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Kaspersky: il 93% delle organizzazioni finanziarie in Italia ha subito un attacco informatico

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• La maggior parte (67%) ritiene che la minaccia alla sicurezza informatica della propria azienda sia elevata, soprattutto per chi ricopre ruoli IT (76%) o per le organizzazioni più grandi (70%). 

• Gli attacchi più frequenti sono malware generici (46%), ransomware (44%), spyware (37%), spear phishing (26%) e attacchi mirati (26%) 

• Il 44% teme le perdite finanziarie per i clienti e l’azienda; il 40% la frode, la manipolazione e l’uso improprio dei servizi 

Milano, 30 novembre 2022 .Una
nuova ricerca di Kaspersky
ha rivelato che il 93% dei decision maker IT del settore finanziario ha affermato che la propria organizzazione ha subito uno o più cyber attacchi o problemi di cybersecurity durante la pandemia. Il 60% degli intervistati ha dichiarato che l’azienda per cui lavorano ha dovuto affrontare attacchi ransomware e spyware. Inoltre, i dati mostrano che phishing e attacchi malware (58%) sono stati particolarmente diffusi.
 

Il settore finanziario italiano è al centro di un processo di digitalizzazione avanzata che permette di ottimizzare, semplificare, accelerare e rendere più agili le attività aziendali. Sulla scia della pandemia di Coronavirus, questo sviluppo ha subito un’ulteriore accelerazione, poiché le persone e le aziende hanno spostato sempre più le loro attività nello spazio virtuale. Secondo l’Indagine Fintech (1) , condotta dalla Banca d’Italia, infatti, la spesa in tecnologie fintech per il biennio 2021-2022 ammonta a 530 milioni di euro, in crescita rispetto al biennio precedente (456 milioni di euro). Tuttavia, l’implementazione di queste complesse tecnologie digitali favorisce l’aumento delle probabilità di attacchi informatici e, dal momento che il settore finanziario è di grande importanza per la vita pubblica in Italia, le società italiane in ambito finance devono disporre di una struttura di sicurezza informatica sostenibile e adeguata. 

La ricerca Kaspersky “Sicurezza IT: focus sul settore finanziario in Italia”(2) offre una panoramica sullo stato della sicurezza IT del settore finanziario in Italia, mostrando anche come le aziende e le istituzioni possano proteggersi in maniera efficace contro un numero crescente di minacce informatiche. Il 67% dei decision maker IT italiani appartenenti al settore finanziario considera “alto” il rischio di un attacco informatico. 

Nonostante l’elevato numero di minacce, l’84% pensa che la propria azienda disponga di tutti gli strumenti necessari per contrastare un attacco informatico, percentuali quasi identiche se si prendono in considerazione personale IT (87%) e dirigenti (85%). Questo senso di sicurezza viene percepito soprattutto dalla maggior parte delle aziende (86%) che contano oltre 1.000 dipendenti, che secondo quanto dichiarato dagli intervistati, sono le più protette dalle minacce informatiche e le più inclini ad affidarsi a un Disaster Recovery Plan (95%). Più di nove intervistati su dieci (91%) hanno, infatti, dichiarato di avere Disaster Recovery Plan / Business Continuity Plan regolarmente testati, percentuale che scende all’83% tra le organizzazioni più piccole (50-999 dipendenti). Il 26% sostiene però che manchino le competenze interne adeguate, dato che sale al 39% tra le piccole-medie imprese (250-999 dipendenti).  

Secondo un responsabile IT di una grande azienda con oltre 5.000 dipendenti la sfida maggiore è “poter fare affidamento su una strategia informatica pronta e reattiva”, mentre per un dirigente di un’azienda delle stesse dimensioni sono gli “attacchi malware, perché sempre più sofisticati e invasivi”. Infine, per il responsabile IT di una realtà con meno di 5.000 dipendenti la sfida è “avere competenze a sufficienza per fronteggiare questi problemi”. 

“Che si tratti di ransomware, phishing, attacchi mirati o “semplicemente” malware generici, il settore finanziario si trova ad affrontare un panorama diversificato di minacce. Non sorprende quindi che i decision maker IT intervistati valutino la situazione delle minacce in Italia come elevata. Le aziende che operano nel settore finanziario si considerano sufficientemente attrezzate contro gli attacchi informatici dal momento che, tra l’altro, dispongono di piani di emergenza. Tuttavia, il settore deve investire maggiormente nella sicurezza informatica. Un attacco che va a buon fine può portare alla perdita di dati, denaro e clienti, per questo raccomandiamo un approccio alla sicurezza informatica completo e a più livelli, in grado di coprire tutti i possibili punti di ingresso. Inoltre, è fondamentale affidarsi ai servizi di threat intelligence, ancora poco utilizzati dalle aziende del settore finanziario, per prevedere e prevenire cyber minacce e attacchi”, ha dichiarato Cesare D’Angelo, General Manager Kaspersky Italia & Mediterranean.
 

Cosa teme il settore finanziario
 

Nell’ambito della ricerca condotta da Kaspersky sono state approfondite anche le ripercussioni nel caso di un eventuale attacco informatico. Le perdite finanziarie ingenti per i clienti e l’azienda (44%) o la frode, la manipolazione e l’uso improprio dei servizi (40%) sono le prime due preoccupazioni per le società bancarie e finanziarie indipendentemente dalla loro dimensione. L’impatto finanziario di multe o contenziosi normativi si colloca al terzo posto (32%), più della metà degli intervistati (57%), infatti, concorda sul fatto che il crescente onere normativo possa aumentare il rischio di non conformità, con una percentuale leggermente superiore tra chi opera nel settore IT o nelle organizzazioni sotto i 1.000 dipendenti (rispettivamente il 62% e il 61%). La preoccupazione maggiore per le istituzioni finanziarie con oltre 1.000 dipendenti è, invece, registrare perdite economiche considerevoli sia per i clienti sia per l’azienda stessa a causa di transazioni false (47%), percentuale che si riduce sensibilmente (39%) tra le aziende più piccole (50-999 dipendenti), che temono anche di subire danni all’immagine pubblica per un’insufficiente conformità alla sicurezza delle informazioni. 

Per garantire la sicurezza delle istituzioni finanziarie contro le minacce informatiche, Kaspersky consiglia di: 

• Limitare l’accesso ai tool di remote management dagli indirizzi IP esterni e garantire che le interfacce remote siano accessibili solo da un numero limitato di endpoint. 

• Applicare rigorose policy in materia di password per tutti i sistemi IT e utilizzare l’autenticazione a più fattori. 

• Assegnare privilegi estesi solo a chi ne ha bisogno per svolgere il proprio lavoro. 

• Eseguire regolarmente il backup dei dati aziendali rilevanti. In questo modo, i dati importanti che sono stati criptati e resi inutilizzabili da un ransomware possono essere ripristinati rapidamente. 

• Organizzare regolari sessioni di formazione rivolte ai dipendenti, ad esempio grazie a Kaspersky Security Awareness Training, è essenziale per aumentare la consapevolezza sulle minacce digitali. 

• Il sistema di protezione multi-livello di Kaspersky Finance Services Cybersecurity aiuta le aziende del settore finanziario e bancario a implementare una strategia di sicurezza flessibile. L’obiettivo è rilevare e ridurre al minimo il rischio di attacchi mirati e di minacce tecnologicamente avanzate, individuando un’ampia gamma di vettori di compromissione. 

• Proteggere gli endpoint e i dispositivi embedded, come bancomat e sistemi POS, nonché altre tecnologie utilizzate nei punti vendita, ad esempio con Kaspersky Embedded Systems Security. 

• Proteggere server virtuali e fisici, implementazioni VDI, sistemi di storage e persino i canali di dati nei cloud privati, nonché la sicurezza avanzata dei workload nei cloud pubblici con tecnologie avanzate come Kaspersky Hybrid Cloud Security. 

• Consentire ai team SOC di accedere alle informazioni più recenti sulle minacce grazie alla threat intelligence per essere sempre aggiornati su strumenti, tecniche e tattiche dei cyber criminali. Informazioni significative sulle minacce, tecnologie avanzate di machine learning e un pool unico di esperti globali contribuiscono alla sicurezza delle banche e dei fornitori di servizi finanziari contro cyberattacchi sconosciuti. Le soluzioni come Kaspersky Threat Intelligence offrono un supporto completo. 

• Gli scenari di simulazione, come Kaspersky Interactive Protection Simulation, consentono ai team di sicurezza IT di trovarsi in un ambiente aziendale simulato, dove sono esposti a una serie di minacce informatiche impreviste. 

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il report completo al seguente link. 

 

(1)Indagine Fintech nel sistema finanziario italiano, Banca D’Italia, Novembre 2021 

(2) Sondaggio condotto da Arlington Research per conto di Kaspersky a settembre 2022. Ha coinvolto 100 decision maker appartenenti al settore finanziario italiano, il 68% dei quali ricopre una posizione dirigenziale di medio-alto livello. Il 36% dei partecipanti lavora in aziende e organizzazioni aventi tra 50 e 999 dipendenti; il 64% oltre 1.000 dipendenti. 

 

Informazioni su Kaspersky
 

Kaspersky è un’azienda di sicurezza informatica e digital privacy che opera a livello globale fondata nel 1997. La profonda competenza di Kaspersky in materia di threat intelligence e sicurezza si trasforma costantemente in soluzioni e servizi innovativi per proteggere le aziende, le infrastrutture critiche, i governi e gli utenti di tutto il mondo. L’ampio portfolio di soluzioni di sicurezza dell’azienda include la protezione degli Endpoint leader di settore e una serie di soluzioni e servizi specializzati per combattere le minacce digitali sofisticate e in continua evoluzione. Più di 400 milioni di utenti sono protetti dalle tecnologie di Kaspersky e aiutiamo 240.000 clienti aziendali a proteggere ciò che è per loro più importante. Per ulteriori informazioni: https://www.kaspersky.it/
 

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Covid oggi Toscana, 275 nuovi casi e un morto: bollettino 4 febbraio

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(Adnkronos) – Sono 275 i nuovi casi di Covid-19 registrati oggi 4 febbraio in Toscana, secondo i dati del bollettino della Regione. Si registra anche un morto: una donna di 74 anni. Salgono a quota 179 (2 in più rispetto a ieri) i ricoveri in ospedale, stabili a 6 le terapie intensive. 

Nel dettaglio salgono a 423.895 i positivi dall’inizio dell’emergenza nei comuni della Città metropolitana di Firenze (65 in più rispetto a ieri), 103.274 in provincia di Prato (11 in più), 123.050 a Pistoia (9 in più), 83.063 a Massa Carrara (15 in più), 172.768 a Lucca (21 in più), 185.324 a Pisa (40 in più), 146.254 a Livorno (37 in più), 143.001 ad Arezzo (30 in più), 113.176 a Siena (18 in più) e 88.649 a Grosseto (28 in più). A questi vanno aggiunti 569 casi di positività notificati in Toscana ma che riguardano residenti in altre regioni. 

La Toscana si trova al 11° posto in Italia come numerosità di casi complessivi dall’inizio della pandemia (tra residenti e non residenti), con circa 43.233 casi ogni 100.000 abitanti (la media italiana é 43.178 x 100.000, dato aggiornato a due giorni fa). Al momento la provincia di notifica con il tasso più alto è Lucca (con 45.172 casi ogni 100 mila abitanti), seguita da Livorno (44.690) e Pisa (44.438). La più bassa concentrazione si riscontra a Prato (con un tasso di 40.010). 

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Covid oggi Lombardia, 4.929 contagi e 178 morti in ultimi 7 giorni

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(Adnkronos) – In Lombardia nell’ultima settimana, dal 27 gennaio al 2 febbraio, si sono registrati 4.929 casi Covid, in calo rispetto ai 5.341 della settimana precedente (20-26 gennaio). Segnano però un netto aumento i morti: 178, quasi quadruplicati rispetto ai 48 che erano stati segnalati nei 7 giorni precedenti. Il bilancio totale da inizio pandemia è di 45.368 decessi. Nell’ultima settimana monitorata i tamponi sono stati 88.753, per un tasso di positività del 5,6%, stabile rispetto al 5,8% della settimana precedente.  

Negli ospedali, secondo il bollettino regionale aggiornato al 2 febbraio, ci sono 21 ricoverati Covid in terapia intensiva, -5 rispetto ai 26 della settimana precedente, e scendono i ricoverati in area medica, a quota 227 dai 340 del precedente bollettino (-113).  

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Izzo (Ga.Fi): “Nel 2022 1.500 interventi a supporto pmi, generato credito per oltre 200 mln di euro”

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(Adnkronos) – “L’anno appena trascorso per Ga.Fi è stato un anno di consolidamento di tutte le attività che portiamo avanti. Ormai le imprese sempre più ricorrono a noi anche per l’immediata capacità di interpretare i loro bisogni. Nel 2022 abbiamo assicurato oltre 1500 interventi che hanno generato credito per le imprese per oltre 200 milioni di euro. Abbiamo chiuso il bilancio in attivo con una forte attenzione alla qualità del portafoglio, con un indice di capitalizzane di oltre il 43% -tra i più solidi d’Italia- e un grado di copertura delle partite deteriorate di oltre l’84%. Insomma, un modello che si conferma vincente e sempre più richiesto della nostra platea associativa in continua crescita e che ad oggi conta oltre 4.000 aziende”. Così, in un’intervista ad Adnkronos/Labitalia, Michele Izzo, direttore generale di Garanzia Fidi Scpa (Ga.fi), Confidi iscritto nell’elenco degli intermediari finanziari vigilati da Banca d’Italia ai sensi dell’art. 106 del nuovo Testo Unico Bancari, sull’attività portata avanti a supporto delle imprese.  

Nel 2023 “il nostro piano industriale non trascura affatto la nostra attività core di ‘garanti’, con l’obiettivo di venire incontro alle esigenze delle imprese durante questo delicatissimo momento. A ciò aggiungiamo una sempre più intensa e qualificata attività di ‘consulenza alle imprese’ con nuovi prodotti e servizi anche nel campo della ‘finanza agevolata’ per accompagnare le imprese negli investimenti da effettuare mediante la realizzazione di idonei e qualificati business plan”.  

“Prevediamo una più forte e incisiva ‘erogazione diretta’ di finanziamenti di importo compreso tra i 50 e i 250 mila euro, valorizzando così -ribadisce- il nostro un ruolo di soggetti finanziari complementari alle banche. In materia di servizi tecnologici rafforzeremo l’operatività digitale, il cui principale punto di forza è la velocità di erogazione. Dulcis in fundo, la nostra grande novità per il 2023 sarà l’integrazione dei fattori Esg negli obiettivi aziendali e nella nostra Pef. Infatti, deve maturare la consapevolezza che i parametri Esg diventeranno centrali nelle scelte allocative di tutti gli istituti finanziari e quindi le imprese piccole o grandi che siano non possono più girarsi dall’altra parte di fronte a queste tematiche”, sottolinea.  

La ‘via’ per il futuro è tracciata. “Pertanto, Ga.Fi. grazie al proprio know-how, intende configurarsi come advisor per accompagnare le imprese verso scelte efficaci per la loro competitività e coerenti con la possibilità di ottenere un rating Esg utile per essere considerati attori credibili sul mercato”.  

Per il futuro dei Confidi una sinergia pubblico-privato, sottolinea Izzo, “è fondamentale. Ga.Fi., già da tempo è gestore di alcune risorse pubbliche (Mise, Mef, Cdp, Regione Campania, Cciaa) e di misure regionali destinate a garantire la concessione di finanziamenti in favore di aziende situate nelle aree di crisi della regione Campania e che effettuano investimenti. Mentre, a livello nazionale, negli ultimi mesi abbiamo ricevuto segnali incoraggianti dalla Politica che sta dimostrando di comprendere l’importanza del ruolo che possono giocare i Confidi in questo delicato momento”, rimarca.  

“Inoltre, come rimarcato anche dal nostro presidente Rosario Caputo, urge -ribadisce Izzo- una nuova legge quadro per i Confidi, siccome quella attuale tanto attuale più non è, visto che risale al 2003, ovvero venti anni fa. A livello locale, auspico una maggiore sensibilità delle Istituzioni verso lo ‘strumento Confidi’ che opera da oltre 50 anni nell’interesse delle pmi”, continua. “Appare necessario assicurare degli interventi per massimizzare l’efficacia di integrazione tra sistema privato e sistema pubblico della garanzia, anche attraverso la costituzione di una sezione speciale presso il Fondo di Garanzia con operatività in riassicurazione il cui effetto moltiplicatore aumenta, assumendosi i Confidi una parte del rischio”, aggiunge ancora. 

E Izzo ricorda che “L’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle ci ha consegnato un Paese che sembrava poter uscire, grazie ad un Pil che viaggiava a doppia cifra, dalla più grave crisi dal Secondo Dopoguerra, ovvero quella generata dalla pandemia da Covid-19, ma che si è ritrovato a fare i conti con un’altra crisi ancora più grave, quella energetica derivante dal conflitto tuttora in corso tra Russia e Ucraina, che di fatto ha annullato ogni sforzo che le imprese avevano fatto, mostrando una resilienza straordinaria. Tuttavia, grazie all’apporto delle misure emergenziali statali, le imprese hanno potuto superare brillantemente il periodo più buio degli ultimi 70 anni. Ma ora è il momento di ritornare alla normalità, agli investimenti e fronteggiare i cambiamenti”, ribadisce.  

Una ‘strada’ in cui è centrale il ruolo dei Confidi. “I Confidi negli ultimi anni -sottolinea Izzo- hanno profondamente cambiato pelle. Hanno rivestito un ruolo cruciale nell’affiancamento alle imprese, soprattutto a quelle più piccole, le quali rischiavano di essere tagliate fuori dal mercato del credito. Se il loro ruolo di garanti ha perso interesse per il massiccio intervento della garanzia pubblica del Fondo di Garanzia, i Confidi hanno, di contro, sviluppato competenze e professionalità nella consulenza, nella finanzia agevolata, nel credito diretto, nell’utilizzo di piattaforme digitali, nell’attività di tutor per l‘accesso al capitale di rischio, ecc. divenendo strumento di grande efficacia per la crescita del sistema produttivo”, aggiunge ancora.  

E nel supporto alle pmi “l’evoluzione del nostro sistema, fa sì che oggi il ruolo dei Confidi non è in competizione, bensì complementare al canale bancario, come dimostrato anche da alcuni rilevanti interventi introdotti dalla Politica, che in modo trasversale hanno compreso bene le ulteriori potenzialità del sistema Confidi, quali intermediari finanziari che svolgono una funzione mutualistica, caratterizzata da radicamento territoriale e capacità di valutare il merito qualitativo delle singole imprese e quindi le loro reali esigenze di credito”, sottolinea. 

Chiare le direttrici del rapporto tra sistema bancario e un Confidi vigilato come Ga.fi. “in questi anni la nostra collaborazione con il sistema bancario si è rafforzata per effetto proprio del nostro ruolo complementare. Sempre di più le banche ci consultano sia per la nostra conoscenza delle Imprese che per richiedere i nostri servizi consulenziali ritenuti di grande valore. Oggi le banche sono sempre più distanti dai territori con personale in continua contrazione e quindi il nostro ruolo viene valorizzato in piena sinergia anche per utilizzare meglio i vantaggi della garanzia pubblica”, continua. Secondo Izzo, “le nostre attività si sono sempre più specializzate con evoluti e complessi strumenti di consulenza aziendale, volti ad accrescere nelle Pmi la consapevolezza e la conoscenza della propria situazione finanziaria, con l’obiettivo di favorire la ricerca e l’accesso alle migliori fonti di finanziamento. E questo è molto apprezzato dalle banche nostre partner”, conclude.  

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Covid oggi Lazio, 630 contagi e 7 morti. A Roma 354 nuovi casi

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(Adnkronos) – Sono 630 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 3 febbraio 2023 nel Lazio, secondo i dati Covid dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 7 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 1.718 tamponi molecolari e 6.466 antigenici con un tasso di positività al 7,6%. I ricoverati sono 502 i ricoverati, 7 in meno di ieri, 19 le terapie intensive occupate, una in più di ieri e 894 i guariti. I casi a Roma città sono a quota 354. 

Nel dettaglio i contagi e i decessi nelle aziende sanitarie del Lazio. Asl Roma 1: sono 117 i nuovi casi e 1 decesso; Asl Roma 2: sono 143 i nuovi casi e 1 decesso; Asl Roma 3: sono 94 i nuovi casi e 5 i decessi; Asl Roma 4: sono 33 i nuovi casi; Asl Roma 5: sono 40 i nuovi casi; Asl Roma 6: sono 61 i nuovi casi. 

Nelle province si registrano 142 nuovi casi: Asl di Frosinone: sono 48 i nuovi casi; Asl di Latina: sono 66 i nuovi casi; Asl di Rieti: sono 11 i nuovi casi; Asl di Viterbo: sono 17 i nuovi casi. 

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Covid oggi Sardegna, 122 contagi: bollettino 3 febbraio

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(Adnkronos) – Sono 122 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 3 febbraio 2023 in Sardegna, secondo i dati Covid dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri non c’è stato alcun morto. Nelle ultime 24 ore sono stati processati, fra molecolari e antigenici, 1.311 tamponi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 4 come ieri, i pazienti ricoverati in area medica sono 158, 17 in meno rispetto a ieri, mentre sono 3.294 i casi di isolamento domiciliare. 

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Covid oggi Calabria, 129 contagi e 2 morti: bollettino 3 febbraio

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(Adnkronos) – Sono 129 i nuovi contagi registrati oggi, 3 febbraio 2023, in Calabria su 1.974 tamponi effettuati. Secondo i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle Aa.Ss.Pp. della Regione ci sono +171 guariti e 2 morti (per un totale di 3.311 decessi). Il bollettino, inoltre, registra -44 attualmente positivi, -1 ricoveri (per un totale di 132) e, infine, -3 terapie intensive (per un totale di 7).  

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Covid oggi Italia, 33.042 casi e 439 morti: bollettino ultima settimana

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(Adnkronos) – Sono stati 33.042 i contagi da Coronavirus in Italia nel bollettino settimanale di oggi con i dati Covid dal 27 gennaio al 2 febbraio della Protezione Civile e del ministero della Salute.  

Continuano a calare i contagi in flessione del 13,4% rispetto alla settimana precedente (quando erano 38.168) ma le morti tornano a crescere: sono stati 439 i decessi in 7 giorni, in aumento del 27,2% rispetto alla settimana precedente (quando erano 345). 

TOSCANA – Sono 285 i nuovi contagi da coronavirus oggi 3 febbraio in Toscana, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registra un morto. I nuovi casi, 89 confermati con tampone molecolare e gli altri 196 con test rapido, sono lo 0,02% in più rispetto al totale del giorno precedente. Il numero dei contagiati rilevati nella regione dall’inizio della pandemia sale dunque a 1.583.438. I guariti crescono dello 0,2% (2.751 persone) e raggiungono quota 1.526.623 (96,4% dei casi totali). 

I dati, relativi all’andamento della pandemia, sono quelli accertati oggi sulla base delle richieste della Protezione civile nazionale. Al momento in Toscana risultano pertanto 45.327 positivi, -5,2% rispetto a ieri. Di questi 177 (1 in meno rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale: 6 (2 in più) si trovano in terapia intensiva. 

La lista dei decessi si aggiorna con 1 nuovo decesso: un uomo di 77 anni. Dall’ultimo bollettino quotidiano sono stati eseguiti 351 tamponi molecolari e 2.872 tamponi antigenici rapidi: di questi l’8,8% è risultato positivo. Sono invece 439 i soggetti testati, escludendo i tamponi di controllo: il 64,9% di questi è risultato positivo 

ABRUZZO – Sono 1.348 i casi positivi al Covid registrati tra il 28 gennaio e il 3 febbraio in Abruzzo. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 5 nuovi casi e sale a 3.900 vittime da inizio pandemia. I guariti da venerdì scorso sono stati 2.229. Nell’ultima settimana sono stati eseguiti 3.361 tamponi molecolari e 9.319 test antigenici. 

Gli attualmente positivi in Abruzzo sono 10.292. Di questi, 93 pazienti, 18 in meno rispetto a venerdì scorso, sono ricoverati in ospedale in area medica; 2 in terapia intensiva, 2 in meno rispetto a venerdì scorso, mentre i restanti sono in isolamento domiciliare.  

Tra le province con il maggior numero di nuovi casi l’Aquila (+179 rispetto a venerdì scorso), Chieti (+413), Pescara (+366) e Teramo (+380). 

CALABRIA – Sono 129 i nuovi contagi registrati oggi, 3 febbraio 2023, in Calabria su 1.974 tamponi effettuati. Secondo i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle Aa.Ss.Pp. della Regione ci sono +171 guariti e 2 morti (per un totale di 3.311 decessi). Il bollettino, inoltre, registra -44 attualmente positivi, -1 ricoveri (per un totale di 132) e, infine, -3 terapie intensive (per un totale di 7).  

SARDEGNA – Sono 122 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 3 febbraio 2023 in Sardegna, secondo i dati Covid dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri non c’è stato alcun morto. Nelle ultime 24 ore sono stati processati, fra molecolari e antigenici, 1.311 tamponi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 4 come ieri, i pazienti ricoverati in area medica sono 158, 17 in meno rispetto a ieri, mentre sono 3.294 i casi di isolamento domiciliare. 

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Covid oggi Abruzzo, 1.248 contagi e 5 morti: bollettino ultima settimana

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(Adnkronos) – Sono 1.348 i casi positivi al Covid registrati tra il 28 gennaio e il 3 febbraio in Abruzzo. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 5 nuovi casi e sale a 3.900 vittime da inizio pandemia. I guariti da venerdì scorso sono stati 2.229. Nell’ultima settimana sono stati eseguiti 3.361 tamponi molecolari e 9.319 test antigenici. 

Gli attualmente positivi in Abruzzo sono 10.292. Di questi, 93 pazienti, 18 in meno rispetto a venerdì scorso, sono ricoverati in ospedale in area medica; 2 in terapia intensiva, 2 in meno rispetto a venerdì scorso, mentre i restanti sono in isolamento domiciliare.  

Tra le province con il maggior numero di nuovi casi l’Aquila (+179 rispetto a venerdì scorso), Chieti (+413), Pescara (+366) e Teramo (+380). 

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Covid oggi Italia, Cerberus quasi al 40%: in crescita Kraken e Orthrus

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(Adnkronos) – La variante Omicron di Sars-CoV-2 rappresenta la quasi totalità (99,97%) dei sequenziamenti. Il restante 0,03% è da attribuire a un ricombinante Delta/Omicron. BA.5 risulta predominante (87%), con 138 differenti sottolignaggi identificati (incluso il lignaggio parentale). Tra questi, BQ.1.1, ribattezzata Cerberus, ha raggiunto una frequenza del 38,9% (era 30,8% del precedente rapporto).  

Si continua a osservare un incremento, sebbene moderato, nella proporzione di sequenziamenti attribuibili ai sottolignaggi CH.1.1 (Orthrus) e XBB.1.5 (Kraken). E’ la fotografia scattata dal rapporto ‘Prevalenza e distribuzione delle varianti di Sars-CoV-2 di interesse per la sanità pubblica in Italia’ dell’Istituto superiore di sanità, con i dati di sequenziamento depositati in I-Co-Gen nelle ultime 6 settimane (19 dicembre 2022-29 gennaio 2023).  

“Nell’attuale scenario è necessario continuare a monitorare, in coerenza con le raccomandazioni nazionali ed internazionali, la diffusione delle varianti virali circolanti nel Paese attraverso il sequenziamento dei campioni positivi per Covid-19”, rimarca l’Iss.  

Kraken e Orthrus, dunque, in Italia al momento sembrano non decollare. La proporzione di sequenziamenti attribuibili ai sottolignaggi CH.1.1 è pari al 2,2%, rispetto allo 0,6% del precedente bollettino, mentre la quota XBB.1.5 è dell’1,1% contro lo 0,05%. 

 

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Covid oggi Toscana, 285 contagi e un morto: bollettino 3 febbraio

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(Adnkronos) – Sono 285 i nuovi contagi da coronavirus oggi 3 febbraio in Toscana, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registra un morto. I nuovi casi, 89 confermati con tampone molecolare e gli altri 196 con test rapido, sono lo 0,02% in più rispetto al totale del giorno precedente. Il numero dei contagiati rilevati nella regione dall’inizio della pandemia sale dunque a 1.583.438. I guariti crescono dello 0,2% (2.751 persone) e raggiungono quota 1.526.623 (96,4% dei casi totali). 

I dati, relativi all’andamento della pandemia, sono quelli accertati oggi sulla base delle richieste della Protezione civile nazionale. Al momento in Toscana risultano pertanto 45.327 positivi, -5,2% rispetto a ieri. Di questi 177 (1 in meno rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale: 6 (2 in più) si trovano in terapia intensiva. 

La lista dei decessi si aggiorna con 1 nuovo decesso: un uomo di 77 anni. Dall’ultimo bollettino quotidiano sono stati eseguiti 351 tamponi molecolari e 2.872 tamponi antigenici rapidi: di questi l’8,8% è risultato positivo. Sono invece 439 i soggetti testati, escludendo i tamponi di controllo: il 64,9% di questi è risultato positivo. 

L’andamento per provincia 

Con gli ultimi casi salgono a 423.830 i positivi dall’inizio dell’emergenza nei comuni della Città metropolitana di Firenze (66 in più rispetto a ieri), 103.263 in provincia di Prato (9 in più), 123.041 a Pistoia (21 in più), 83.048 a Massa Carrara (13 in più), 172.747 a Lucca (23 in più), 185.284 a Pisa (34 in più), 146.217 a Livorno (40 in più), 142.971 ad Arezzo (36 in più), 113.158 a Siena (28 in più) e 88.621 a Grosseto (14 in più). A questi vanno aggiunti 569 casi di positività notificati in Toscana ma che riguardano residenti in altre regioni. 

La Toscana ha circa 43.226 casi complessivi ogni 100.000 abitanti dall’inizio della pandemia (tra residenti e non residenti). Al momento la provincia di notifica con il tasso più alto é Lucca (con 45.167 casi ogni 100 mila abitanti), seguita da Livorno (44.679) e Pisa (44.428). La più bassa concentrazione si riscontra a Prato (con un tasso di 40.005). 

In 45.150 sono in isolamento a casa, perché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi (2.466 in meno rispetto a ieri, meno 5,2%). 

I 1.526.623 guariti registrati a oggi lo sono a tutti gli effetti, da un punto di vista virale, certificati con tampone negativo. 

I decessi 

La lista dei decessi si aggiorna con 1 nuovo decesso: un uomo di 77 anni. 

Relativamente alla provincia di residenza, la persona deceduta è a Pistoia. 

Sono 11.488 i deceduti dall’inizio dell’epidemia: 3.652 nella Città metropolitana di Firenze, 942 in provincia di Prato, 1.031 a Pistoia, 715 a Massa Carrara, 1.063 a Lucca, 1.280 a Pisa, 861 a Livorno, 731 ad Arezzo, 628 a Siena, 418 a Grosseto. Vanno aggiunte 167 persone decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione. 

Il tasso grezzo di mortalità per Covid-19 (numero di deceduti/popolazione residente) è al momento 313,6 ogni 100 mila residenti. Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (379,3 ogni 100 mila abitanti), seguita da Firenze (369,9 x100.000) e Prato (364,9 x100.000), mentre il più basso è a Grosseto (192,6 x100.000). 

Tutti i dati saranno visibili sul sito dell’Agenzia Regionale di Sanità a questo indirizzo: www.ars.toscana.it/covid19 

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