per i bond. A Milano il Ftse Mib guadagna lo 0,31% e chiude a 24.685,67 punti. In forte calo lo spread tra Btp e Bund tedeschi, che scende sotto i 180 punti base. Cala anche il rendimento del titolo decennale, attorno al 3,7%. 

Sul listino principale di Piazza Affari in positivo Tim (+3,69%). La compagnia ha precisato che continuerà a valutare tutte le opzioni che portano al superamento dell’integrazione verticale e della riduzione dell’indebitamento. Gli investitori percepiscono maggiore ottimismo rispetto ai giorni precedenti sul dossier della rete unica. Bene anche Amplifon (+2,98%), Diasorin (+3,78%) e Pirelli (+2,03%). 

In coda, invece, Unicredit (-3,64%), con l’istituto che ha terminato la seconda tranche del programma di acquisto di azioni proprie, per un controvalore complessivo di circa un miliardo di euro. In negativo, infine, Banca Mediolanum (-2,21%) e Banco Bpm (-2,41%). (in collaborazione con Money.it) 

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Borsa Milano oggi, Piazza Affari in calo sulla scia di Wall Street male le banche

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(Adnkronos) – Chiusura di settimana negativa per le Borse europee, trascinante in basso dai conti delle Big Tech Usa. Gli investitori e i titoli del Vecchio Continente risentono quindi di un clima più incerto, come evidenziato dal mercato asiatico e dai future Usa. Quanto ai dati macro, i numeri sulle Pmi composito e dei servizi in Eurozona, Germania e Italia hanno sorpreso in positivo. Le letture italiane per gennaio sono state sopra le attese, indicando espansione. In ambito internazionale, poi, nuovo scontro tra Cina e Usa dopo che Washington ha accusato Pechino di spionaggio, visto che è stato individuato un pallone aerostatico sospetto nello spazio aereo statunitense. 

Al Ttf di Amsterdam sale il prezzo del gas, che ora si aggira attorno ai 58 euro al megawattora. Stabile invece il valore del petrolio, con Brent e Wti poco mossi. Il cambio euro/dollaro è quindi ancora vicino a quota 1,1. A Milano il Ftse Mib scende dello 0,55% e chiude a 26.950,74. In rialzo lo spread tra Btp e Bund tedeschi, ma è ancora sotto i 180 punti base. Sale anche il rendimento del titolo decennale, tornando sopra il 4%.  

Sul listino principale di Piazza Affari bene Campari (+2,43%), Diasorin (+1,34%), Interpump (+1,17%), Saipem (+1,62%) e Pirelli (+3,61%). In coda, invece, i bancari. Intesa Sanpaolo perde il 2,93%, nonostante abbia chiuso il 2022 con un utile di 5,5 miliardi di euro e confermando l’obiettivo di 6,5 miliardi di utile netto al 2025. Unicredit cede poi lo 0,66%, mentre Banco Bpm e Banca Mediolanum sono in parità. (in collaborazione con Money.it) 

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Borsa Milano oggi, la Bce alza i tassi ma Piazza Affari corre

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(Adnkronos) – Giornata positiva per le Borse europee, che corrono dopo le decisioni di politica monetaria della Bce, annunciate dalla presidente Christine Lagarde. A febbraio i tassi di interesse salgono di 50 punti base e a marzo, probabilmente saliranno di ulteriori 50 punti. Gli investitori, però, intravedono la fine del ciclo rialzista della Bce e sono speranzosi circa un abbassamento dell’inflazione in tempi rapidi. 

Al Ttf di Amsterdam diminuisce il prezzo del gas, che ora si aggira attorno ai 56 euro al megawattora. Diminuisce anche il valore del petrolio. Brent e Wti segnano infatti un calo di circa lo 0,4%. Il cambio euro/dollaro è quindi vicino a quota 1,1. A Milano il Ftse Mib sale dell’1,49% e chiude a 27.100,62. In forte discesa lo spread tra Btp e Bund tedeschi, sotto i 180 punti base. Cala anche il rendimento del titolo decennale, attorno al 3,9%. 

Sul listino principale di Piazza Affari Tim fa un vero e proprio balzo (+9,54%). Questo dopo la notizia diffusa da un comunicato ufficiale dell’azienda che spiega di aver ricevuto da Kkr un’offerta non vincolante per l’acquisto di una partecipazione in una società da costruire, coincidente con il perimetro gestionale e infrastrutturale della rete fissa, inclusivo degli asset e attività di FiberCop, nonché della partecipazione in Sparkle. Bene anche Poste (+3,81%), Amplifon (+7,80%) e Ferrari (+7,30%), che ha chiuso un 2022 con conti da record. In coda, invece, Tenaris (-3,46%), Eni (-0,69%) e Saipem (-2,09%), in scia con la riduzione del prezzo del petrolio. Male anche Cnh (-7,50%). (in collaborazione con Money.it) 

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Bibanca chiude 2022 con utile netto +18,4% a 28,5 mln

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(Adnkronos) –
Bibanca chiude l’esercizio 2022 con un utile netto di 28,5 milioni di euro e incrementa del 18,4% il risultato record del precedente esercizio (24,0 milioni), nonostante accantonamenti prudenziali a presidio del rischio di credito aumentati di 19,8 milioni di euro. Comunicando i risultati preliminari si sottolinea come “nel corso del 2022, Bibanca ha confermato la capacità di adeguare efficacemente e con tempestività la propria organizzazione al fortissimo incremento dei volumi di attività. Nei dodici mesi, le erogazioni hanno infatti registrato un aumento di oltre il 40%, attestandosi a 1,266 miliardi, contro i 903 milioni del 2021. Il totale dei crediti netti è salito a 3,1 miliardi, +61,0% rispetto al 31 dicembre 2021, anche grazie all’acquisizione degli stock dei prestiti personali da BPER Banca e Banco di Sardegna perfezionata nel mese di aprile. 

Anche il settore delle carte di pagamento ha evidenziato una dinamica particolarmente favorevole. Le BPER Card gestite da Bibanca sono infatti oltre 4,4 milioni (+7,1% sul 2021) e il transato generato dalle stesse ha raggiunto nell’esercizio 2022 il valore di 30 miliardi (+50,6% sul 2021). Il margine di interesse e quello di intermediazione migliorano significativamente rispetto al 31 dicembre 2021, raggiungendo rispettivamente 90,0 milioni di euro (+50,8%) e 132,1 milioni di euro (+36,6%). 

Decisamente più contenuta la dinamica dei costi operativi netti (€ 65,1 milioni) in incremento complessivamente del 19,3% sul 2021, anche per la crescita delle spese del personale dovute alla campagna di recruiting messa in atto dalla Banca per far fronte alla crescita dei volumi, attesa anche per gli esercizi futuri: sono 23 i nuovi Bibankers rispetto a dicembre 2021.Come esito dei risultati economici esposti, il Cost-Income ratio migliora ulteriormente nell’esercizio 2022, confermando il suo trend storico di riduzione, e raggiunge il valore di 47,2%, contro un dato di 55,8% del dicembre 2021. L’utile lordo si attesta a 43 milioni ed evidenzia una crescita del 14% rispetto al risultato dell’esercizio 2021. Come effetto degli andamenti evidenziati, anche il ROE (utile netto su patrimonio) raggiunge il suo massimo storico e si attesta all’8,7%, mentre il RORAC (utile netto sul requisito minimo prudenziale di capitale) è pari al 44,7%. 

Bibanca segnala come si conferma “decisamente elevata la qualità del credito”, con un NPE ratio lordo in ulteriore riduzione all’1,9% dal 2,2% al 31 dicembre 2021. Molto contenuto è anche il rapporto delle sofferenze lorde sugli impieghi totali che si ferma a 0,50%, in leggero calo rispetto al dato del 2021 (0,54%). Il rapporto fra i crediti deteriorati netti (incluse le sofferenze) ed il patrimonio si conferma al di sotto della soglia del 10% (8,8%).  

La copertura degli NPE si incrementa ancora e supera per la prima volta il 50% (50,4%, contro il 42,8% di dicembre 2021) ed il costo del credito aumenta da 0,22% a 0,79% per i maggiori accantonamenti stanziati prudenzialmente a presidio del rischio di credito, che hanno generato rettifiche complessive per 24,1 milioni di euro al 31 dicembre 2022, con una crescita di 19,8 milioni sull’analogo periodo del 2021. Il patrimonio netto, ante distribuzione dei dividendi, si attesta su 326 milioni e l’indice di solvibilità patrimoniale CET1 risulta pari al 37,2%, confermando la grande solidità di Bibanca. 

“Gli ottimi risultati del bilancio preliminare 2022 sono la naturale conseguenza del programma di rinnovamento organizzativo e di digitalizzazione dei processi che abbiamo avviato nel recente passato – dichiara Mario Mariani, Presidente di Bibanca – e che ha portato Bibanca a raggiungere performance di efficacia ed efficienza significative su tutte le direttrici di business, dalla monetica ai prestiti personali e per finire alla cessione del quinto, supportando il gruppo BPER anche nella crescita dei volumi derivanti dalle recenti operazioni straordinarie. Bibanca è quindi pronta non solo a mantenere e migliorare nel tempo la sua promessa di fabbrica prodotto efficiente per il Gruppo, ma anche a potenziare gli sforzi sul mercato open”. 

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Borsa Milano oggi, inflazione in discesa: Piazza Affari respira

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(Adnkronos) – Giornata positiva per le Borse europee. Mentre si attende la riunione serale della Fed e quella di domani della Bce, con previsti nuovi rialzi dei tassi d’interesse, arrivano importanti dati macroeconomici. I pmi manifatturieri di Italia, Germania, Eurozona hanno mostrato miglioramenti, mentre scende l’inflazione in tutta l’area euro. Nel nostro Paese, in particolare, secondo una stima preliminare su gennaio, l’indice dei prezzi al consumo sarebbe ora in rialzo del 10,1% su base annua. 

Al Ttf di Amsterdam cresce il prezzo del gas, che ora si aggira attorno ai 60 euro al megawattora. Diminuisce, invece, il valore del petrolio. Brent e Wti segnano infatti un calo di circa l’1%. A Milano il Ftse Mib sale dello 0,39% e chiude a 26.703,87. In rialzo lo spread tra Btp e Bund tedeschi, attorno ai 192 punti base. Sale leggermente anche il rendimento del titolo decennale, attorno al 4,15%. 

Sul listino principale di Piazza Affari bene i bancari, che continuano a guadagnare dalle previsioni su politiche monetarie aggressive da parte di Bce e Fed. Intesa Sanpaolo guadagna l’1,78%, Unicredit l’1,10%, Bper il 3,30% e Banca Mediolanum l’1,03%. In particolare, per quanto riguarda Unicredit, dopo la diffusione dei risultati finanziari dell’esercizio 2022 e delle previsioni per il prossimo anno, alcune banche d’affari hanno migliorato il target price sull’istituto. 

In coda, invece, Enel (-2,19%). Le comunicazioni della Consob fanno sapere che dalla fine di gennaio BlackRock è accreditata del 5,022% del capitale dell’azienda. Male anche Eni (-2,05%), Tenaris (-2,15%) e Saipem (-1,14%), per i ribassi del petrolio. (in collaborazione con Money.it) 

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Borsa Milano oggi, Piazza Affari risale: record di utili per Unicredit

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(Adnkronos) – Giornata positiva per le Borse europee. Gli investitori concentrano la loro attenzione sulle prossime mosse delle banche centrali, in particolare Fed e Bce che si riuniranno tra mercoledì e giovedì. In Europa cresce però la paura di interventi di politica monetaria ancora più restrittivi del previsto visto che, dopo il caso della Spagna, ora anche in Francia c’è una nuova fiammata inflazionistica.  

Oggi l’euro si indebolisce sul dollaro e al Ttf di Amsterdam il gas sale attorno ai 57 euro al megawattora. In chiaroscuro, invece, i prezzi del petrolio. Guardando alle quotazioni internazionali del greggio, infatti, si registra un Brent in discesa, mentre il Wti sale di oltre l’1%. 

A Milano il Ftse Mib sale dell’1,00% e chiude a 26.599,74. In forte calo lo spread tra Btp e Bund tedeschi, attorno ai 188 punti base. Sale invece il rendimento del titolo decennale, attorno al 4,17%. Sul listino principale di Piazza Affari bene Bper (+3,58%), Intesa Sanpaolo (+2,82%) e Banco Bpm (+2,66%). Le banche risentono positivamente delle previsioni di banche centrali aggressive sui tassi d’interesse. 

Il vero e proprio balzo, però, è di Unicredit (+12,29%), grazie agli ultimi conti pubblicati. Il gruppo chiude il trimestre ottobre-dicembre con ricavi per 5,719 miliardi, un margine operativo lordo di 3,246 miliardi e un utile netto sottostante da record (1,457 miliardi). In coda, invece, Stmicroelectronics (-1,11%), Snam (-0,76%), Mediobanca (-0,82%), Leonardo, (-1,68%), Italgas (-0,83%), Amplifon (-1,06%), Diasorin (-1,04%), Ferrari (-1,51%) e Generali (-0,61%). (in collaborazione con Money.it) 

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Piazza Affari negativa, ma vola Tim

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(Adnkronos) – Giornata leggermente negativa per le Borse europee. Mentre si attendono i prossimi pronunciamenti di mercoledì e giovedì da parte delle banche centrali europea e statunitense, diminuisce la fiducia degli investitori, visto che l’inflazione spagnola ha ripreso a salire in modo inaspettato a gennaio, mentre in Italia crescono i prezzi alla produzione. Insomma, almeno la Bce potrebbe non rivedere, ma anzi continuare con la linea dura sulle sue politiche monetarie restrittive. 

Preoccupa poi il dato sul Pil del quarto trimestre della Germania, sceso dello 0,2%. I timori per una Bce aggressiva spingono il rendimento dei titoli di Stato. Mentre rimane alta l’attenzione per l’evoluzione della guerra in Ucraina e per i suoi riflessi sulla crisi energetica, poi, il gas al Ttf di Amsterdam scende ancora, sotto i 55 euro al megawattora. In discesa, quindi, anche il prezzo del petrolio, con Brent e Wti che scivolano di circa lo 0,3%. 

A Milano il Ftse Mib perde lo 0,38% e chiude a 26.335,98. In salita lo spread tra Btp e Bund tedeschi, attorno ai 192 punti base. In crescita anche il rendimento del titolo decennale, attorno al 4,18%. Sul listino principale di Piazza Affari bene Tim, che guadagna il 4,64%. Si parla di una possibile offerta di Cassa depositi e prestiti entro la fine di febbraio, con una valutazione attorno ai 24 miliardi di euro, ma Vivendi smentisce e fa muro contro l’ipotesi. 

Buoni risultati anche per Recordati (+1,20%) e Saipem (+1,15%). Bene, poi, alcuni bancari, sostenuti dalla prospettiva di una Bce aggressiva: Unicredit sale dello 0,24%, Banca Mediolanum dello 0,83%, Mediobanca dello 0,36%. In coda, invece, Hera (-2,07%), Interpump (-2,22%), A2a (-1,35%), Iveco (-1,61%), Stellantis (-1,21%), Enel (-0,95%) e Tenaris (-1,52%). (in collaborazione con Money.it) 

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Borsa Milano oggi, Piazza Affari ancora in rialzo: bene Stm e Cnh

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(Adnkronos) – Giornata positiva per le Borse europee, che comunque rimangono in attesa dei risultati di tutte le trimestrali di questo periodo, per valutare lo stato generale dell’economia e le prossime mosse delle banche centrali sui tassi di interesse. I vertici di Fed e Bce torneranno infatti a riunirsi la prossima settimana e si saprà allora quale sarà il nuovo orientamento della politica monetaria occidentale. 

Mentre cresce l’attenzione per l’evoluzione della guerra in Ucraina, visto l’invio dei carri armati da parte di Germania e Stati Uniti, il gas al Ttf di Amsterdam rimane sotto i 60 euro al megawattora. In discesa, poi, il prezzo del petrolio, con Brent e Wti che scivolano di circa l’1%. 

A Milano il Ftse Mib guadagna lo 0,83% e chiude a 26.435,75. In salita lo spread tra Btp e Bund tedeschi, attorno ai 189 punti base. In crescita anche il rendimento del titolo decennale, attorno al 4,1%. Sul listino principale di Piazza Affari bene Cnh (+1,73%). Gli analisti di Berenberg hanno avviato la copertura sul titolo con l’indicazione di acquisto delle azioni. Stellantis, poi, guadagna l’1,01%. L’agenzia Dbrs ha migliorato il rating sul debito a lungo termine del colosso automobilistico, portandolo da a “BBB high”.  

Stm, quindi, guadagna il 2,32%, in scia con il balzo di ieri. Dopo la diffusione dei dati del bilancio 2022, alcune banche d’affari hanno aumentato il target price sulla società. In coda, invece, Hera (-0,22%), Leonardo (-0,21%), Pirelli (-1,25%), Tim (-0,70%) e Unipol (-0,41%). (in collaborazione con Money.it) 

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Borsa Milano oggi, economia americana in salute: Piazza Affari festeggia

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(Adnkronos) – Giornata decisamente positiva per le Borse europee, che beneficiano dei dati macroeconomici positivi in arrivo dagli Stati Uniti. Il pil americano del quarto trimestre risulta più alto del previsto e le richieste di sussidi di disoccupazione sono inferiori alle stime degli analisti. Il prodotto interno lordo Usa è salito del 2,9% su base annua, mentre l’indicatore Pce dell’inflazione, sempre nel quarto trimestre, segna una frenata al 3,2%. Gli investitori riprendono a investire su un possibile ammorbidimento della stretta monetaria della Fed, di fronte a una crescita dei prezzi in costante rallentamento. 

Il prezzo del petrolio è in salita, con Brent e Wti che crescono entrambi di oltre l’1,3%. Il gas al Ttf di Amsterdam è invece ancora sotto i 60 euro al megawattora. 

A Milano il Ftse Mib guadagna l’1,32% e chiude a 26.217,56. In salita lo spread tra Btp e Bund tedeschi, attorno ai 186 punti base. In crescita anche il rendimento del titolo decennale, attorno al 3,99%. Sul listino principale di Piazza Affari bene i bancari. Intesa Sanpaolo guadagna il 2,07%, Unicredit il 2,78% e Banco Bpm il 2,09%. 

Spicca, però, il risultato di Stmicroelectronics (+8,20%). La società ha presentato i conti del quarto trimestre. I ricavi netti sono cresciuti del 24% su base annua e l’utile netto del trimestre è stato di 1,248 miliardi di dollari, in rialzo del 66%. 

In coda, invece, Campari (-2,81%), Erg (-1,48%), Hera (-0,51%), Inwit (-1,09%), Recordati (-1,10%) e Terna (-0,81%). (in collaborazione con Money.it)
 

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Borsa Milano oggi, paura per il rialzo dei tassi d’interesse: Piazza Affari in parità

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(Adnkronos) – Giornata negativa per le Borse europee, con gli investitori spaventati dagli sviluppi della guerra in Ucraina e dal possibile aumento dei tassi di interesse in Europa per iniziativa della Bce. Nel Vecchio Continente via libera all’invio dei carri armati a Kiev da Germania e Polonia, così come dagli Stati Uniti. In America, poi, sono poco brillanti i risultati di alcune trimestrali. 

Quanto alla Bce e alla Fed, la decisione sul rialzo dei tassi di interesse arriverà la prossima settimana. Intanto, sul fronte valutario, l’euro è in lieve flessione sul dollaro. Il gas è stabile sotto i 60 euro al megawattora al Ttf di Amsterdam. Quanto al petrolio, invece, sale il Wti e cala il Brent. 

A Milano il Ftse Mib perde lo 0,03% e chiude vicino alla parità rispetto a ieri, a 25.875,30. In salita lo spread tra Btp e Bund tedeschi, attorno ai 184 punti base. In diminuzione il rendimento del titolo decennale, attorno al 3,93%. Sul listino principale di Piazza Affari bene Iveco (+3,13%). La società ha comunicato oggi che Iveco bus ha firmato un accordo con l’azienda per i trasporti pubblici delle Fiandre De Lijn per la vendita di un primo lotto di 65 autobus urbani. Leonardo poi guadagna il 2,56%, A2a l’1,08%, Buzzi Unicem l’1,74% ed Erg l’1,80%. 

In coda, invece, Saipem (-1,79%). Gli analisti di Citigroup hanno aumentato il target price a 2 euro. Sulla base di questo nuovo prezzo obiettivo ora gli esperti consigliano l’acquisto delle azioni. Nexi perde infine l’1,77%. (in collaborazione con Money.it) 

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Piazza Affari in timido rialzo, giù Saipem ed Eni

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(Adnkronos) – Giornata in chiaroscuro per le Borse europee, con gli analisti che attendono la decisione del prossimo 1° febbraio da parte della Fed sui tassi di interesse, mentre il giorno dopo arriverà quella della Bce. Gli investitori fanno diverse stime sull’entità dei ritocchi, alcune più pessimiste, altre più ottimiste. Nel Vecchio Continente, intanto, continua il dibattito sulle armi da inviare all’Ucraina. Secondo Bloomberg domani Germania e Polonia daranno il via libera all’invio dei carri armati Leopard. 

Per Federico Vetrella, market strategist di Ig Italia, le prospettive economiche in Europa sono migliori del previsto, grazie al calmieramento dei prezzi di petrolio e gas, ma “le pressioni inflazionistiche continuano a essere troppo elevate, fattore che influirà sul mantenimento della sua stretta monetaria della Bce nei prossimi mesi”. Oggi poi torna a calare il prezzo del petrolio, con Brent e Wti che perdono circa l’1,5%. Il gas, invece, continua a essere sotto i 60 euro al megawattora al Ttf di Amsterdam. 

A Milano il Ftse Mib guadagna lo 0,24% e chiude a 25.884,31. In discesa lo spread tra Btp e Bund tedeschi, attorno ai 180 punti base. In diminuzione anche il rendimento del titolo decennale, attorno al 3,95%. Sul listino principale di Piazza Affari bene Enel (+0,55%). Dalle comunicazioni diffuse dalla Consob si apprende che BlackRock ha limato la quota detenuta nel capitale dell’azienda al 4,91%. In rialzo anche la maggior parte dei bancari, a partire da Unicredit (+1,50%) e Intesa Sanpaolo (+2,05%). 

In coda, poi, Eni e Saipem, che perdono rispettivamente l’1,53% e il 3,35%. Male anche Tenaris (-1,26%). I petroliferi, così, risentono della virata in negativo del greggio sui mercati internazionali. (in collaborazione con Money.it) 

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