Ita, si allontana ‘sogno’ Air France – Klm, bloccato dal nodo aiuti di stato


Mani, al momento, legate per Air France-Klm nella partita delle alleanze di Ita. Il gruppo franco-olandese “che non ha mai indicato voler prendere una partecipazione” nella nuova compagnia area italiana anche volendo allo stato attuale delle cose non potrebbe, comunque, farlo. In linea con gli impegni presi con la Commissione Ue, infatti, Air France – Klm non può investire in una compagnia estera fin quando il gruppo non avrà rimborsato almeno il 75% degli aiuti di Stato percepiti. Cosa che invece Lufthansa ha fatto rimborsando integralmente gli aiuti dello Stato tedesco. E Air France – Klm, come spiega il gruppo interpellato dall’Adnkronos, “tuttora deve rispettare questo ‘M&A’ ban”. 

Dall’aprile del 2020 gli aiuti ricevuti dal gruppo franco-olandese superano i 14 miliardi di euro: Air France ha ricevuto 9,2 mld (4 mld di prestiti garantiti, 3 mld di prestiti diretti dallo Stato francese, 1 mld di aumento di capitale e 1,2 mld di rinvio di contributi sociali) mentre Klm ha ricevuto 3,4 miliardi di euro (2,4 mld di prestiti garantiti che non sono stati interamente utilizzati e 1 mld di prestiti diretti dallo Stato olandese). Air France – Klm, rivelava ‘Les Echos’ il 6 gennaio scorso, “dopo due anni di perdita senza precedenti e oltre 14 miliardi di euro di aiuti di Stato francesi e olandesi, dovrà procedere a un nuovo aumento di capitale per ricostituire i suoi fondi propri e far fronte ai suoi impegni”.  

Air France – Klm, spiegava il quotidiano economico francese, “avrebbe bisogno, idealmente, di 6 miliardi di euro per ritrovare una situazione finanziaria sana. Altre stime parlano di 4-5 miliardi per ritrovare un livello di indebitamento normale, escludendo il debito contratto nei confronti degli Stati francesi e olandesi. L’unica certezza: il gruppo dovrà procedere a un nuovo aumento di capitale di 1 a 2 mld di euro quest’anno”. E lo Stato francese, che ormai sfiora circa il 30% di Air France – Klm, non potrà superare questa quota senza dover lanciare un’opa e quindi “potrà soltanto iniettare il necessario per evitare la diluizione della sua partecipazione sapendo che la Francia si è impegnato nei confronti della Commissione Ue a riportare la sua partecipazione al livello pre crisi, ossia al 14,3%, entro il 2026”. 

Insomma per il gruppo franco-olandese il rischio è di dover guardare alla partita Msc-Lufthansa senza poter rilanciare. Air France – Klm, in questo momento, sul piatto può mettere solo un rafforzamento della collaborazione che potrebbe non bastare per Ita. “Abbiamo indicato che auspicavamo rafforzare la nostra collaborazione con Ita con la quale abbiamo già raggiunto un accordo di code share”, ha ribadito oggi un portavoce di Air France – Klm. Un accordo che è stato raggiunto a dicembre 2021 e che il gruppo franco-olandese considerava “come un primo passo verso una cooperazione più ampia, in particolare con un’integrazione nella joint venture transatlantica ampia lanciata nel 2020 con Delta e Virgin Atlantic”.  

Per Air France – Klm, rileva ‘Les Echos’ commentando la presentazione della manifestazione di interesse di Msc e Lufthansa per Ita, “la prospettiva di vedere Ita passare sotto la bandiera tedesca non avrebbe niente di piacevole” per il gruppo franco-olandese: “oltre a una lunga storia in comune, che aveva visto Alitalia a due passi di un’integrazione con il gruppo Air France – Klm, l’Italia resta in effetti uno dei principali mercati d’Europa e una preziosa risorsa di clientela in transito attraverso l’ub di Parigi Roissy – Charles de Gaulle per i voli lungo raggio di Air France”.  

© Copyright Sbircia la Notizia Magazine. Riproduzione riservata.

Cerchi altro? Nessun problema!

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
">


Economia Ultima ora

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.