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Lavoro

iziwork, con rientro in ufficio office manager receptionist addetti alla vigilanza e pulizie profili più ricercati

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Il rientro negli uffici spinge la richiesta di office manager, receptionist, addetti alla vigilanza e alle pulizie: sono i profili più ricercati, con 1/4 delle posizioni aperte a livello nazionale. Emerge dall’Osservatorio sul mercato del lavoro in somministrazione condotto da iziwork, startup nata con l’obiettivo di migliorare l’accesso al mondo professionale, digitalizzando e ottimizzando i processi di ricerca e selezione del personale grazie alla tecnologia e all’intelligenza artificiale. L’analisi è stata condotta analizzando le richieste di oltre 650 aziende clienti e le candidature provenienti da un database di circa 500.000 professionisti, su tutto il territorio nazionale e grazie al lavoro dei 7 hub territoriali inaugurati dalla startup in Italia. 

Sulla base delle richieste delle aziende clienti, dall’Osservatorio iziwork, emerge che i top 5 settori che necessitano maggiormente di figure in somministrazione sono: servizi per le aziende (25% del totale delle offerte di lavoro pubblicate) per la ricerca di office manager, receptionist, addetti alla vigilanza e alla pulizia; logistica & trasporti (23% del totale delle offerte di lavoro pubblicate) per la ricerca di corrieri, magazzinieri e mulettisti; manifattura & industria (21,7% del totale delle offerte di lavoro pubblicate) per la ricerca di operai, generici e specializzati, saldatori, addetti al confezionamento e alla produzione; hostess/steward e professionisti per l’accoglienza in eventi, fiere, concerti e spettacoli dal vivo (20% del totale delle offerte di lavoro pubblicate); horeca (9% del totale delle offerte di lavoro pubblicate) per la ricerca di cuochi, camerieri, lavapiatti e responsabili di sala. 

La definizione di formule ibride che alternano al lavoro da remoto il ritorno in presenza in azienda ha alimentato la ricerca di profili per il ritorno negli uffici. Nell’ultimo quadrimestre le posizioni aperte per figure di back office, come office manager e receptionist, e per i profili dedicati ai servizi per le aziende, come addetti alla vigilanza e alle pulizie, hanno rappresentato il 25% del totale delle ricerche pubblicate dalla startup, al 1° posto fra le figure professionali più ricercate a livello nazionale, con un picco del 36% in Piemonte e percentuali più contenute in Lombardia (18,8%), Emilia-Romagna (16%) Veneto (12%) e Friuli (7%). 

Continua il trend occupazionale positivo incentivato dalla ripresa degli eventi e degli spettacoli dal vivo. A giugno la richiesta di hostess, steward e di professionisti per i servizi di accoglienza ha rappresentato il 20% delle offerte di lavoro pubblicate da iziwork a livello nazionale. Il dato più sorprendente giunge dalla città di Torino, dove il numero di ricerche aperte per fiere, spettacoli ed eventi sportivi corrisponde al 40% del totale delle posizioni promosse dalla startup. 

Non si esaurisce la propulsione del settore logistico innescata dalla pandemia e dai nuovi comportamenti di acquisto online dei consumatori che premiano e-Commerce e home delivery. Secondo i dati iziwork, i lavoratori del comparto logistico come corrieri, magazzinieri, mulettisti e autisti rappresentano il 23% dei profili richiesti dalle aziende a livello nazionale, rientrando nella top 5 delle figure più ricercate in tutti i territori presidiati dalla startup. 

In Veneto la richiesta di lavoratori in questo campo ha toccato il 46%, in Piemonte il 40% e in Friuli il 20%. Meno accentuata la richiesta in Emilia-Romagna (16,5%) e in Lombardia (15,4%). Fra i core business di iziwork, la ricerca di lavoratori per il comparto industriale e manifatturiero ha subito una lieve flessione nel 2° quadrimestre 2022. Rispetto al periodo precedente in cui operai, saldatori, confezionatori e addetti di produzione, generici e specializzati, rappresentavano la categoria professionale più ricercata fra le offerte pubblicate dalla startup (38%), la stessa categoria di lavoratori è scivolata al 3° posto nel periodo maggio-agosto, con una percentuale del 21,7% a livello nazionale. 

La domanda risulta più elevata in territori ad alta densità produttiva, come il Friuli-Venezia-Giulia, in cui raggiunge il 67,5% delle richieste di personale, in Lombardia nelle province di Bergamo e Brescia (72%) e in Emilia-Romagna (60%), mentre è più contenuta in Veneto (38%) e in forte calo a Torino e in Piemonte, dove si ferma al 5%. A pesare sul forte decremento in Piemonte, la battuta d’arresto del settore automotive e della produzione metalmeccanica, causata dalla scarsità di materie prime, dall’aumento dei costi e dalle turbolenze sull’intera supply chain e catena produttiva. 

Continuano le criticità nella ricerca di personale horeca. Fra maggio e agosto, la domanda di lavoratori per il settore ha subito una forte accelerazione. La ricerca di professionisti come cuochi, camerieri, lavapiatti e responsabili di sala ha raggiunto il 9% delle offerte di lavoro pubblicate a livello nazionale, rientrando nella top 5 dei settori che offrono più impiego nel lavoro in somministrazione. 

Lato lavoratori, si ferma invece al 2,3% la percentuale di candidati sul totale che ha fatto application per le posizioni in ambito Ho.re.ca, confermando le criticità legate alla mancanza di profili nel settore. 

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Lavoro

Manovra, Tributaristi (Int): “Ok più controlli su partite Iva ma rivedere responsabilità intermediario”

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(Adnkronos) – “Nella memoria sulla legge di bilancio inviata lunedì dall’Istituto nazionale tributaristi alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, è stata sollevata la problematica della responsabilità solidale in capo all’intermediario fiscale con il titolare della partita Iva. L’articolo 36 del ddl prevede maggiori controlli sull’attribuzione e operatività delle partite Iva, con possibile chiusura d’ufficio e relativo provvedimento sanzionatorio in capo al contribuente, ma un comma del provvedimento ha inserito, nel caso di sanzione, la solidarietà dell’intermediario, cosa che ha creato non poche preoccupazioni tra gli operatori del settore e le loro organizzazioni di rappresentanza”. E’ quanto si legge in una nota dell’Istituto nazionale tributaristi (Int).  

L’Int riporta quindi la sintesi del comma in questione: “Il contribuente destinatario del provvedimento emesso ai sensi dell’articolo 35, commi 15-bis e 15-bis.1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria pari a euro 3.000, irrogata contestualmente al provvedimento che dispone la cessazione della partita Iva… omissis… risponde in solido della sanzione di cui al primo periodo del presente comma l’intermediario che trasmette per conto del contribuente la dichiarazione di cui all’articolo 35 del citato decreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 1972, n.633″. 

Questa la posizione dell’Int, espressa nella memoria: “Pur condividendo la necessità di una maggiore attenzione all’attribuzione delle partite Iva, il cui controllo sarebbe sicuramente reso più efficace attraverso la concreta interoperabilità delle banche dati della Pa e in attesa dei richiamati provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate, si evidenzia preoccupazione per il coinvolgimento in solido al contribuente dell’intermediario fiscale che abbia presentato il modulo di richiesta di attribuzione della partita Iva. Ciò non per rifuggire da eventuali responsabilità, ma per evidenziare che l’intermediario non ha strumenti per svolgere indagini, che peraltro non gli competono, né potrebbero competergli, ma ha unicamente l’obbligo, ai fini dell’antiriciclaggio, di operare l’adeguata verifica della clientela, ovviamente con analisi generiche del richiedente la partita Iva e/o con sue dichiarazioni spontanee”.  

“Pertanto – avverte – è necessario cancellare o meglio perimetrare l’eventuale responsabilità inserendo all’art. 36, come condizione di buona fede e di corretto comportamento professionale, l’esecuzione dell’adeguata verifica del cliente ai sensi della normativa sull’antiriciclaggio. Non è sufficiente, infatti, che nella relazione al ddl si faccia, come mero esempio delle azioni da porre in essere per evitare comportamenti scorretti ed evitare il rischio della solidarietà delle sanzioni erogate, il riferimento alla suddetta adeguata verifica della clientela. Per cui si ritiene necessario eliminare dalla norma la solidarietà dell’intermediario o quantomeno inserire al comma 2 dopo le parole ‘decreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 1972, n.633’, le seguenti parole: ‘salvo sia stata effettuata l’adeguata verifica della clientela’”. 

Il presidente dell’Int, Riccardo Alemanno, ha inoltre dichiarato: ”Comprendo e condivido le finalità di una maggior attenzione nell’attribuzione della partita Iva; sarebbe però opportuno, quando una norma contempla il coinvolgimento e la responsabilità dell’intermediario fiscale, che siano preventivamente coinvolte le organizzazioni di rappresentanza di tale figura professionale, al fine di individuare indicazioni operative praticabili per le finalità della norma stessa, evitando di esporre il professionista a rischi collegati ad accadimenti futuri non conoscibili e a comportamenti di terzi dei quali non può essere ritenuto responsabile, salvo, ovviamente, emergano suoi coinvolgimenti da atti giudiziari”. 

 

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Manovra, Cida: presentati emendamenti alla commissione bilancio Camera

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(Adnkronos) – Cida, la rappresentanza sindacale per la dirigenza e le alte professionalità di tutti i settori socio produttivi, pubblici e privati, ha inviato oggi gli emendamenti di modifica alla Finanziaria 2023 alla Commissione Bilancio della Camera dei deputati. Gli emendamenti proposti riguardano il regime fiscale sui premi di risultato e di deducibilità fiscale per i contributi versati ai Fondi di previdenza complementare e assistenza sanitaria integrativa, politiche attive, incentivi per l’impiego di personale dirigenziale, la revisione del meccanismo di indicizzazione delle pensioni, sanità e scuola  

L’invio degli emendamenti segue il colloquio che si è tenuto ieri tra il presidente Stefano Cuzzilla e il presidente della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei deputati, Giuseppe Tommaso Vincenzo Mangialavori. Nel corso del colloquio il presidente Cida ha ricevuto rassicurazione in merito alle prossime convocazioni istituzionali, trovando nel proficuo confronto con Mangialavori la premessa per un lavoro costruttivo che vedrà Cida chiamata ai tavoli istituzionali per strutturare un dialogo soddisfacente e duraturo fra le parti.  

Durante il confronto il presidente Cuzzilla ha ribadito la preoccupazione per le modifiche apportate al sistema fiscale che colpisce nuovamente i manager, facendo presente che “siamo consapevoli di quanto i margini di bilancio siano esigui, ma l’eccessivo prelievo fiscale sui lavoratori dipendenti e le penalizzazioni sui pensionati non sono più sopportabili”. Il presidente si è, inoltre, espresso sul tema previdenziale: “il sistema pensionistico ha bisogno di una riforma organica che garantisca sostenibilità ai conti, separando previdenza da assistenza, e che consegni a chi oggi lavora legittime certezze verso il proprio futuro pen-sionistico”.  

Altre questioni affrontate, i rischi di quota 103, i pochi fondi per sanità, scuola e ricerca, la crisi energetica, la necessità di un welfare più equo e le questioni legate al mercato del lavoro, tutti temi collegati da un unico fil rouge: la competenza manageriale come chiave di volta per superare le difficoltà che da anni scuotono l’Italia in termini di efficienza ed efficacia delle politiche sociali, formative e di sviluppo 

Al termine del colloquio, Mangialavori ha espresso al presidente Cida Stefano Cuzzilla – nell’occasione accompagnato dal direttore Cida, Teresa Lavanga e dal segretario generale di ManagerItalia, Massimo Fiaschi – comprensione per le richieste presentate e ha sottolineato che saranno tenute in debita considerazione nelle valutazioni future della Commissione.  

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Federlegno, terzo trimestre 2022 in rallentamento ma per chiusura anno stime positive

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(Adnkronos) – Dopo il +24,5% registrato dalla filiera legno-arredo nel primo trimestre 2022, e il +22,2% del primo semestre 2022, il valore delle vendite della filiera è sceso a +17,7% nel periodo gennaio-settembre 2022. Questi i dati del Monitor L-A elaborato dal Centro Studi di FederlegnoArredo.  

Numeri, spiega una nota, che evidenziano come il rallentamento, seppur in un quadro complessivamente positivo, ha iniziato a farsi sentire nel secondo trimestre 2022 e si è confermato anche nel terzo, lasciando intravedere che anche il finale d’anno andrà in questa direzione . Le stime però sul complesso dei dodici mesi “potrebbero ipotizzare una chiusura a doppia cifra pari al +12%”.  

L’export della filiera, che rappresenta il 41% del totale, ha registrato a settembre 2022 un +14% sul 2021 (era +16,3% nei primi sei mesi 2022) con un valore pari a circa 3,2 miliardi di euro, mentre il mercato italiano, che rappresenta il 59% – segna un +20,5% (era +26,7% nei primi sei mesi) con un valore di 4,7 miliardi di euro.  

“Leggendo i dati del nostro Monitor, purtroppo, si conferma quanto avevamo detto e previsto nei mesi precedenti. I segnali di rallentamento c’erano e ci sono ancora e l’incertezza dello scenario geopolitico ed economico ci costringe ad essere estremamente prudenti, pur salutando con favore la chiusura d’anno con un segno positivo e che potrebbe chiudersi a doppia cifra”, commenta Claudio Feltrin presidente di FederlegnoArredo.  

Un risultato “tutt’altro che scontato” che va però letto, aggiunge “alla luce dell’effetto, ancora rilevante, dell’aumento dei prezzi delle materie prime”. Se stiamo infatti assistendo a una diminuzione del costo dell’energia, che impatta positivamente sulle produzioni particolarmente energivore come i pannelli, “al momento sono deboli – continua Feltrin- i segnali di una diminuzione dei costi delle materie prime che vanno a comporre i nostri prodotti finali. La plastica registra a ottobre su settembre un -1,6%, l’alluminio un -1,3% e il rame -1,5%. Ancora troppo poco per poter dire che la tanta auspicata inversione di rotta è alle porte”.  

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