Ita, cordate al lavoro per migliorare offerta: deadline il 22 agosto


(Adnkronos) –
Giorni ‘caldi’ per i contendenti di Ita Airways. In vista della nuova deadline fissata dall’azionista Mef per il 22 agosto prossimo per la presentazione delle offerte, le due cordate in campo Msc-Lufthansa, da un lato, e il fondo Certares con Air France-Klm e Delta, dall’altro, starebbero lavorando a un aggiornamento delle proposte, secondo quanto riferiscono fonti vicine al dossier. Il governo Draghi, come detto a chiare lettere dal premier la scorsa settimana, non ha “intenzione di lasciare la questione” al prossimo esecutivo e di volere andare “fino in fondo”. Tuttavia, le proposte pervenute, ha riferito il ministro dell’Economia, Daniele Franco, “non sono pienamente coerenti” ed è stato chiesto, per questo, di “formulare ulteriori proposte”.  

Questo spiega l’allungamento dei tempi se si considera che ormai un mese fa era attesa e data per imminente la decisione del dicastero di via XX Settembre per l’avvio della trattativa in esclusiva. In pole veniva data la cordata Msc-Lufthansa. A complicare il quadro è stata poi la crisi politica che, ancora una volta, ha catapultato il dossier nell’agone elettorale. Il futuro di Ita si gioca, dunque, sul filo di una manciata di giorni e, soprattutto, si osserva, su un’offerta che possa assicurare lo sviluppo della compagnia, nata a ottobre dalle cenere della vecchia Alitalia. Una proposta forte in grado di superare i marosi della campagna elettorale.  

Sembra non avere dubbi il ceo di Lufthansa, Carsten Spohr: in occasione della presentazione dei risultati semestrali ha affermato che “Ita ha bisogno di un partner e noi pensiamo di essere quello giusto. Questo e’ indipendente da quale partito o gruppo di partiti governi il Paese”. La cordata Msc-Lufthansa è scesa in campo già a inizio anno. L’annuncio della manifestazione di interesse risale al 24 gennaio scorso Ita. L’offerta vincolante è stata inviata a inizio luglio. Il raggruppamento acquisirebbe l’80% dell’aviolinea, 60% Msc e 20% Lufhansa. Il restante 20% rimane in capo al Mef, come previsto dal dpcm. Secondo alcune notizie circolate, la cifra messa sul piatto si attesterebbe fra gli 800 e gli 850 milioni di euro.  

Uno dei punti salienti del piano industriale è quello di sviluppare le sinergie con Msc sia per i passeggeri che per il cargo. E’ proprio sulle merci, in particolare, che si punta a dare un impulso alla luce delle performance del comparto sui mercato globale negli anni della pandemia. Un mercato dal quale la vecchia Alitalia era fuori, dal momento che il piano Fenice nel 2008 aveva previsto la dismissione del cargo. Questa impostazione valorizzerebbe il ruolo di Malpensa per le merci. L’aeroporto di Fiumicino diventerebbe l’hub di Lufthansa del Mediterraneo. Una strategia che è stata sempre al centro dei disegni del colosso tedesco sul fronte italiano. Ita completerebbe la costellazione multibrand che si è formata, via via negli anni, con l’acquisizione di Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines. In Italia, poi, Lufthansa già opera con Air Dolomiti.  

Intanto, la cordata concorrente non è ferma alla finestra e, secondo quanto s’apprende, è al lavoro per aggiornare l’offerta. Tra i pilastri del piano di Certares, Air France-Klm e Delta ci sarebbe il ruolo centrale di Roma Fiumicino, che diverrebbe il terzo hub dell’Europa continentale, assieme a Amsterdam e Parigi. Una porta non solo per rafforzare le rotte sul Nord America (‘cuore’ della joint venture transatlantica con Alitalia) ma anche per l’America Latina e l’Africa. Roma, infatti, potrebbe diventare un gateway per il continente africano, pezzo strategico per le tratte da e per l’Europa. 

In questa operazione, Air France-Klm e Delta faranno leva sul loro know how industriale mentre Certares sul suo network distributivo attraverso i suoi investimenti in società leader nella distribuzione di viaggi leisure e business in tutto il mondo. In questa prospettiva, il ruolo di Certares sarebbe quello di attrarre e convogliare turisti soprattutto americani su destinazioni italiane meno conosciute. Quanto alla governance, il ministero dell’Economia e delle Finanze continuerebbe a ricoprire una posizione di rilievo, da “coprotagonista”. Il Mef, infatti, manterrebbe un pacchetto sostanzioso di diritti di voto vicino al 40%. 

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